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Poste: la direttrice ruba, gioca, vince e scappa col bottino

11 Febbraio 2017
Poste: la direttrice ruba, gioca, vince e scappa col bottino

I tuoi risparmi sono a rischio? Sì se trovi il direttore sbagliato. Ecco la storia di un impiegato che è scappato con i soldi dei risparmiatori. 

Oltre 113mila uffici postali, oltre 37mila sportelli, quasi 7mila sale di consulenza: sono i numeri della «banca» più rilevante d’Italia, le Poste.

Ecco perchè il caso della direttrice scappata con il «bottino» fa notizia. Le poste sono l’ultimo ente del quale il cittadino sente di potersi fidare. E stando a questo che stiamo per raccontarvi potrebbe non averne le ragioni.

Poste: la direttrice scappa co un 1,6 milioni di euro, dopo aver vinto al superenalotto.

La storia che vi raccontiamo è accaduta a Cerreto D’Esi (Ancona). Si tratta di una storia che da una parte è poco rilevante da un punto di vista numerico – lo abbiamo detto il gruppo è talmente grande che è evidente che qualche mela marcia ci sarà – ma per l’immagine aziendale rischia di essere un problema di rilievo.

Una 55enne direttrice del locale ufficio delle Poste si sarebbe impadronita di un milione e 600mila euro della clientela e lo avrebbe «investito» al Superenalotto.

Vinta una somma rilevante ha comprato un biglietto nel primo aeroporto ed è scappata, pare in Madagascar.

La Guardia di Finanza sta lavorando al caso. Il periodo interessato sarebbe quello dal 2014- 2016, gli ammanchi si sarebbero concentrati difatti in questi due anni.

La Posta si costituisce parte civile

Francesco Caio (ceo e dg di Poste Italiane Spa dal 2014), cosciente del rischio di danno di immagine che potrebbe derivare da questo caso, che come vedremo subito poi tanto isolato non è, ha deciso di far costituire le Poste costituirsi parte civile, in qualità di parte lesa, in eventuali processi penali.

Poste: prende i soldi e scappa, anche ad Agrigento, Sanremo, Rieti, Enna

Lo ripentiamo, l’estensione del gruppo è talmente ampia che alcuni episodi del genere sono fisiologici. Ma se si inizia a fare il conto di quanti casi si sono verificati negli anni, da Castrofilippo in provincia di Agrigento, a Sanremo, alle zone del Rietino, alla provincia di Enna (Valguarnera Caropepe), c’è la concreta possibilità che prima di investire i propri soldi i clienti del più grande gruppo finanziario italiano (almeno per numero di uffici) si inizino a chiedere non tanto se il prodotto convenga, quanto chi sia il direttore, quale sia il suo CV, il casellario giudiziario e le passioni… anche quella per i giochi.



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