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Avviso assemblea: valido con posta ordinaria?

16 agosto 2017


Avviso assemblea: valido con posta ordinaria?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 agosto 2017



È valida l’assemblea se l’amministratore ha spedito gli inviti con posta ordinaria o con email semplice? E se il condomino si presenta in assemblea, gli altri possono impugnare ugualmente la decisione?

In materia di condominio capita spesso che si solidifichino delle prassi che, sebbene non contemplate dalla legge, spesso vengono tacitamente osservate da tutti i condomini, anche per quieto vivere e per facilitare determinati meccanismi decisionali. Tra queste pratiche vi è spesso le modalità di comunicazione dell’avviso di assemblea che, in alcuni condomini, per non aggravare la gestione dei costi, avviene con posta ordinaria o con email spedita dall’amministratore. In altri casi viene affisso un avviso in bacheca oppure viene immesso nelle cassette della posta. Ma che validità hanno queste forme e che succede se uno dei condomini dovesse contestarle? Cercheremo di spiegarlo in questo articolo.

Come va spedito l’avviso di convocazione dell’assemblea

Il codice civile stabilisce che l’avviso di convocazione dell’assemblea può essere comunicato solo mediante raccomandata a.r., posta elettronica certificata, fax o consegna a mano della comunicazione controfirmata per accettazione dal destinatario [1]. È necessario che il condomino riceva l’avviso almeno 5 giorni prima della data della prima convocazione, altrimenti la riunione è annullabile. Sul punto leggi la nostra guida sull’avviso di convocazione dell’assemblea di condominio.

Se l’amministratore spedisce l’invito con una posta semplice, ossia con una lettera ordinaria, tutte le decisioni adottate dall’assemblea durante la riunione di condomino, anche se con le prescritte maggioranze, sono annullabili. L’annullamento può essere però chiesto solo dal condomino assente che ha ricevuto l’avviso con posta semplice e non dagli altri regolarmente convocati.

L’impugnazione deve avvenire entro e non oltre 30 giorni dalla data in cui il condomino riceve dall’amministratore il verbale di assemblea. Se non viene rispettato questo termine e decorrono i 30 giorni, la delibera si sana e non può più essere contestata.

Sintetizzando, quindi, l’avviso di assemblea con posta ordinaria è invalido, ma a chiedere l’annullamento della delibera può essere solo il condomino che ha ricevuto la suddetta comunicazione e deve farlo entro 30 giorni dalla notifica del verbale di assemblea.

Quando e come contestare l’avviso di convocazione dell’assemblea

Se il condomino che riceve l’avviso di assemblea partecipa alla riunione non può più impugnare le decisioni assunte dall’assemblea medesima. Quindi, altro requisito per contestare la riunione di condominio è non parteciparvi o non aver dato ad altri una delega. Non rileva che il condomino si sia presentato il giorno della riunione: l’importante è che il suo nome non sia stato verbalizzato tra i partecipanti. Non rileva neanche il fatto che il condomino abbia saputo dell’assemblea informalmente con una telefonata dell’amministratore. Solo l’eventuale intervento in assemblea sana il vizio della convocazione.

Prima della causa in tribunale, il condomino che intende contestare la riunione di condominio di cui abbia avuto notizia con posta semplice deve esperire il tentativo di mediazione davanti a un organismo situato nel luogo ove si trova il giudice competente a decidere la relativa causa di impugnazione.

Le stesse conclusioni si devono trarre se l’avviso di convocazione dell’assemblea viene spedito con email semplice oppure viene comunicato con avviso affisso in bacheca o immesso nelle cassetta delle lettere di ciascun condomino.


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