Diritto e Fisco | Articoli

Come fare interpello Agenzia entrate

1 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 ottobre 2017



L’interpello consente al contribuente di ottenere dall’Agenzia delucidazioni in merito alla sua situazione personale. Approfondiamo.

L’interpello è un istituto che consente al contribuente di relazionarsi direttamente con l’Agenzia delle Entrate per ottenere chiarimenti circa la propria posizione personale. L’interpello, quindi, è uno strumento utile per evitare contenziosi che possono essere risolti senza ricorrere all’autorità giudiziaria. Si pensi ad un problema relativo all’interpretazione o all’applicazione di una norma di legge poco chiara: l’interpello permette di rivolgersi all’Agenzia per avere delucidazioni. Vediamo in concreto come fare interpello all’Agenzia delle Entrate e quali sono le diverse tipologie di interpello.

Forme di interpello

L’ordinamento prevede ben cinque categorie diverse di interpello.

  1. Interpello ordinario: corrisponde alla definizione generale che abbiamo fornito sopra. L’interpello ordinario permette al contribuente di chiarire la portata di una disposizione tributaria di dubbia interpretazione riguardo al proprio caso concreto.
  2. Interpello probatorio: consente, nei casi espressamente stabiliti dalla legge, di chiedere un parere in ordine agli elementi di prova imposti dalla legge per accedere a determinati regimi fiscali.
  3. Interpello anti-abuso: permette di acquisire un parere relativo all’abusività di un’operazione.
  4. Interpello disapplicativo: è l’unica forma di interpello obbligatorio; consente di ottenere la disapplicazione di norme che, allo scopo di contrastare comportamenti elusivi, limitano la concessione di benefici fiscali (detrazioni, deduzioni, ecc.). La disapplicazione viene concessa solamente se l’istante prova che gli effetti elusivi non possano verificarsi in concreto.
  5. Interpello sui nuovi investimenti: si tratta di un nuovissimo strumento che consente ai grandi investitori di chiedere un parere circa il trattamento tributario applicabile a importanti investimenti (di valore non inferiore a trenta milioni di euro) effettuati sul territorio italiano.

Interpello ordinario

L’interpello ordinario ha una finalità essenzialmente interpretativa, essendo volto a ottenere un parere chiarificatore dell’Agenzia delle Entrate circa una norma tributaria dalla portata obiettivamente dubbia [1]. Dal momento della presentazione dell’istanza, l’Agenzia dispone di novanta giorni di tempo per rispondere al contribuente; se questi è stato invitato a fornire documentazione integrativa, il termine è di sessanta giorni dalla consegna di detta documentazione. Nel caso in cui l’Agenzia non si pronunci, si forma il silenzio assenso sulla soluzione interpretativa indicata dal contribuente: in altre parole, si intende accolta l’interpretazione della norma così come fornita dall’istante. L’eventuale parere espresso dall’Agenzia non vincola comunque il contribuente, che può decidere di non uniformarsi; al contrario, il parere è vincolante per l’Agenzia, la quale non potrà comportarsi difformemente dal contenuto della risposta fornita in sede di interpello.

L’istanza d’interpello è inammissibile, tra l’altro: quando è sfornita dei dati identificativi del contribuente e della descrizione della fattispecie in relazione alla quale è richiesto il parere; quando è inoltrata tardivamente, cioè dopo la scadenza dei termini prescritti dalla legge per ottemperare all’obbligo (ad esempio, di presentazione della dichiarazione) connesso alla fattispecie cui si riferisce l’istanza medesima; se non ricorrono obiettive condizioni di incertezza; se verte su circostanze che già sono state oggetto di interpello da parte del contribuente.

Interpello probatorio

L’interpello probatorio può essere sollecitato solo nei casi tassativamente previsti dalla legge [2] al fine di ottenere dall’Agenzia un parere sulla sussistenza delle condizioni o sull’idoneità degli elementi probatori ai fini dell’adozione di un determinato regime fiscale. Si tratta di un interpello particolarmente qualificato, destinato al riconoscimento di benefici destinati alle grandi società o, comunque, a determinate attività d’impresa.

Interpello anti-abuso

L’istanza è finalizzata a ottenere un parere sull’applicazione della disciplina dell’abuso del diritto ad una fattispecie specifica. Si ricordi che, a differenza della vecchia disciplina antielusiva, applicabile solo in materia di imposte sui redditi, la nuova disposizione concerne ogni settore impositivo: di conseguenza, l’istanza di interpello dovrà specificare il settore o i settori impositivi in relazione ai quali si pone il dubbio in ordine alla abusività della fattispecie.

Interpello disapplicativo

È l’unica categoria di interpello obbligatorio. L’istanza è inoltrata all’Agenzia affinché fornisca un parere in merito alla disapplicazione di una norma antielusiva che, di regola, andrebbe invece applicata (ad esempio, limitando le detrazioni o le deduzioni). Il contribuente, per beneficiare della disapplicazione, deve dimostrare che nella situazione concreta non possano realizzarsi gli effetti elusivi che la norma intende evitare.

Interpello sui nuovi investimenti

Trattasi di una nuova forma di interpello [3] destinata a tutti gli imprenditori, anche stranieri, intenzionati ad effettuare in Italia importanti investimenti (non inferiori a trenta milioni di euro e con ripercussioni sul profilo occupazionale). Questa tipologia di interpello non è del tutto innovativa, poiché essa consente di adire l’Agenzia delle Entrate per proporre quesiti riconducibili alle categorie di interpello sopra esaminate (interpretativo, qualificatorio, probatorio e anti-abuso). L’Agenzia è tenuta a rispondere entro centoventi giorni (prorogabili, se necessaria documentazione integrativa, di ulteriori novanta) e vincola l’Agenzia delle Entrate, in relazione al piano di investimento descritto nell’istanza, nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nell’investimento, senza possibilità di rettifica in autotutela. Come per l’interpello ordinario, vale il silenzio-assenso.

Come fare interpello all’Agenzia delle Entrate

Illustrate le diverse tipologie di interpello, vediamo ora come rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. L’istanza d’interpello deve contenere: i dati identificativi del contribuente o del suo eventuale rappresentante (codice fiscale); l’indicazione della specifica tipologia di interpello; la descrizione precisa della fattispecie concreta che ha generato il dubbio interpretativo; le disposizioni di legge di cui si chiede l’interpretazione, l’applicazione o la disapplicazione; l’indicazione dei recapiti per comunicare la risposta; la soluzione interpretativa proposta dal contribuente e, infine, la sottoscrizione dell’istante o del legale rappresentante.

Nel caso in cui l’istanza difetti di uno dei requisiti indicati, l’Agenzia invita il contribuente ad effettuare opportuna integrazione entro trenta giorni; invece, se mancano i dati relativi all’identificazione dell’istante e/o alla descrizione puntuale della fattispecie, l’istanza verrà dichiarata inammissibile. L’istanza non è soggetta al pagamento dell’imposta di bollo e può essere presentata indifferentemente a mano, mediante raccomandata con avviso di ricevimento o a mezzo Pec. Per le questioni concernenti tributi erariali, destinatario dell’interpello è la Direzione regionale competente in base al domicilio fiscale dell’istante, ovvero la Direzione centrale Normativa, qualora si tratti di interpelli presentati da Amministrazioni centrali dello Stato, Enti pubblici a rilevanza nazionale, soggetti non residenti nel territorio dello Stato (indipendentemente dalla nomina di un rappresentante fiscale o dall’identificazione diretta) e soggetti di rilevante dimensione (volume d’affari superiore a cento milioni di euro).

note

[1] Art. 11, comma 1, lettera a), legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente).
[2] Art. 11, comma 1, lettera b), legge n. 212/2000.
[3] Art. 2 del decreto legislativo n. 147/2015.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI