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Lo sai che? È legale vendere o comprare libri usati?

Lo sai che? Pubblicato il 21 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 agosto 2017

Libri di testo scolastici o di lettura, vocabolari, enciclopedie, dizionari con traduzione in altre lingue: si può risparmiare acquistando libri usati e vendendo i propri. Ma tutto questo è legale?

Con l’inizio della scuola, la spesa familiare per l’acquisto dei libri di testo scolastici può raggiungere anche 350 euro per ciascun figlio. L’importo è più alto al primo anno del corso liceale (oltre ai libri, ci sono infatti i dizionari e tutto il materiale occorrente, da acquistare una tantum, che servirà per l’intero ciclo di studi), e diminuisce successivamente. Un buon metodo per risparmiare è quello di vendere e comprare libri usati. Grazie anche all’aiuto di internet, lo studente può cedere i volumi che non usa più e acquistare quelli di seconda mano. Con due importanti precauzioni. La prima: chi vuole acquistare un libro usato deve verificare che il volume sia aggiornato; spesso infatti i libri di testo subiscono delle modifiche sostanziali e gli insegnanti aggiornano, di conseguenza, i programmi di studio. La seconda: prima di vendere un libro usato bisogna accertarsi che quel manuale non serva più; ad esempio, nel caso di materie come storia o letteratura italiana potrebbe essere necessario confrontare, nel corso dei successivi anni scolastici, ciò che si è studiato in passato, al fine di fare confronti o colmare eventuali lacune e vuoti di memoria. Ma è legale vendere o comprare libri usati? Cosa si rischia se un insegnante o la polizia (quella postale, se si tratta di internet) ti trova a vendere manuali di seconda mano? E da un punto di vista fiscale come ci si deve orientare per non subire anche gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate a seguito del denaro bonificato sul conto? Di tanto parleremo nel presente articolo.

Le fotocopie dei libri son lecite?

Prima però di capire se è legale vendere libri usati e, quindi, anche comprarli, dobbiamo fare una importante precisazione. Per risparmiare sull’acquisto dei volumi (scolastici e non), non si può fare la fotocopia di un intero libro: questo comportamento è vietato dal diritto d’autore che commina sanzioni sia di tipo penale (per chi vende) che di tipo amministrativo (per chi acquista). Il copyright consente di fotocopiare non più del 15% di ciascun volume, ma solo per uso personale; il che significa che è vietata sempre la vendita anche per percentuali inferiori. Leggi sul punto Fotocopie di libri: fino a quando è lecito?

È legale vendere oggetti usati?

La legge consente di vendere oggetti di seconda mano così come è lecito barattarli con altri oggetti. Per vendere e comprare oggeti usati esistono alcuni servizi già molto noti, come eBay, Subito e Secondamano, e piattaforme più piccole e meno note come LocLoc e Sharing it!, o anche U-Coin, che permette acquisti con un sistema di moneta alternativo. Ma è possibile anche ottenere oggetti e prodotti senza mettere mano al portafoglio, con il baratto consentito su piattaforme come BarattoFacile, Cose inutili, E-barty, Permute, Permuteonline, Persoperperso, Reoose, Soloscambio, Svendere, Zerorelativo, Kijiji, oppure Sharewood per le attrezzature sportive.

La vendita di un oggetto usato non ha rilievi neanche da un punto di vista fiscale; solo se si dovesse vendere il bene a un prezzo superiore al suo valore si avrebbe una plusvalenza che andrebbe denunciata nella dichiarazione dei redditi, circostanza tuttavia alquanto improbabile.

È legale vendere libri usati

Le stesse regole valgono anche per i libri, benché in questo particolare ambito entrino in gioco i diritti d’autore. La legge sul copyright concede all’acquirente di un bene tutelato dal copyright (come appunto un libro scolastico) il diritto di rivenderlo. Fa eccezione la vendita di un ebook, nel qual caso non si può parlare di un contenuto fisico. Legittimando la vendita di un ebook “usato” si finirebbe per rendere legali le copie.

Leggi anche: Libri scolastici, come ottenere sconti e risparmiare.

Non è legale vendere libri usati se sprovvisti del “tagliandino” che, di solito, costituisce uno dei quattro angoli della quarta di copertina; in tal caso, si trattadi copie omaggio che non possono essere messe in vendita.

Anche per la vendita di libri usati, internet è un valido aiuto. Per lo scambio di libri scolastici e universitari c’è Testiusati e per quello di libri di ogni genere le piattaforme da provare sono Comprovendolibri e Green books Club.

Da un punto di vista fiscale è possibile vendere libri usati senza avere obblighi di tipo fiscale; si tratta infatti, anche in questo caso, di attività che non genera plusvalenze. Si deve però trattare di vendita di beni acquistati per un uso personale o familiare. In questo caso è possibile vendere libri usati tramite internet o altri mezzi senza dover dichiarare nulla all’Agenzia delle Entrate. Anche eventuali bonifici in banca non potranno essere contestati se muniti di apposita causale come la seguente: «acquisto libri usati».

Diverso è il caso di chi vende libri non precedentemente acquistati per uso personale, ma per svolgere una vera e propria intermediazione. In tal caso si rientra nell’esercizio di una attività economica che potrà essere esercitata in via occasionale oppure continuativa.

Se la vendita di libri usati da altri viene svolta in via occasionale si è soggetti ad adempimenti formali ridotti (si deve solamente emettere una ricevuta) e si può fare senza avere partita Iva. Bisognerà indicare i guadagni nella dichiarazione dei redditi come reddito diverso (quadro RL dell’Unico) dove verrà assoggettato a tassazione.

Nell’ipotesi in cui l’attività commerciale si configurasse come abituale, i redditi conseguiti vanno considerati come redditi d’impresa; varranno le regole che illustreremo qui di seguito.

Per chi fa commercio di libri usati

Il commercio al dettaglio di libri usati va gestito seguendo alcune importanti disposizioni di legge [1]. In particolare, con specifico riferimento al commercio di prodotti editoriali usati (esclusi quelli di antiquariato), la normativa prevede la possibilità di determinare l’Iva secondo le regole del metodo “forfettario” (o percentuale). In base a queste regole, l’imposta si applica forfettariamente, appunto, sul 25% del prezzo di vendita dei beni in questione. In questo caso, l’operatore non ha l’obbligo di istituire uno specifico registro di carico e scarico dei beni e l’incasso dei corrispettivi può essere annotato sul relativo registro, purché ciò avvenga distintamente dalle eventuali altre operazioni. La documentazione degli acquisti, effettuati presso privati, quindi, senza emissione della fattura da parte del cedente, può essere eseguita con una ricevuta emessa a cura dello stesso cedente. Il cessionario, dal canto suo, è tenuto a numerare progressivamente e a conservare i documenti citati.

È legale acquistare libri usati?

Come è lecito vendere libri usati è altrettanto legale acquistarli. Chi lo fa non commette alcun illecito, né può essere sanzionato o punito dal professore qualora si tratti di testi scolastici e questi risultino aggiornati con il programma. Inoltre il docente non può imporre l’ultima versione del libro di testo, se questa non presenta modifiche sostanziali rispetto alle precedenti. Spesso, infatti, le case editrici sono solite far uscire nuove edizioni con minime modifiche che non incidono però sul contenuto dell’insegnamento (ad esempio, una pagina con esercizi e test o qualche esempio in più).

In ultimo, per quanto vietato dalla legge, avere un libro di testo integralmente fotocopiato non può essere oggetto di sanzioni da parte dell’insegnante, che non ha potere punitivo in materia.

note

[1] Regole del regime del margine di cui agli articoli da 36 a 41-bis del Dl 41/95, convertito dalla legge n. 85/1995.


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