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Dove incassare assegno non trasferibile

21 Agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Agosto 2017



Incassare un assegno non trasferibile è meno banale di quanto potrebbe sembrare. Vediamo perché

Per comprendere dove è possibile incassare un assegno non trasferibile (NT) è opportuno prima di tutto sapere in che cosa consiste questo particolare strumento di pagamento.

 

Cos’è l’assegno non trasferibile?

L’assegno non trasferibile è un mezzo di pagamento che può essere utilizzato in luogo del denaro.

Con tale tipo di assegno si ordina alla banca che lo ha emesso (detta, per questo motivo, emittente) di pagare in maniera incondizionata una certa somma in favore di un determinato soggetto. Tanto la somma da pagare quanto il soggetto beneficiario sono indicati sull’assegno.

La caratteristica peculiare dell’assegno non trasferibile sta proprio nella così detta “clausola di intrasferibilità”, con la quale si fa sì che l’assegno possa essere incassato soltanto da colui che risulta esserne il beneficiario, senza che lo si possa girare (ossia trasferire) ad altri.

L’unica girata consentita – anzi, necessaria per poter riscuotere la somma in contanti – è quella apposta dal medesimo beneficiario in proprio favore.

Ogni altra girata, pertanto, si considera come non apposta.

Dove e come incassare l’assegno non trasferibile?

Di regola l’assegno non trasferibile può essere portato all’incasso presso una filiale della banca che lo ha emesso oppure presso l’istituto di credito ove il beneficiario ha acceso il proprio conto corrente, sul quale l’assegno sarà versato, previo accertamento, da parte della banca, che l’identità di colui che richiede il pagamento corrisponda a quella del beneficiario.

Se il beneficiario non ha la possibilità di riscuotere personalmente l’assegno, potrà delegare un’altra persona affinché proceda all’incasso.

È importante precisare che tale delega va conferita con l’assistenza di un notaio, con quel che ne consegue in termini di costi aggiuntivi.

E se il beneficiario non ha un conto corrente?

Se sei beneficiario di un assegno non trasferibile ma non hai acceso un tuo conto corrente né hai intenzione di farlo, puoi seguire due strade.

Prima di tutto, potrai chiedere alla banca emittente di liquidarti in denaro contante la somma indicata nell’assegno, naturalmente scrivendo il tuo nome e cognome sul retro dello stesso.

Tuttavia, ciò potrebbe non bastare.

Come sappiamo, prima di effettuare un pagamento le banche sono solite osservare alcune cautele. E il pagamento dell’assegno non trasferibile non fa eccezione.

L’istituto creditizio, infatti, può rifiutarsi di liquidare in denaro un assegno al beneficiario privo di conto corrente per almeno un paio di ragioni.

In primo luogo, il documento di riconoscimento esibito allo sportello da colui che porta l’assegno all’incasso potrebbe essere falso, dunque se la banca pagasse questo soggetto rischierebbe di – come sul dirsi – “pagare male”, ossia versare la somma indicata nell’assegno a persona diversa dal beneficiario, cioè dall’avente diritto.

Inoltre, l’assenza di un conto corrente sul quale appoggiare l’assegno potrebbe mascherare il riciclaggio di denaro sporco.

Infatti il pagamento in contanti in favore di persona priva di conto corrente non sarebbe tracciabile e ciò renderebbe molto complicate eventuali verifiche sulla provenienza di quel denaro.

Se la banca, per queste o altre ragioni, opponesse un rifiuto, non perderti d’animo.

Potrai sempre aprire un libretto postale a tuo nome.

A questo punto, deposita una somma (anche piccola) sul libretto e poi potrai tranquillamente versare l’assegno non trasferibile.

Per potere effettivamente riscuotere la somma portata dall’assegno, i tempi di attesa sono mediamente intorno alle due settimane dal versamento.


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7 Commenti

  1. Mi sono accorto per puro caso che ho in possesso di un assegno non trasferibile datato 16/02/2010 che purtroppo non hi incassato oggi ha distanza di anni potre incassare l’ assegno come potre scambiare un assegno dalla cifra alquanto modesta pari a euro 300.00

    1. Scaduti 8 giorni (o 15 se l’assegno può essere riscosso fuori dal comune dove è stato emesso), il debitore può ordinare alla banca di non pagare l’assegno. Dunque, potrebbe anche non dare questo ordine, con la conseguenza che, anche a diversi anni di distanza, il creditore potrebbe materialmente riscuoterlo. In ogni caso, anche dopo la scadenza dei due termini di cui sopra, l’assegno mantiene – per sei mesi dalla sua emissione – la natura di titolo esecutivo, con la conseguente possibilità di effettuare il pignoramento nei confronti del debitore. Scaduto anche il termine di sei mesi senza che il creditore abbia avviato una procedura esecutiva, l’assegno perde il carattere di titolo esecutivo e a quel punto il creditore potrà solo rivolgersi al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo sulla base dell’assegno.

  2. La Banca per pagare un assegno bancario a un non correntista chiede € 5,00 di commissione: Cè l’obbligo di pagare gli stipendi (ai non correntisti) con assegni. Chi deve sostenere tale spesa?

    1. La banca può chiedere il pagamento di una commissione per il pagamento in contanti dell’assegno a un soggetto non correntista. Per evitare questa spesa si può chiedere alla banca di versare direttamente l’assegno sul proprio c/c.

  3. Per incassare un assegno bancario (stipendio) la banca mi chiede € 5.00 di commissioni. E’ legittimo?

  4. Salve, ho chiuso a inizio gennaio 2019 il mio conto bancario prelevando in contanti allo sportello, con divisione della somma in un paio di giorni, quel poco che c’era. Mi hanno detto di lasciare un po’ di soldini sul conto e mi hanno assicurato che, fatti i dovuti controlli e eventuali spese, la banca mi avrebbe mandato una comunicazione cartacea dell’avvenuta chiusura conto con inserito un assegno non trasferibile intestato a mio nome. Oggi mi è arrivato dalla banca la comunicazione chiusura con allegato l’assegno non trasferibile di pochi euro intestato a mio nome con 6 mesi di tempo èer riscuoterlo dalla data d’emissione segnata 26 marzo 2019. Sono andato in banca per prelevare quei pochi euro, ma mi hanno detto che non potevano pagare, a meno che io non avessi aperto con loro un nuovo conto corrente. E’ legale ed umano tutto ciò? Mi sa che per non sprecare altro tempo, soldi e stress, devo strappare l’assegno.

    1. Premesso che non sono penalista, in astratto, il comportamento della banca sarebbe qualificabile come estorsione. In effetti, se davvero la somma di cui si parla è esigua, non converrebbe adire le vie legali (sia in sede civile che penale). Potrebbe presentare un esposto all’Abi (Associazione bancaria italiana) affinché assuma gli opportuni provvedimenti.

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