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I diritti degli studenti

23 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 settembre 2017



Cosa cambia a scuola tra la minore e la maggiore età degli alunni? Ecco cosa prevede la legge, dal diritto allo studio a quello di poter firmare una giustifica.

Non solo doveri a scuola ma anche diritti. Gli studenti di ogni ordine e grado devono rispettare certe regole, ci mancherebbe. Ma possono anche pretendere (o, quando si tratta di minorenni, possono farlo i loro genitori) che le regole vengano rispettate anche nei loro confronti.

Negli anni sono state approvate diverse convenzioni sia a livello internazionale sia a livello nazionale a tutela degli studenti minorenni e maggiorenni.

Vediamo quali sono i diritti degli studenti contemplati in questi accordi.

I diritti degli studenti minorenni

Partiamo da noi, cioè da quel che il nostro Ministero della Pubblica Istruzione ha decretato negli ultimi anni a proposito dei diritti degli studenti minorenni riguardo la loro formazione e frequentazione scolastica. Tenendo conto che, come spesso succede con leggi e decreti, la parola «obbligo» si può tradurre in «diritto».

La legge italiana

Così, troviamo che lo studente minorenne tra i 6 ed i 16 anni [1] ha il diritto all’istruzione per almeno 10 anni [2], in modo da poter conseguire un titolo di studio di scuola secondaria superiore o una qualifica professionale almeno triennale prima di arrivare alla maggiore età [3].

Lo studente minorenne ha diritto ad avere l’istruzione obbligatoria gratis:

  • nelle scuole statali e paritarie;
  • nelle strutture accreditate dalle Regioni per la formazione professionale;
  • attraverso l’istruzione parentale.

Ha anche il diritto di frequentare delle attività formative fino ai 18 anni dopo aver assolto l’obbligo scolastico. Può scegliere di:

  • proseguire gli studi nel sistema di istruzione scolastica;
  • frequentare corsi di formazione professionale di competenza regionale o provinciale;
  • iniziare il percorso dell’apprendistato, con un contratto di lavoro formativo per imparare un mestiere o una professione specifica ed avere accesso al mondo del lavoro;
  • frequentare un corso di istruzione per adulti.

La Convenzione dell’Onu

Può risultare un tanto strano scomodare l’Organizzazione delle Nazioni Unite per parlare dei diritti degli studenti minorenni, cioè dei nostri bambini. Ma allora, a che servono gli accordi internazionali, se non ad applicarli in ogni Stato membro e nel settore di competenza?

Non deve apparire fuori luogo, allora, dare un’occhiata a quel che dice in materia di formazione e istruzione la Convenzione dell’Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata in Italia due anni più tardi [4].

L’articolo 28, ad esempio, stabilisce che «tutti i bambini hanno il diritto di ricevere un’istruzione» e che, pertanto, tutti gli Stati devono controllare che ogni bambino frequenti la scuola ed aiutare le famiglie per permettere ai minori di continuare gli studi anche dopo la scuola primaria.

Viene sancito anche il diritto degli studenti minorenni a sviluppare al meglio la personalità di tutti i bambini, i loro talenti e le loro capacità mentali e fisiche e ad essere educati a vivere «in maniera responsabile e pacifica, in una società libera, nel rispetto dei diritti degli altri e nel rispetto dell’ambiente».

Secondo la Convenzione dell’Onu recepita anche in Italia, gli studenti minorenni che appartengono a minoranze etniche, linguistiche o religiose hanno diritto a mantenere la loro cultura, professare il proprio credo e parlare la loro lingua.

Infine, hanno diritto ad essere trattati con umanità e rispetto, a riposarsi, giocare, fare sport e ad esprimere la propria creatività. Diritti su cui anche la scuola ha indubbie responsabilità, evitando discriminazioni, carichi di compiti troppo pesanti o prevaricazioni.

Lo Statuto dei diritti degli studenti

C’è, infine, un altro documento che riguarda sia i diritti degli studenti minorenni sia quelli degli studenti che stanno finendo il liceo o sono già all’università. Si tratta dello Statuto dei diritti (e dei doveri) degli studenti [5]. Contiene molti dei princìpi che abbiamo già visto nelle leggi nazionali e nella Convenzione dell’Onu, ai quali si aggiungono:

  • il diritto alla riservatezza;
  • il diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo porti a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento;
  • il diritto ad un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didattico di qualità;
  • il diritto ad offerte formative aggiuntive e integrative, anche mediante il sostegno di iniziative liberamente assunte dagli studenti e dalle loro associazioni;
  • il diritto a iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio nonché per la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica;
  • il diritto alla salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti, anche con handicap;
  • il diritto alla disponibilità di un’adeguata strumentazione tecnologica;
  • il diritto a servizi di sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologica.

La partecipazione alla vita scolastica

Come abbiamo già accennato, tra i diritti degli studenti minorenni (in particolare di quelli che frequentano il liceo, cioè la scuola secondaria superiore) c’è anche quello di partecipare alla vita scolastica attraverso gli organi di gestione a cui partecipano anche docenti e rappresentanti dei genitori.

I componenti degli organi di gestione vengono eletti all’interno della categoria di appartenenza. Quindi, i rappresentanti degli studenti sono scelti dagli stessi ragazzi, così come i rappresentanti dei genitori sono eletti dagli altri genitori.

Nei livelli di base della scuola, gli organi di gestione hanno una funzione propositiva, mentre nei livelli superiori è ammessa anche la funzione deliberativa.

Gli organi di gestione, a seconda dei gradi scolastici, prevedono la presenza dei docenti e del dirigente scolastico (o un docente da lui delegato) e:

  • nel consiglio di intersezione per la scuola dell’infanzia, un rappresentante dei genitori;
  • nel consiglio di interclasse per la scuola primaria (le vecchie elementari), un rappresentante dei genitori per ciascuna delle classi;
  • nel consiglio di classe per la scuola secondaria di primo grado (le vecchie scuole medie), quattro rappresentanti dei genitori;
  • nel consiglio di classe per la scuola secondaria superiore (licei ed equivalenti), due rappresentanti dei genitori e due rappresentanti degli studenti.

I ragazzi delle superiori hanno anche il diritto di far parte del consiglio di istituto.

I diritti degli studenti maggiorenni

Qual è la differenza tra i diritti degli studenti maggiorenni e quelli degli studenti maggiorenni? Intanto, questi ultimi godono di tutti i diritti visti prima, in quanto, appunto, studenti. Inoltre, arrivati a 18 anni, hanno qualche agevolazione in più.

Tra queste, forse la più richiesta dai ragazzi (chissà perché) è quella di poter decidere autonomamente di allontanarsi dalla scuola in anticipo con una giustificazione firmata dallo stesso alunno. C’è da dire che il dirigente scolastico ha, comunque, la responsabilità civile e penale su tutti i ragazzi dell’istituto (compresi quelli maggiorenni) e che, in qualche caso, potrebbe non accettare la giustificazione presentata dallo studente e negare l’uscita anticipata. Tuttavia, quest’ultima resta un diritto degli studenti maggiorenni i quali, in casi estremi, se si vedono negare da dirigente la possibilità di allontanarsi prima della fine delle lezioni, potrebbero denunciare il dirigente per violenza personale o sequestro di persona.

Ad ogni modo, il dirigente scolastico può formalmente opporsi all’uscita anticipata se la ritiene illegittima, ma lasciando allo studente la libertà di autodeterminazione che gli spetta. Alla peggio, il dirigente potrà sempre avviare un procedimento disciplinare nei confronti del ragazzo.

Lo studente maggiorenne ha diritto anche a conoscere i suoi voti, secondo il principio di trasparenza stabilito dallo Statuto dei diritti degli studenti. Volendo, può chiederlo al docente prima che vengano resi noti in pubblico (secondo il principio di riservatezza e di rispetto della privacy). Ovviamente, è facile che questo lo si chieda quando si teme di aver preso un brutto voto e non si vuole che lo si sappia in giro.

I diritti degli studenti maggiorenni contemplano anche la possibilità di contestare una valutazione che si ritiene ingiusta e non motivata da parte del docente. In questo caso, è possibile presentare un ricorso amministrativo e/o giudiziario contro quella valutazione (ma non contro il docente, a meno che ci siano atti persecutori o una palese malafede da parte sua).

note

[1] Circ. Min. P.I. n. 101/2010.

[2] DM n. 139/2007.

[3] Legge n. 296/2006.

[4] Legge n. 176/1991.

[5] Legge n. 249/1998.

Autore immagine: 123rf.com

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