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Lo sai che? Modifica delle condizioni economiche della separazione: come ottenerla

Lo sai che? Pubblicato il 28 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 settembre 2017

La modifica delle condizioni economiche della separazione è possibile ma solo a certe condizioni.

Quando si può ottenere la modifica?

La legge stabilisce che in presenza di giustificati motivi sopravvenuti il giudice può revocare o modificare i provvedimenti emessi in sede di separazione[1].

Si tratta di un principio di carattere generale che trova applicazione sia alla separazione giudiziale e sia a quella consensuale.

Deve trattarsi dunque di motivi successivi alla sentenza di separazione (giudiziale) o al decreto di omologa (nel caso di separazione consensuale) e, soprattutto, giustificati.

La legge non stabilisce cosa debba intendersi per “giustificati motivi”, dunque ci si deve affidare alle sentenze – in particolare, quelle della Corte di cassazione – per comprendere il significato di questo concetto.

Si tratta di circostanze nelle quali, rispetto al momento della separazione, cambia in maniera significativa la situazione economico-patrimoniale di uno dei coniugi nei confronti dell’altro oppure si modifica la condizione dei figli (perché hanno nuove esigenze di spesa [2] o per avere raggiunto l’indipendenza economica).

Si pensi, per esempio, al coniuge beneficiario dell’assegno, che successivamente alla separazione ha visto mutare in maniera significativa la propria situazione economica perché – rispetto al momento nel quale è stata pronunciata la sentenza o il decreto di omologa – ha conseguito un lavoro più remunerativo oppure ha ottenuto un aumento di stipendio o, al contrario, abbia visto ridursi drasticamente il proprio reddito a causa di un licenziamento.

Si consideri, ancora, il caso in cui il coniuge obbligato al versamento dell’assegno di mantenimento si sia dovuto accollare le spese riconducibili a un nuovo nucleo familiare – per esempio a causa di una relazione con un partner con figli – vedendo così ridursi il suo reddito disponibile rispetto al momento della pronuncia della separazione.

In un caso come questo, peraltro, bisognerà valutare l’entità dei redditi percepiti dal coniuge obbligato poiché, se si tratta di persona ricca, con ogni probabilità le maggiori spese connesse alla costituzione di una nuova famiglia non ridurranno in maniera rilevante il suo reddito o il suo patrimonio, dunque non saranno sufficienti per chiedere la modificadelle condizioni economiche della separazione[3].

Come si può ottenere la modifica?

Vi sono due possibili strade per ottenere la modifica delle condizioni economiche della separazione (escludendo quella rappresentata dalle dichiarazioni rese dai coniugi al sindaco, trattandosi di una procedura che non può essere adottata per nuovi accordi di carattere patrimoniale).

La prima – che prevede l’assistenza obbligatoria di un avvocato – è costituita dalla procedura di negoziazione assistita, basata su un accordo tra i coniugi il cui testo va presentato al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente.

Il procedimento è diverso a seconda che vi siano o meno figli minori o maggiorenni affetti da incapacità o disabilità grave o non autonomi economicamente.

Nel primo caso il Procuratore, se riterrà che la convenzione tra i coniugi non pregiudica l’interesse dei figli, la autorizzerà; altrimenti trasmetterà l’accordo entro cinque giorni al Presidente del Tribunale il quale, nei successivi trenta giorni, stabilirà la data per la comparizione delle parti davanti a sé.

Nel secondo caso il Procuratore si limiterà a verificare la mera regolarità formale dell’accordo. Se tale controllo produce esito positivo, egli darà il nullaosta per i successivi adempimenti burocratici [4]  – in particolare la trasmissione, entro dieci giorni, all’ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto, della copia dell’accordo, autenticata dallo stesso [5] –.

L’altra possibile soluzione è quella “classica” del ricorso ai sensi dell’art. 710 c.p.c. – che prevede il patrocinio obbligatorio di un avvocato – che va presentato innanzi al Tribunale del luogo di residenza del coniuge beneficiario della prestazione economica oppure del luogo in cui risiede il convenuto.

Al ricorso vanno allegati i certificati di stato di famiglia e di residenza dei coniugi nonché copia autentica del verbale di omologa della separazione consensuale o della sentenza che sancisce la separazione giudiziale.

note

[1] Art. 156 ultimo comma cod. civ..

[2] Cass., sentenza n. 10119 del 2/5/2006.

[3] Cass., sentenza n. 18367 del 23/8/2006.

[4] Art. 6 comma 2 decreto legge 132/2014.

[5] Art. 6 comma 3 decreto legge 132/2014.


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