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Lo sai che? Si può gettare la spazzatura nei bidoni di un altro palazzo?

Lo sai che? Pubblicato il 20 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 agosto 2017

Sotto il nostro palazzo ci sono i cassonetti della spazzatura indifferenziata; i condomini di una palazzina vicino alla nostra sono soliti buttare i sacchi della spazzatura nei nostri bidoni perché il loro è sempre pieno. Possono farlo?

La prima cosa da fare per capire se si può gettare la spazzatura nei bidoni di un altro palazzo è verificare cosa prescrive il regolamento comunale. La materia della gestione dei rifiuti è infatti rimessa agli enti locali che stabiliscono, con propri provvedimenti aventi valore solo nell’ambito del rispettivo territorio, l’organizzazione dei servizi di raccolta e smaltimento della spazzatura. In tali provvedimenti viene altresì indirizzato il comportamento della cittadinanza con riferimento alla differenziazione dei rifiuti tra i vari tipi di cassonetti e stabilite le sanzioni in caso di violazione della normativa (è il caso, ad esempio, di chi non rispetta la cosiddetta «raccolta differenziata» o gli orari per gettare la spazzatura).

I cassonetti sono proprietà dell’amministrazione comunale e non del condominio o di uno specifico palazzo, il quale non può pertanto lamentare – se nulla dispone il regolamento comunale – che i condomini di uno stabile utilizzino i bidoni posti in prossimità di un altro edificio per gettare i propri sacchi della spazzatura. Salvo, infatti, che non vi siano norme locali che prescrivano un diverso comportamento e che impongano l’utilizzo di specifici cassonetti – il che può essere confrontato solo informandosi presso il proprio Comune – non si può impedire ad altri concittadini di utilizzare gli altrui bidoni.

Diverso è invece il discorso quando si passa dai bidoni comunali della spazzatura a quelli piccoli, a uso monofamiliare, con cui viene gestito il servizio di raccolta della differenziata. In tali casi, l’utilizzatore acquista la proprietà (o, in alcuni casi, il comodato gratuito) di tali contenitori (uno per ogni genere di rifiuto); egli ha quindi il potere e il diritto di interdire agli estranei l’utilizzo degli stessi. Del resto, se il bidoncino dovesse contenere rifiuti diversi da quelli per i quali è preposto, ad esserne responsabile sarebbe solo il possessore al quale verrebbero comminate le sanzioni.

Ultima ipotesi da analizzare è quella di chi vive in una città o un quartiere dove è in vigore la raccolta a domicilio e che, invece, invece di attendere il giorno per il ritiro dei propri sacchetti, si spostano in un Comune limitrofo o un altro quartiere dove non vale il sistema della differenziata “porta a porta” e i rifiuti si raccolgono con il cassonetto. In tali casi c’è una violazione della normativa comunale e la polizia potrà comminare le sanzioni.

Quindi, per sintetizzare, si può gettare la spazzatura nei bidoni di un altro palazzo a patto che:

  • il regolamento comunale non prescriva diversamente;
  • chi butta la spazzatura non viva in un quartiere o una città ove vige il sistema di raccolta della differenziata porta a porta e non con i cassonetti comuni.

C’è infine da infine che la spazzatura, non appena viene gettata, non appartiene più né a chi l’ha buttata né all’edificio antistante al cassonetto. Essa diventa di proprietà del Comune che, pertanto, ne può disporre liberamente (diversamente sarebbe impossibile anche il riciclo). Il che significa che rovistare nella spazzatura e rubare i rifiuti altrui costituisce sì furto, ma nei confronti dell’ente locale e non di chi ha “confezionato” il sacchetto. Non importa che questo comportamento possa minare la privacy altrui (è il caso di chi trafughi tra le buste alla ricerca di dati sensibili come lettere, bollette, ecc.). Tutto ciò che si può fare è segnalare l’episodio al Comune affinché punisca i colpevoli. È solo il Comune infatti legittimato a procedere penalmente (leggi Frugare nella spazzatura altrui è reato).


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