Diritto e Fisco | Editoriale

Perché l’Isis non fa attentati in Italia?

20 agosto 2017


Perché l’Isis non fa attentati in Italia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 agosto 2017



La mafia e la ’ndrangheta proteggono il territorio? Piuttosto il contrario: sono pronte a fare affari con i jihadisti. Ma nello stesso tempo non sono disposte a rischiare tutto per isolati fanatici.

Dopo la strage di Barcellona, l’ennesima a firma Isis, tornano le minacce all’Italia. Il nostro Paese è «il prossimo», fanno sapere i portavoce del terrore sul canale Telegram usato dai jihadisti. Non è la prima volta che l’Italia viene indicata come obiettivo di possibili attentati. Già ad aprile 2016 sulla rete circolavano messaggi contro Roma e Venezia. Minacce rimaste sempre – e fortunatamente – nel vuoto. Ai proclami non sono mai seguiti i fatti. Anche il Ministero degli Interni non sembra particolarmente preoccupato e invita alla cautela: non c’è alcun pericolo concreto e l’allerta è ferma al livello 2, inferiore soltanto a quella che scatta in caso di attacco. Ma perché l’Isis non fa attentati in Italia? Il nostro Paese è l’unico, tra i grandi Stati dell’Europa, a non aver mai subito attacchi terroristici negli ultimi 15 anni. Quali sono le ragioni? Qualcuno pensa «È la mafia che ci difende»; qualcun altro crede invece alla favola sull’efficienza del nostro sistema di antiterrorismo; qualcun altro ancora ironizza: «In uno Stato disorganizzato, anche i kamikaze non riescono a realizzare i loro intenti». La verità però è altrove e se vogliamo trovare un filo conduttore nelle ragioni per cui l’Isis non colpisce l’Italia, questo c’è ed è anche abbastanza chiaro.

L’Italia non è un obiettivo strategico? In una guerra che non ha strategie se non il terrore collettivo, questa tesi è sicuramente errata. Anzi, come riferisce il Post, «tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila l’Italia era uno dei paesi europei più rilevanti per il terrorismo internazionale: a Milano c’era l’istituto islamico di viale Jenner, uno degli appoggi logistici più importanti per i volontari provenienti da tutto il mondo che volevano andare a combattere il jihad in Bosnia (l’istituto fu definito dal dipartimento del Tesoro statunitense «la principale base di Al Qaida in Europa»). Sempre a Milano c’era un gruppo che reclutava mujaheddin per combattere nel Kurdistan iracheno».

Fra l’altro, nonostante le numerose espulsioni compiute dal nostro Paese e l’esperienza pluriennale in materia di terrorismo, il fatto che l’Italia non abbia ancora subìto grandi attentati terroristici di ispirazione islamista non significa che le cose funzionino alla perfezione. E questo lo sanno tutti, anche gli adepti dell’Isis. È comunque vero che molte informazioni ci arrivano direttamente da Tunisia, Egitto, Marocco e Giordania: Paesi che molte volte abbiamo aiutato noi nella lotta al fondamentalismo, sgominando le cellule che operavano nel nostro Paese. Certo, questo dà all’Italia una marcia in più che altri Stati non hanno. Ma non è neanche il motivo principale dell’assenza di attacchi. Ma allora quali sono le ragioni per cui l’Isis non fa attentati in Italia – proprio in Italia, fra l’altro, che è sede del cristianesimo, antagonista storico dell’Islam?

Chi mai, dovendo andare a piazzare una bomba in una stanza, appiccherebbe prima un incendio nel corridoio di collegamento a tale stanza? Senza dubbio, l’Italia è il corridoio dell’Europa. Grazie agli sbarchi clandestini e alla quasi impossibilità di porre sotto controllo tutte le frontiere, gli stranieri – e quindi anche i jihadisti – salgono sui nostri treni (a volte anche senza biglietto), utilizzano le nostre metropolitane, percorrono le nostre autostrade per raggiungere gli altri paesi europei. In un periodo in cui tutti gli aeroporti sono presidiati, l’unico modo per arrivare in Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Svezia, ecc. è la via di terra. E la via di terra ha un unico, solo e grande corridoio: l’Italia, appunto. Peraltro, come aveva detto due anni fa il Procuratore Capo di Reggio Calabria, non è escluso che l’Isis, quando viene in Italia, venga rifornita di armi dalla mafia e dalla ’ndrangheta. Altro che difesa del territorio! (leggi L’Isis in Italia aiutata dalla drangheta?).

Iniziare una politica terroristica in Italia significherebbe allertare le autorità, aumentare i controlli sui porti, alle stazioni; magari mettere sul “chi va là” anche i nostri trafficanti di armi che, di certo, non sono disposti a rischiare controlli e intercettazioni solo per rifornire qualche giovane suicida ideologo, del quale non gliene frega nulla.

Insomma, l’Italia è un granaio per l’Isis: bruciarlo significherebbe distruggere la strada per poter raggiungere il resto d’Europa e continuare a compiere attentati ovunque.


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17 Commenti

  1. Non sono molto convinto di questa analisi.
    L’ipotesi terra meglio di aereo cade perché fino adesso quasi tutti gli attentatori erano già insediati da anni, alcuni anche di seconda generazione, quindi non ha senso.
    L’ipotesi armi e bombe cade, visto che per fare delle bombe rudimentali non c’è certo bisogno della mafia, basta un supermercato. E comunque mi pare che i furgoni non li fornisca la mafia.
    A Londra ultimamente hanno semplicemente usato coltelli, in Francia (bataclan) forse sono gli unici ad aver avuto armi, ma non credo ci sia per forza bisogno della mafia per trovarle.

    Questo disamina potrebbe avere un senso solo nell’ipotesi, remota, che stiano preparando un attentato su larga scala e si stiano rifornendo e organizzando a livello massiccio.

    La mia teoria in merito è che qui in italia non ci sia una comunità mussulmana così ampia e i pochi che ci sono forse non hanno rancori nei nostri confronti come forse capita in Francia nei quartieri ghetto o in Spagna e Inghilterra, forse troppo libertine, a loro modo di vedere.

    1. Beh in Italia sì, per trovare illegalmente armi hai bisogno della mafia. Dubito che in Italia la mafia non abbia il monopolio del commercio illegale di armi.

  2. La mafia e i loro appartenenti hanno l’ordine di non vendere armi ai neri. Chi lo fa è punito molto severamente, solo gli albanesi potrebbero farlo, ma sanno a cosa vanno incontro. La mafia non ha bisogno degli spiccioli dei mussulmani per vendere armi per fare attentati, guadagna tantissimo dalle cooperative che gestiscono e ospitano i migranti. Per pochi euro, distruggere un business miliardario come quello dell’assistenza, solo uno stupido potrebbe farlo, i nostri mafiosi non sono stupidi, i nostri politici si invece.

  3. Concordo. La mafia non ha bisogno di vendere le armi ai jihadisti. Gli atti terroristici si compiono con poco (coltelli, furgoni, etc.) ma hanno un risultato a livelli dei media enorme. E’ un risultati economico negativo per il calo del turismo a livelli molto alti. Basta seminare la paura, ed i turisti cancellano o decidono di non venire in migliaia. D’altro canto, la mafia non vuole intralci sul loro business ne da parte di forze internazionali o di polizia locali che possano intervenire nell’eventualita’ che l’ Italia diventasse una base terroristica o un centro di attentati come Parigi, Londra,etc.

  4. Alla favola che l’Italia sia la porta dell’Europa non ho mai creduto. L’Italia è il centro della cristianità occidentale, il loro obbiettivo dovrebbe essere proprio l’Italia, cosa gliene dovrebbe fregare di andare nel resto d’Europa??? Io dico ma ammettere di avere una cosa in Italia che, almeno per il momento, ha funzionato meglio che negli altri paesi ci costa così tanto??

  5. Chissà come mai quando c’è da polemizzare si tira sempre in ballo il Vaticano ma quando c’è da ringraziare ad averlo non viene mai citato.

  6. Penso che la mafia abbia un codice comportamentale d’onore da rispettare e da far rispettare.
    Gli attentati terroristici commessi dalla mafia hanno un indirizzo politico ben definito su commissione verso terze persone che “danno fastidio” alle sue dinamiche e che nulla hanno a che fare con la religione. Anzi la mafia impone la sua religione!
    Piuttosto credo che non ci siano interessi ed importanti obiettivi da colpire da parte dell’ Isis o particolari vendette da consumare.
    Inoltre l’ Italia adotta da tempo un’ attenta e severa sorveglianza su tutti gli obbiettivi sensibili.
    Poi mi chiedo tutti gli attentati in Europa sono veramente Isis o vengono per strategie terroristiche imputate ad essi?

  7. Se l’Isis toccasse gli interessi della Mafia..l’Isis perderebbe tutto:)
    La Mafia è peggio dell’Isis..e l’Isis lo sa!
    Per una volta…viva la Mafia!
    Poi…che crepassero tutti e due…Io ed i Miei Cari…dopo;)
    Ci stiamo attrezzando per morire dopo entrambi;)
    Baci alla postale******

  8. Tesi fantasiosa, se fosse per un interesse geografico nemmeno la Turchia sarebbe stata colpita. I terroristi sono e
    Immigrati spesso di seconda generazione radicalizzati, perché vivono ai margini delle capitali europee. Questa cosa in Italia è meno evidente in quanto forse anche per il tenore di vita più basso delle famiglie, non produce la stessa ghettizzazione. Comunque l’Italia come paese che ospita la sede del Vaticano è di per se l’obbiettivo più a rischio del mondo e di conseguenza per necessità virtù, con un intelligence molto attiva sul territorio. Non sarei così ottimista per il futuro ma spero di sbagliare.

    1. In Italia cominciano gia’ ad esserci dei ghetti. Si faccia un giro per Roma e per Milano e se ne accorgera’.

      La Turchia come lei sa e’ un paese laico per le sue radici storiche ma che al suo governo ha una grossa affiliazione con alcuni correnti islamiche. E’ naturale che con una guerra alle porte come quella in Siria ed Iraq, ci possano essere delle ricadute a livello di attacchi terroristici come quelli gia’ visti.

      A diferenza di noi, li la mafia non governa.Qua invece gli interessi della mafia sono sempre presenti all’interno di ogni governo.

      Finalmente, gli attentati in Europa non sono mai religiosi (solo di facciata per far immolare dei giovani sottoposti al lavaggio del cervello delle moschee ) ma con forti obiettivi politici economici: distruggere economicamente l’Europa attraverso la paura generalizzata…indebolire il fronte politico europeo che supporta l’avvanzata della coalizionein Siria contri ISIS

  9. Piuttosto centrato, a parer mio, l’intervento di Roberto: il nostro teorico vantaggio rispetto ad una più consolidata Europa ex coloniale di spessore, è il tipo di immigrazione islamica, piuttosto recente, spesso miserabile e non integrata per definizione (quindi con meno frustrazioni generazionali).
    I ‘nostri’ immigrati aspirano a integrazione e cittadinanza, oppure annegano in una delinquenza da sopravvivenza, senza grandi coinvolgimenti ideologici. Questo un dato di fatto, ma potrebbe anche essere valido il discorso del corridoio per l’Europa. Se questo si dovesse chiudere ulteriormente, salterebbero molte possibilità di interventi terroristici in continente. Quindi l’Italia è inconsapevole base logistica per danni da fare altrove (secondo me, fuori pista l’idea di accordi con mafia & soci). La caduta di ISIS in M.O. e la recente proliferazione di azioni ‘fai da te’, senza disegni né organizzazioni di grande respiro, potrebbero però concretizzarsi in pericoli concreti anche qui … portandoci bruscamente a pari con i parenti europei .. Let’s cross the finger!

  10. Dai commenti e le considerazioni lette devo dire che se
    l Italia rimane l’unica porta di accesso
    All Europa,secondo me l analisi riportata nella LL.pT
    non fa una piega

  11. Naturalmente pensare che le nostre Forze di Polizia, dopo 40 anni di terrorismo di ogni colore, sappiano fare il loro mestiere, non sfiora la testa di nessuno. Scemi gli altri “grandi stati europei” che vengono a chiedere a noi di insegnarli come fare, probabilmente,

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