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Dopo la separazione a chi va la casa nel fondo patrimoniale?

18 agosto 2017


Dopo la separazione a chi va la casa nel fondo patrimoniale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 agosto 2017



La separazione personale dei coniugi non produce lo scioglimento del fondo patrimoniale.

Se è vero che condizione preliminare affinché si possa stipulare un fondo patrimoniale è il matrimonio (o l’unione civile tra una coppia di gay), è anche vero che la cessazione dell’unione determina lo scioglimento del fondo stesso. Nessun dubbio, dunque, sussiste in merito al fatto che col divorzio o con l’annullamento del matrimonio il bene torna al legittimo proprietario. Sappiamo però che il divorzio si ottiene sempre attraverso il gradino intermedio della separazione. Solo dopo 6 mesi dalla separazione (se questa è avvenuta consensualmente) o dopo 1 anno (se invece c’è stato bisogno di una causa) si può passare al divorzio. Fermo restando che la coppia potrebbe anche rimanere “a vita” separata, ma non divorziata. Ebbene, dopo la separazione a chi va la casa nel fondo patrimoniale? Lo cercheremo di comprendere in questo breve chiarimento.

Prima però di chiarire che fine fa la casa nel fondo patrimoniale dopo la separazione è bene ricordare in cosa consiste questo strumento. Il fondo patrimoniale ha lo scopo di tutelare determinati beni della famiglia dai rischi del futuro. Significa che i beni del fondo e i relativi proventi non sono pignorabili dai creditori per debiti che questi sapevano essere estranei ai bisogni della famiglia, salvo che il fondo sia stato costituito in danno ai creditori stessi (in tal caso, entro massimo 5 anni, è possibile esperire l’azione revocatoria). Leggi la nostra guida sul Fondo patrimoniale. Nello stesso tempo i beni e i frutti inseriti nel fondo patrimoniale devono essere destinati ai bisogni della famiglia e la loro vendita o donazione non può avvenire se non c’è il consenso di entrambi i coniugi.

Nel fondo patrimoniale si possono inserire beni immobili (case, terreni), mobili registrati (auto, moto, ecc.) o titoli di credito. Tali beni possono essere di proprietà di entrambi i coniugi, di uno solo di essi o di un terzo (il quale potrebbe donare il bene anche con testamento).

L’inserimento del bene nel fondo patrimoniale non muta la titolarità del bene medesimo. Ad esempio, se il marito conferisce nel fondo un proprio terreno, egli ne resta proprietario, benché l’amministrazione dello stesso spetti anche alla moglie. Pertanto, alla cessazione del fondo patrimoniale, il bene (ad esempio la casa) torna al precedente proprietario. Ben potrebbe però essere che il bene sia di proprietà comune ad entrambi i coniugi, nel qual caso ciascuno dei due resta titolare della propria quota.

Vediamo ora a chi va la casa nel fondo patrimoniale dopo la separazione. Secondo la giurisprudenza, la separazione personale dei coniugi non produce lo scioglimento del fondo patrimoniale. In altre parole, il fondo patrimoniale continua ad esistere nonostante l’intervenuta separazione della coppia. Come noto la separazione non ha una “data di scadenza”: essa mantiene la sua efficacia a tempo indeterminato, anche – in teoria – per tutta la durata della vita dei coniugi che potrebbero rimanere sempre separati, senza però procedere al divorzio. Nonostante ciò, il fondo patrimoniale continua ad esistere, senza che muti la proprietà dei beni.

Il fatto che il fondo patrimoniale non cessa con la separazione dei coniugi si intuisce chiaramente dal codice civile [2] il quale elenca le cause di estinzione del fondo, indicando soltanto il divorzio o l’annullamento del matrimonio. La norma usa i termini tecnici: scioglimento, annullamento e cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Nel caso in cui lo scioglimento del matrimonio si verifica per morte di uno dei coniugi:

  • se nel fondo patrimoniale vi erano dei beni di proprietà del defunto, essi vengono trasmessi agli eredi;
  • se vi sono figli minorenni, non viene meno il vincolo di indisponibilità sui beni e il fondo continua a durare fino al compimento della maggiore età dell’ultimo figlio.

Anche se la legge non lo dice espressamente, il fondo viene meno anche per volontà concorde di entrambi i coniugi [3]: in altri termini questi possono, in qualsiasi momento, andare dal notaio e revocare il fondo patrimoniale così come lo avevano costituito. Il che significa che, se è vero che la separazione non cancella il fondo, questo non toglie che possa essere la coppia a farlo volontariamente. Fermo restando, tuttavia, che basta attendere il successivo atto di divorzio per decretare l’automatico scioglimento del fondo senza necessità di andare dal notaio.

note

[1] Art. 168 cod. civ.

[2] Art. 171 cod. civ.

[3] Trib. Milano sent. del 6.03.2013; Trib. Milano sent. del 27.04.2010.

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