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Agente immobiliare: si può lavorare in due località diverse fuori provincia?

2 settembre 2017


Agente immobiliare: si può lavorare in due località diverse fuori provincia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 settembre 2017



Una ditta individuale che svolge attività di agente in mediazioni immobiliari può aprire un’unità locale fuori sede, fuori provincia? Può lavorare in entrambe a giorni alterni? Deve specificare nella Scia i giorni in cui sarà nella sede o nell’unità locale? Se dovesse collaborare con un procacciatore d’affari, deve indicarlo nella Scia oppure come va inquadrata questa figura? Il procacciatore può mantenere aperta l’unità locale quando il titolare è presso la sede?

 

La risposta al suo primo quesito è positiva, infatti non esistono impedimenti amministrativi che ostacolino l’apertura di una unità locale di una ditta individuale che svolge l’attività di mediazione immobiliare, in un’altra provincia.

La risposta al secondo quesito è che il titolare può lavorare in entrambe, ovviamente a giorni alterni, e dovrà indicare nella Scia o nella pratica depositata – nelle Note – in quali giorni si trova nell’unità locale ed in quali opererà presso la sede principale.

La risposta al terzo quesito è ancora positiva, cioè il procacciatore di affari può lavorare presso l’unità locale, non come mediatore né come collaboratore del mediatore, in quanto non ha i requisiti di mediatore immobiliare, ma come dipendente o con altro tipo di trattamento lavorativo consentito dalla legge, che si occupa di incarichi esclusivamente amministrativi.

La risposta al quarto quesito è ovviamente più complessa. Se per apertura della unità locale in assenza del titolare mediatore si intende l’esercizio della attività di mediazione immobiliare la risposta è ovviamente negativa, in quanto nel locale non vi sarebbe alcun soggetto provvisto del titolo per poter operare, se si trattasse invece di una apertura limitata alla sola esecuzione di attività prettamente contabili ed amministrative, non avvenendo alcuna attività di mediazione, in teoria non vi dovrebbero essere limitazioni.

Tuttavia si segnala l’estrema rischiosità della situazione, in quanto con il locale aperto senza il mediatore, anche l’entrata di un solo potenziale cliente che magari si soffermi a guardare le offerte o che anche autonomamente prelevi e consulti del materiale a disposizione di tutti, pur senza l’intervento del procacciatore, si configurerebbe l’esercizio di attività di mediazione immobiliare senza i necessari requisiti di legge.

 

Articolo tratto dalla consulenza del dott. Mauro Finiguerra


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