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I diritti di chi soffre di insonnia

6 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 settembre 2017



Stress da lavoro o patologia psicofisica: le cause dell’insonnia possono dare diritto ad un risarcimento o all’invalidità.

Quanto deve dormire una persona? E’ relativo: c’è a chi basta qualche ora di riposo per tornare un leone, c’è chi ha bisogno di restare a letto in più. Ma quando ci si alza la mattina e si ha la sensazione di avere avuto un sonno insufficiente o insoddisfacente, allora si può parlare di insonnia. Questo problema si presenta, infatti, quando un soggetto non riesce a trarre beneficio dal riposo perché dorme male o perché dorme poco. La questione è capire il perché.

Chi soffre di insonnia può avere a monte due tipi di situazioni: una seria preoccupazione che lo tiene sveglio buona parte della notte (ad esempio il lavoro che non c’è o che ci procura troppo stress) oppure una malattia che non gli consente di riposare come dovrebbe (un problema respiratorio, neurologico o psicologico, nella maggior parte dei casi).

E’ proprio in questi retroscena che vanno cercati i diritti di chi soffre di insonnia. Se la causa è un’eccessiva pressione fisica e psicologica al lavoro, si può avere diritto ad un risarcimento. Se, invece, il motivo dell’insonnia è una malattia, è possibile che quella patologia dia diritto ad un’invalidità.

Insonnia per stress da lavoro

Un’azienda deve garantire ai suoi dipendenti o collaboratori non soltanto un ambiente sicuro da un punto di vista strutturale, ma anche da punto di vista mentale e psicologico. Significa che se un dipendente è sottoposto ad un carico eccessivo di lavoro, a vessazioni da parte dei colleghi, a mobbing da parte di un superiore o a demansionamenti, l’azienda ne dovrà rispondere in prima persona. Persino con un risarcimento dei danni (e l’insonnia può essere uno di questi), purché il disturbo creato sia dimostrato con un certificato medico rilasciato da una struttura pubblica.

Un certificato che non serve per dimostrare di essere sottoposti ad un eccessivo stress psicofisico dovuto all’usura lavorativa (pensate a chi si trova costretto a fare turni impossibili o a lavorare 7 giorni su 7 senza mai avere un giorno di riposo). Uno scompenso che può essere causa di insonnia (chi dormirebbe tranquillo così?) e che dà diritto ad un indennizzo automatico, secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione. In sostanza, in casi come questo il dipendente non è tenuto a dimostrare di aver subìto un danno perché questo danno si dà per stabilito.

I diritti di chi soffre di insonnia per questi motivi, però, sono difendibili soltanto se il lavoratore ha questo disturbo per colpa dell’azienda e non perché troppo zelante. In altre parole: dev’essere il datore di lavoro a mettere il dipendente nelle condizioni di non riposare, non il dipendente che, per il suo modo di essere, si prende il lavoro degli altri oltre al suo fino all’esasperazione. E’ sempre la Cassazione ad affermare che l’azienda non deve risarcire i danni da stress per l’eccessivo lavoro di cui si è fatto volontariamente carico il dipendente.

Ad ogni modo, se il lavoratore ritiene di soffrire di insonnia per cause legate all’ambiente di lavoro, deve seguire questo percorso per difendere i suoi diritti:

  • procurarsi un certificato medico che dimostri l’effettiva sussistenza dell’insonnia;
  • il certificato medico deve anche accertare le cause dell’insonnia. Non essendo possibile accertare quelle di natura psicologica (il medico ascolta il paziente, ma non va nel suo ufficio a fare delle indagini), il sanitario dovrà semplicemente dichiarare sul certificato che «… il paziente riferisce che le ragioni delle proprie preoccupazioni sono dovute a…»;
  • a questo punto il dipendente dovrà dimostrare che l’ambiente lavorativo è insalubre, cioè che mette a rischio la sua salute e che è la causa della sua insonnia. Il che significa provare i motivi: un eventuale mobbing, un demansionamento), i dispetti subiti dai colleghi, il sovraccarico di lavoro, ecc.

Alla fine di tutto ciò non resta che fare causa all’azienda.

Insonnia per patologia

Chi soffre di insonnia, per ovvi motivi, subisce una perdita della qualità della vita e della capacità di svolgere normalmente le attività quotidiane. A lungo andare, infatti, la mancanza di un adeguato riposo può condizionare l’umore, il lavoro, le relazioni sociali di chiunque.

L’insonnia non è una malattia invalidante, ma lo può essere la patologia che provoca la mancanza di sonno: depressione, disturbi respiratori come le apnee ostruttive nel sonno, problemi psichici come l’ansia o la cosiddetta «sindrome delle gambe senza riposo», un disturbo psichiatrico che provoca la necessità di muovere le gambe in continuazione e che va trattato.

Bisogna, quindi, identificare la patologia che causa l’insonnia e, eventualmente, verificare la percentuale di invalidità civile che spetta per quella specifica malattia.

note

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. Buongiorno la sindrome delle gambe senza riposo può essere considerata invalidante per la persona alla quale vine diagnosticata?

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