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Lo sai che? Come fare un fondo patrimoniale

Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2017

Adempimenti, costi e documentazione per mettere la casa e gli altri beni di famiglia nel fondo patrimoniale. Necessario il notaio e due testimoni.

Tradizionalmente usato per tutelare la casa familiare dai rischi del futuro, il fondo patrimoniale è divenuto un mezzo per impedire ai creditori di pignorare i beni immobili, a prescindere dal valore e dall’entità del debito. Proprio per questo la giurisprudenza ha via via sgretolato la possibilità di opporre il fondo patrimoniale a determinate categorie di debiti, in particolar luogo quelli con il fisco (ossia Agenzia delle Entrate Riscossione). Sul punto rinviamo alla lettura dell’articolo: Abolito di fatto il fondo patrimoniale. Sta di fatto che il fondo patrimoniale resta ancora un disincentivo per il creditore il quale, prima di poter pignorare la casa, deve avviare un’azione revocatoria, cosa che richiede tempo e risorse economiche. Se però il pignoramento viene trascritto entro 1 anno dall’annotazione del fondo nell’atto di matrimonio, non c’è più bisogno di revocatoria e il creditore può direttamente avviare l’esecuzione forzata. Detto ciò vediamo come fare un fondo patrimoniale: quali sono gli adempimenti necessari e i costi cui si va incontro.

A che serve il fondo patrimoniale?

Prima di spiegare come fare un fondo patrimoniale cerchiamo di capire di cosa si tratta e a che serve. Come abbiamo già spiegato, più dettagliatamente, nella nostra guida sul fondo patrimoniale (leggi Fondo patrimoniale: vantaggi e costi), questo strumento è una sorta di vincolo – una campana di vetro – che viene apposto su determinati beni. Con questo meccanismo (che, come vedremo a breve, si sostanzia solo nella trascrizione del vincolo nei pubblici registri immobiliari e viene realizzato tramite una convenzione matrimoniale innanzi al notaio) detti beni vengono destinati a soddisfare gli interessi e le esigenze della famiglia. Si costituisce quindi un patrimonio separato di destinazione. Il che significa, in termini pratici, che tutti i frutti derivanti da tali beni (si pensi ai canoni di affitto di un appartamento) devono essere utilizzati per le esigenze familiari e non per scopi personali. I proventi derivanti dai beni possono essere impiegati solo per i bisogni della famiglia, cioè quelli indispensabili alla vita familiare e quelli diretti al pieno mantenimento e all’armonico sviluppo della famiglia, nonché al potenziamento delle sue capacità lavorative. Vi rientrano ad esempio i costi per l’abitazione, il vestiario, le cure mediche, l’istruzione e il mantenimento dei figli, ecc.

Non è possibile vendere i beni del fondo se non c’è il consenso di entrambi i coniugi. I beni del fondo possono essere alienati, ipotecati, dati in pegno o comunque vincolati solo col consenso di entrambi i coniugi, salvo diverse pattuizioni. Nello stesso tempo i creditori non possono pignorare i beni contenuti nel fondo, salvo che il debito sia stato contratto proprio per esigenze familiari (si pensi alla quota di iscrizione alla scuola privata per i figli, le spese di condominio, le tasse sul reddito, ecc.). In pratica, un creditore può rivalersi sul fondo solo per debiti contratti dai coniugi per i bisogni della famiglia o per bisogni diversi che il creditore non sapeva essere estranei all’interesse familiare al momento in cui è sorta l’obbligazione.

Ad esempio, immaginiamo un imprenditore che inserisca la propria casa nel fondo patrimoniale. Dopo qualche anno dalla costituzione del fondo, egli ottiene dalla banca un prestito per finanziare la propria ditta. Dopo un po’ di tempo l’imprenditore smette di pagare le rate alla banca la quale, per tutta risposta, gli pignora la casa. Può farlo? Sì, perché si presume che dalla sua attività di impresa la famiglia tragga i redditi per il mantenimento. Il debitore però può provare in causa che il suo debito è del tutto estraneo alle esigenze familiari e che la banca ne è a conoscenza.

Chi può costituire il fondo patrimoniale?

Per costituire il fondo patrimoniale la coppia deve essere necessariamente sposata (si può anche trattare di un’unione civile tra gay). Non sono necessari i figli.

Non possono costituire il fondo patrimoniale le coppie di conviventi.

Il fondo può essere costituito in qualunque momento del matrimonio, alternativamente:

  • da uno solo dei coniugi, da entrambi o da un terzo (con accettazione da parte dei coniugi). In tal caso la costituzione è fatta per atto pubblico, e l’accettazione dei coniugi anche con atto pubblico separato;
  • da un terzo con testamento.

Come costituire il fondo: la scelta dei beni

La prima cosa da fare prima di costituire un fondo è la scelta dei beni da inserirvi. Non c’è un limite massimo di beni da poter inserire nel fondo e, in teoria, il vincolo può essere costituito su tutti quelli della famiglia. In ogni caso è sempre possibile, in un momento successivo, togliere alcuni beni dal fondo o aggiungerveli, tuttavia sarà necessario tornare dal notaio e pagare nuovamente le imposte. Per cui è bene fare tale scelta con accuratezza.

All’interno del fondo patrimoniale si possono inserire beni immobili (case, terreni, appartamenti, box auto, ecc.) o beni mobili iscritti in pubblici registri (auto, moto, ecc.) o titoli di credito specificamente individuati e destinati al soddisfacimento dei bisogni della famiglia.

I titoli di credito devono essere vincolati e resi nominativi, annotandone il vincolo o in altro modo idoneo; sono tali, ad esempio, le azioni societarie, mentre vi sono dubbi sulle quote di s.r.l.

Come costituire il fondo: quali autorizzazioni

Per costituire un fondo è sufficiente il consenso di entrambi i coniugi. Se tuttavia la coppia ha figli minori, oltre al consenso dei coniugi occorre anche l’autorizzazione del giudice. 

Da chi andare per un fondo patrimoniale?

Per costituire un fondo patrimoniale bisogna necessariamente andare da un notaio. Il fondo avrà effetto nei confronti dei terzi (ad esempio i creditori) nel momento in cui viene annotato all’atto di matrimonio.

Nel momento in cui si va dal notaio sono necessari due testimoni che, di solito, vengono messi a disposizione direttamente dallo studio notarile. Sarà comunque necessario accordarsi in anticipo.

Quali documenti servono per il fondo patrimoniale?

Se si vuole costituire un fondo patrimoniale, sarà necessario portare al notaio lo stato di matrimonio e l’atto di provenienza del bene che si vuole inserire nel fondo stesso. Ad esempio, nell’ipotesi di una casa, bisogna produrre l’atto di acquisto. I coniugi devono inoltre portare i propri documenti di identità e i codici fiscali.

Quali adempimenti sono necessari dopo il rogito

Marito e moglie che vogliono costituire il fondo patrimoniale possono limitarsi a prendere un appuntamento dal notaio e firmare il fondo. Il notaio provvederà successivamente a registrarlo. Ai fini dell’opponibilità del fondo ai terzi, il fondo deve essere annotato a margine dell’atto di matrimonio. Se vi rientrano beni immobili, l’atto costitutivo va anche trascritto nei registri immobiliari. A tutti questi adempimenti ci pensa lo studio notarile.

Se il fondo patrimoniale è solo trascritto ma non annotato, non può essere opposto ai terzi.

Quando costa fare un fondo patrimoniale?

Ferma restando l’autonomia del notaio nel definire la propria parcella, il fondo patrimoniale ha, di media, un costo di 1.500 euro.

Quando termina il fondo patrimoniale?

Il fondo patrimoniale non ha una data di scadenza. Esso però cessa in caso di divorzio o di annullamento del matrimonio. Gli stessi coniugi possono decidere in qualsiasi momento di far cessare il fondo patrimoniale tornando dal notaio.

Come vengono tassati i beni inseriti nel fondo patrimoniale?

Ai fini Irpef, il reddito prodotto dai beni del fondo è imputato al 50% a ciascun coniuge, a prescindere da chi ne sia il proprietario.

Ad esempio, se si tratta di immobile non locato, il reddito fondiario è imputato al 50% a ciascun coniuge; se invece è concesso in locazione, è imputato nella stessa misura il canone d’affitto.

Nel caso particolare in cui l’immobile locato sia di proprietà di un solo coniuge, il coniuge non proprietario può optare per il regime della cedolare secca sui canoni di locazione lui imputati al 50%.

note

Autore immagine: 123rf com


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