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Lo sai che? Cartella di pagamento: la notifica con Pec e pdf è nulla

Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2017

La notifica della cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate riscossione è illegittima se contiene un file in formato pdf senza firma digitale.

Sempre più giudici si aggiungono al coro di quelli secondo cui la cartella di pagamento è nulla se la notifica avviene con Pec e pdf. Secondo l’orientamento che si sta ormai diffondendo in numerosi tribunali, nonostante l’utilizzo della posta elettronica certificata per la notifica della cartella di pagamento sia consentito dalla legge (la Pec, infatti, al pari della raccomandata, consente la certezza sull’identità del mittente e sulla data di spedizione), il problema si pone sull’estensione del file: in pratica, il file pdf col quale è riprodotta la cartella contenuta nell’email non garantisce l’autenticità dell’allegato, essendo solo una riproduzione elettronica di un documento cartaceo, e come tale equiparabile a una semplice copia. L’ultima sentenza, sul punto, è stata pubblicata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia secondo cui la notifica della cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione non è valida se avviene tramite Pec contenente il file dell’atto con estensione .pdf anziché .p7m (tipica dei file firmati digitalmente). Solo il formato .p7m garantisce infatti l’integrità e l’immodificabilità del documento informatico e l’identificabilità del suo autore grazie alla firma digitale.

Quest’inverno era già stata la Commissione Tributaria di Milano [2] a dire che la cartella esattoriale, per essere correttamente notificata tramite posta elettronica certificata, deve avere l’estensione .p7m perché questo viene realizzato attraverso la firma digitale del documento. Invece il formato pdf, a differenza del precedente, non è firmato digitalmente e, pertanto, non può garantire, con assoluta certezza, da una parte l’identificabilità del suo autore e la paternità dell’atto e, dall’altra, la sua l’integrità e immodificabilità, così come richiesto dal codice dell’amministrazione digitale. La notificazione per posta elettronica certificata non è pertanto valida se la cartella è stata trasformata in formato pdf: la conseguenza è anche l’illegittimità della stessa cartella di pagamento che va annullata (leggi Cartella di pagamento con Pec: notifica nulla).

La Commissione di Reggio Emilia si conforma a questo orientamento: il messaggio di posta elettronica certificata, sebbene astrattamente valido per la notifica di una cartella di pagamento, non può però contenere file con estensione «pdf» anziché «p7m»: solo quest’ultimo, infatti, grazie all’apposizione della firma digitale, garantisce l’immodificabilità e l’integrità del documento informatico.

Ricordiamo, a tal proposito, che il file con estensione «p7m» è un file firmato digitalmente. Per poterlo aprire è necessario che sul computer del contribuente, destinatario dell’atto, sia installato un particolare software il quale consente di visualizzare e leggere il file e di verificare la firma e l’autenticità del nome del mittente. Ed è proprio su questo punto che si sofferma la sentenza in commento: al contrario del pdf – che può essere aperto e visualizzato da qualsiasi computer, ma nello stesso tempo non consente di avere la certezza di chi ha creato il file e dell’identità dello stesso – il formato «p7m» garantisce l’integrità e l’immodificabilità del documento informatico rispetto all’originale ma anche – per quanto attiene la firma digitale – l’identificabilità del suo autore e conseguentemente la paternità dell’atto.

Qualora la cartella esattoriale allegata alla PEC e notificata sotto forma di documento informatico risulti essere un normalissimo file “.pdf” privo dell’estensione “.p7m” e, come tale, quindi, non firmato digitalmente, lo stesso file non può qualificarsi idoneo a garantire, con assoluta certezza, da una parte, l’identificabilità del suo autore e la paternità dell’atto e, dall’altra, la sua l’integrità e immodificabilità, così come richiesto dal codice dell’amministrazione digitale.

Conseguentemente la notificazione per posta elettronica certificata non è valida con illegittimità derivata della stessa cartella e, per tale motivo, deve essere annullata.

note

[1] Ctp Reggio Emilia sent. n. 204/17 del 31.07.2017.

[2] Ctp Milano sent. n. 1023 del 3.02.2017.

[3] Ctp Savona, sent. n. 100/2017 e 101/2017; Ctp Napoli sent. n. 611 del 26.02.2016; Ctp Lecce, sent. n. 1817 del 12.05.2016; Ctp Milano, sent. n. 1638 del 24.02.2017. Cfr. Anche Ctp Lecce sent. n. 611/2015 (Cartella Agenzia Entrate, la notifica per Pec non è valida).


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1 Commento

  1. E se ho già ricevuto dele cartelle Equitalia tempo fa, che ho provveduto a rateizzare? Posso richiederne l’annullamento?

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