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Diffamazione: si possono usare i tabulati telefonici per provarla?

21 Ottobre 2017 | Autore:
Diffamazione: si possono usare i tabulati telefonici per provarla?

Diffamazione: un giudice può autorizzare l’acquisizione dei tabulati telefonici e delle registrazioni dei colloqui tra me e altri colleghi come mezzo di ricerca delle prove?

Secondo quanto previsto dal Codice in materia di protezione dei dati personali [1], i dati relativi al traffico telefonico devono essere conservati dal fornitore per 24 mesi per finalità di accertamento e repressione dei reati. Pertanto, entro tale termine possono essere acquisiti dal giudice con decreto motivato. Quindi, nel caso del lettore, i tabulati del traffico telefonico relativo all’utenza in questione ben potranno essere legittimamente acquisiti entro i due anni previsti dalla legge e di conseguenza utilizzati come mezzo di ricerca della prova a suo carico. Quanto, invece, al contenuto delle conversazioni la Costituzione [2] sancisce il principio dell’inviolabilità della libertà e della segretezza di ogni forma di comunicazione. Per questo motivo, le intercettazioni di conversazioni telefoniche sono consentite solo nei procedimenti relativi ad alcuni reati [3] tra cui non compare la diffamazione. Per cominciare le operazioni di intercettazione e registrazione delle comunicazioni telefoniche è necessario essere stati in precedenza autorizzati dal giudice con decreto motivato. Per questi motivi tecnico-giuridici il contenuto delle conversazioni telefoniche intercorse tra il lettore e i colleghi non può essere stato intercettato né tantomeno registrato e quindi non potrà neanche essere utilizzato come mezzo di ricerca della prova nei suoi confronti.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Alessandro Marescotti



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