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Lo sai che? Testamento con firma digitale o PEC

Lo sai che? Pubblicato il 9 novembre 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 novembre 2012

Nell’era telematica, dove tutto ormai si compone di bit, è possibile fare un testamento tramite PEC o con un documento informatico con firma digitale?

Ad intuito si potrebbe essere portati ad affermare che sia possibile fare testamento tramite PEC o tramite un documento in formato digital econ apposita firma elettronica: tali strumenti infatti, come tutti sappiamo, garantiscono la prova sulla provenienza del testo e dell’identità dell’autore. Ma non è così…

La legge, infatti, prevede che il testamento olografo debba essere scritto, datato e sottoscritto interamente a mano dal testatore: al contrario di una normale scrittura privata, affinché esso sia valido è necessaria che la grafia dell’intero testo sia riconducibile al testatore.

Non è necessario che la scrittura del testamento olografo sia regolare e leggibile: pertanto, si potrà avere anche una grafia “sporca” o una grammatica poco corretta, ma è comunque necessario che il testo sia decifrabile, affinché possa essere accertata la volontà del testatore [1].

Può essere ritenuto valido un testamento scritto in stampatello solo se si riesce a provare che il testatore era solito utilizzare tale forma di carattere in alternativa al consueto corsivo [2].

Viene considerato valido il testamento epistolare, cioè quello compilato in una lettera autografa, datata e sottoscritta e poi spedita (a prescindere da chi ne sia il destinatario).

Non sono ammessi categoricamente testamenti redatti con mezzi meccanici, come la macchina da scrivere o il computer.

Tutto questo rigore formale esclude quindi la possibilità di ritenere valido un testamento scritto con PEC o su documento ripotante la firma digitale. E ciò nonostante tali forme di digitalizzazione delle dichiarazioni siano di certo più sicure e prestino meno il fianco a contestazioni sull’autografia. Chi mai potrebbe chiedere una perizia calligrafica su una firma digitale? Per quanto la nostra legge dia massimo privilegio alla prova che tali documenti informatici possono raggiungere, ci troviamo evidentemente di fronte un vero gap legislativo, cui si spera verrà presto messo riparo.

 

 

note

[1] Cass. sent. n. 8899 del 28.10.1994.

[2] C. App. Torino, sent. 19.12.2000.


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