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Lo sai che? Lavori in casa non a regola: garanzia in caso di riparazione

Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2017

La garanzia di 10 anni inizia a decorrere dal giorno in cui è avvenuta la riparazione dei vizi dell’opera.

Se la ditta edile svolge dei lavori e questi non sono a regola d’arte, eventuali vizi strutturali devono essere riparati – a spese della ditta stessa – entro 10 anni dal completamento dell’opera. Tuttavia, se l’appaltatore riconosce gli errori commessi e provvede a un secondo intervento, in caso di mancata eliminazione dei problemi la garanzia dei 10 anni decorre dall’ultimazione delle riparazioni. È quanto chiarito dal Tribunale di Perugia con una recente sentenza [1].

Chi ha letto la nostra guida Lavori in casa: se l’opera non è a regola d’arte che fare? sa che i termini di prescrizione per far valere gravi difetti di costruzione sono i seguenti:

  • il committente deve inviare una raccomandata all’appaltatore in cui denuncia i vizi dell’opera entro 1 anno che decorre dall’effettiva conoscenza dei difetti (di solito, la piena conoscenza si raggiunge con il rilascio di una perizia che individui i problemi dell’opera);
  • in ogni caso la garanzia dell’appaltatore copre fino a massimo 10 anni dall’ultimazione dell’opera;
  • il committente deve iniziare la causa entro massimo un anno dalla lettera di denuncia.

Se la ditta dei lavori ripara i vizi dell’opera da questa commessi, per come denunciati dal committente, non fa che ammettere i propri errori. Ecco perché, se le riparazioni si rivelano inutili, il termine di 10 anni di prescrizione per far valere la garanzia slitta in avanti: non decorre più dall’ultimazione dell’opera ma dal successivo momento in cui il committente si rende conto dell’inefficacia degli interventi, ossia dall’ultimazione delle suddette riparazioni.

In tema di appalto, infatti, l’esecuzione di riparazioni a seguito di denuncia dei vizi dell’opera proveniente dal committente, «deve intendersi come riconoscimento dei vizi stessi e, pertanto, il termine decennale di prescrizione prevista dal codice civile, comincia a decorrere ex novo dal momento in cui il committente consegua un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti».

Di conseguenza, nell’ipotesi in cui la sufficiente conoscenza dei difetti sia stata raggiunta soltanto dopo l’esecuzione delle riparazioni, il termine prescrizionale «deve farsi decorrere da questo successivo momento e non dall’esecuzione delle riparazioni».

Questa tesi non è isolata, ma corrisponde all’orientamento maggioritario sposato dai giudici.

note

[1] Trib. Perugia sent. n. 223/17 del 7.02.2017.

LA MASSIMA

In tema di appalto, nel caso di denuncia dei vizi dell’opera da parte del committente, l’esecuzione da parte dell’appaltatore delle riparazioni deve intendersi come riconoscimento dei vizi stessi e, pertanto, il termine decennale di prescrizione, di cui all’art. 1669 c.c., comincia a decorrere “ex novo” dal momento in cui il committente consegua un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti. Pertanto, laddove la sufficiente conoscenza dei difetti sia raggiunta solo dopo l’esecuzione delle riparazioni ed in conseguenza dell’inefficacia di queste, il termine prescrizionale deve farsi decorrere da questo successivo momento e non dall’esecuzione delle riparazioni.


Tribunale Perugia sent. n. 223/17 del 7.02.2017.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE ORDINARIO DI PERUGIA

SECONDA SEZIONE CIVILE

Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Giulio Berti ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 4677/2011 promossa da:

OR.PA. (C.F.), con il patrocinio dell’avv. MI.DA. e dell’avv. AM.FA. (…) VIA (…) C/O AVV. MI.PE.;, elettivamente domiciliato in VIA (…) 06123 PERUGIA presso il difensore avv. MI.DA.

GI.GA. (…), con il patrocinio dell’avv. MI.DA. e dell’avv. AM.FA. (…) VIA (…) C/O AVV. MI.PE.;, elettivamente domiciliato in VIA (…) 06123 PERUGIA presso il difensore avv. MI.DA.

ATTORE/I contro

  1. S.r.l. IN LIQUIDAZIONE VOLONTARIA – GIÀ IC. S.r.l. (C.F.), con il patrocinio dell’avv. CO.FR. e dell’avv., elettivamente domiciliato in PIAZZA (…) 9 06100 PERUGIA presso il difensore avv. CO.FR.

CONVENUTO/I

  1. S.r.l. Contumace

TERZO CHIAMATO

CONCISA ESPOSIZIONE DELLE RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

La domanda di risarcimento danni, avanzata da Pa.Or. e Ga.Gi., a titolo di oneri economici necessari per l’eliminazione di difetti e per il ripristino degli immobili, in forza di quantificazione operata dal CTU Ing. Se.Mu., con perizia depositata nel mese di luglio 2011, è risultata fondata e merita quindi di essere accolta. Preliminarmente, si evidenzia che deve essere respinta l’eccezione di prescrizione della domanda avanzata dalla difesa della convenuta, in quanto, dalla documentazione versata in atti, emerge che i vizi sono stati tempestivamente denunciati e che “in tema di appalto, l’esecuzione da parte dell’appaltatore di riparazioni a seguito di denuncia dei vizi dell’opera da parte del committente, deve intendersi come riconoscimento dei vizi stessi e, pertanto, il termine decennale di prescrizione di cui all’art. 1669 c.c., comincia a decorrere ex novo dal momento in cui il committente consegua un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti. Ne consegue che, nel caso in cui la sufficiente conoscenza dei difetti sia raggiunta solo dopo l’esecuzione delle riparazioni ed in conseguenza dell’inefficacia di queste, il termine prescrizionale deve farsi decorrere da questo successivo momento e non dall’esecuzione delle riparazioni” (Cass. Civ. 2009, n. 20853; Cass. Civ. 2005 n. 567). Nel caso di specie, gli attori, dopo i lavori di riparazione eseguiti dalla IC. S.r.l. in conseguenza della denuncia dei vizi, hanno conseguito un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti e della loro derivazione causale dall’imperfetta esecuzione delle opere, solo a seguito delle risultanze della perizia dell’Ing. Mu. a seguito di Accertamento Tecnico Preventivo, e quindi risultano essere stati rispettati i termini prescrizionali e di decadenza previsti dall’art. 1669 c.c. Dalla predetta perizia, eseguita, come evidenziato e dimostrato dal CTU nel rispetto del contraddittorio, contrariamente a quanto invece eccepito dalla difesa della convenuta, è emerso che “i fenomeni riscontrati trovino la loro origine in carenze realizzative piuttosto che in deficienze manutentive” e che l’importo necessario per le opere di ripristino è stato stimato in Euro 56.035,00 oltre Iva. Per il dettaglio dei vizi riscontrati si rimanda alla perizia. Parte convenuta dovrà pertanto essere condannata al pagamento della predetta somma quale importo necessario al fine di emendare i vizi riscontrati e derivanti da una realizzazione dell’opera non a regola d’arte. Per quanto invece attiene alla domanda avanzata dagli attori in riferimento al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali come elencati al punto H) delle conclusioni dell’atto di citazione, le stesse non possono trovare accoglimento, in quanto il disagio patito per il mancato trasferimento della unità immobiliare ricadente sulla particella intestata alla De. S.r.l. non risulta imputabile alla IC. S.r.l. la quale, dalla documentazione in atti, con particolare riferimento allo stesso atto con il quale si è proceduto alla vendita dell’immobile per cui è causa (doc. 2 fascicolo parte convenuta), risulta essersi adoperata per far imporre alla De. S.r.l. il rispetto del preliminare di vendita; preliminare la cui mancata osservanza ha impedito alla IC. S.r.l. anche la possibilità di attivarsi per la richiesta delle certificazioni di abitabilità. Parimenti non sufficientemente provato, ai fini della liquidazione, il danno ulteriore derivante dalla mancata fruibilità dell’immobile. Conseguentemente anche la domanda riconvenzionale avanzata dalla IC. S.r.l. deve essere respinta.

P.Q.M.

Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza eccezione disattesa o assorbita, così dispone:

Condanna IC. S.r.l. IN LIQUIDAZIONE VOLONTARIA – GIA’ IC. SRL al risarcimento in favore degli attori della somme di Euro 56.035,00 oltre IVA quale somma necessaria ai fini della eliminazione dei vizi e difetti relativi all’immobile oggetto di causa;

Condanna IC. S.r.l. IN LIQUIDAZIONE VOLONTARIA – GIÀ IC. S.r.l. alla refusione delle spese di giudizio in favore degli attori, che liquida in Euro 660,00 per spese ed Euro 13.000,00 per compensi professionali, oltre accessori di legge, oltre alle spese di ATP come già liquidate.

Così deciso in Perugia il 20 gennaio 2017. Depositata in Cancelleria il 7 febbraio 2017.


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