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Se il reddito del marito cresce, il mantenimento aumenta?

20 Agosto 2017
Se il reddito del marito cresce, il mantenimento aumenta?

La disparità di reddito tra i due ex coniugi non è più elemento a cui ancorare la quantificazione del mantenimento che, invece, è rivolto a garantire solo l’autosufficienza economica.

Una delle conseguenze delle nuove regole sull’assegno di divorzio, dettate dalla Cassazione lo scorso 10 maggio, è che anche in presenza di un reddito alto dichiarato dal marito, l’ex moglie non si arricchisce. Scopo infatti del sussidio mensile non è più quello di eliminare le differenze di reddito tra i due ex coniugi e di garantire a quello più debole «lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio» ma solo di consentire a quest’ultimo l’autosufficienza economica. Autosufficienza che, quindi, può essere raggiunta anche con un reddito minimo. Risultato: se il reddito del marito cresce, il mantenimento non aumenta, non almeno in via automatica. Ma procediamo con ordine.

La Cassazione [1] ha chiuso l’era del matrimonio come sistemazione definitiva e dell’assegno come “rendita parassitaria”. Secondo la Corte, infatti, il divorzio recide ogni legame tra marito e moglie: non solo quelli personali (viene meno l’obbligo di convivenza, la fedeltà, l’assistenza morale e materiale), ma anche quelli patrimoniali. Di conseguenza, ha diritto all’assegno di divorzio solo chi è privo dei mezzi sufficienti a vivere o non possa procurarseli per ragioni legate all’età, alla salute o al mercato lavorativo. Un tempo invece il mantenimento spettava a chi non era in grado di conservare il precedente tenore di vita, quello goduto dalla famiglia quando ancora era unita sotto lo stesso tetto. Tale situazione finiva per imporre al giudice di dividere quasi perfettamente tra i due coniugi le risorse degli stessi, garantendo loro lo stesso tenore di vita attraverso la compensazione del reddito più elevato in favore di quello più basso, fino a una sostanziale identità. Ora la scena cambia e si potranno avere situazioni di disparità anche accesa, dove ad esempio il marito è molto più ricco della moglie, alla quale invece eroga un assegno minimo, solo per consentirle l’indipendenza economica. Leggi Per essere mantenuti dall’ex marito quanto bisogna guadagnare?

Ma cosa si intende per indipendenza economica? L’indipendenza economica altro non è che la capacità di provvedere al proprio sostentamento e, dunque, il possesso di un reddito sufficiente per le spese essenziali (vitto, alloggio) o per esercitare i diritti fondamentali (medicine, trasporto). Può costituire un paramento di riferimento il tetto degli introiti che consente al cittadino di accedere al patrocinio a spese dello Stato (circa mille euro al mese) o il reddito medio percepito nella zona in cui il coniuge più debole vive ed abita [2].

Detto ciò è facile comprendere come, alla luce del mutato scenario, se il reddito del marito cresce, il mantenimento non aumenta più in modo automatico, come invece avveniva un tempo. Se infatti l’importo dell’assegno di divorzio è già tale da consentire all’ex coniuge l’autosufficienza e l’indipendenza economica, questi non avrà più diritto ad alcun incremento sul contributo mensile. Anche se l’ex dovesse diventare ricchissimo.

Diversa è invece la situazione di chi riceve un assegno più basso di quanto avrebbe diritto per potersi mantenere, solo perché il marito versa in condizioni disagiate che non gli consentono di far completamente fronte ai propri obblighi. Solo in tal caso, l’incremento del reddito dell’uomo può giustificare una richiesta, da parte della donna, di ottenere un aumento del mantenimento.


note

[1] Cass. sent. n. 11504/17 del 10.05.2017.

[2] Trib. Milano, ord. del 22.05.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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