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Lo sai che? I diritti di chi soffre di ulcera

Lo sai che? Pubblicato il 21 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 agosto 2017

L’ulcera non è causa di invalidità ma lo può diventare se provoca patologie più gravi. C’è anche il diritto ad una cura limitata di farmaci a carico del Ssn.

L’ulcera (o ulcera peptica) è una ferita aperta che si sviluppa sulla mucosa interna dell’esofago, dello stomaco o del duodeno, cioè sul tratto superiore dell’intestino tenue. A seconda di dove viene localizzata, pertanto, si può parlare di ulcera esofagea, ulcera gastrica o ulcera duodenale. Tra queste, l’ulcera esofagea viene associata al reflusso esofageo cronico..

Contrariamente a quanto si credeva fino a qualche tempo fa, oggi gli esperti non segnalano come cause principali dell’ulcera lo stress lavorativo o la cattiva alimentazione (anche se, probabilmente, sono fattori che non aiutano) ma sono più portati a pensare che ad aprire quella ferita siano alcuni farmaci, soprattutto quelli antinfiammatori, oppure un’infezione batterica.

Il sintomo principale dell’ulcera peptica è il bruciore addominale che inizia a stomaco vuoto e che si attenua dopo un pranzo o dopo aver ingerito un antiacido. Può durare qualche minuto come qualche ora. Ecco perché in alcune situazioni, come ad esempio al lavoro, può essere un disturbo che riduce la capacità di svolgere la normale attività.

In alcuni casi, l’ulcera può essere particolarmente grave o, addirittura, letale: è il caso dell’ulcera sanguinante o dell’ulcera perforata, che richiede un intervento chirurgico urgente in quanto può provocare delle forti emorragie.

Vediamo, allora, quali sono i diritti di chi soffre di ulcera.

Ulcera e causa di servizio

Come per qualsiasi tipo di malattia legata al mondo del lavoro, prima di avviare una causa di servizio chi soffre di ulcera deve dimostrare che la patologia e l’eventuale reflusso gastrico (che, come abbiamo visto può essere collegato all’ulcera) siano un’immediata conseguenza dell’ambiente in cui si svolge la propria attività. Ad esempio – e nonostante quello che dicono gli esperti in materia – perché si lavora troppo e sotto pressione.

Occorre, dunque, provare il rapporto causa/effetto, cioè che si soffre di ulcera solo per colpa dell’ambiente e delle condizioni di lavoro e non per cause esterne (problemi con i figli, una recente e complicata separazione, tanto per citarne un paio).

Su questo aspetto si è pronunciata la Corte dei Conti, affermando che va ammesso al trattamento di privilegio il quadro clinico di «esofagite del terzo inferiore con incontinenza cardiale e ulcera lineare del bulbo su bordo di pseudodiverticolo, verosimile esito di pregressa ulcera», laddove il servizio prestato, per le sue caratteristiche di gravosità e stress, abbia rivestito valore concausale nella storia clinica della patologia.

Non è abbastanza, quindi, dire in modo generico che si lavora sotto stress. Quella è una situazione patita da milioni di persone. Ma non tutti hanno l’ulcera.

Altro discorso è quello del dipendente che ha sviluppato un’ulcera duodenale a causa di alcune circostanze legate strettamente al lavoro. Si parla, ad esempio, di una persona particolarmente predisposta all’ulcera che si sia ammalata nella mensa dell’azienda perché il cibo servito (al quale ha diritto nel suo specifico contratto) è di scarsa qualità [1].

 

Chi soffre di ulcera ha diritto all’invalidità?

In teoria, no. L’ulcera, di per sé, non dà diritto all’invalidità civile, o meglio: la percentuale di riduzione della capacità lavorativa è estremamente bassa: l’ulcera gastrica o duodenale di II classe ha una percentuale fissa del 10%, mentre quella di III classe varia dal 21 al 30%. Questo significa che non si ha diritto né all’inserimento nelle liste di collocamento speciali, né tantomeno ad assegni o pensioni di invalidità o di inabilità.

Ci possono essere, però, delle complicanze in grado di aggravare la situazione, come nel caso dell’ulcera perforante. Il paziente può avere una grave emorragia e, nelle forme più acute, accusare una forte anemia o uno stato di shock. In questi casi, ovviamente, l’apposita commissione dell’Asl può valutare la patologia in modo diverso e stabilire una percentuale di invalidità civile più alta.

Il diritto ai farmaci di chi soffre di ulcera

Chi soffre di ulcera non ha diritto all’esenzione dal ticket sanitario (a meno che non si tratti di un’esenzione per reddito), anche se – lo ricordiamo sempre – le esenzioni vengono stabilite dalle Regioni, quindi da un territorio all’altro le cose possono cambiare.

Tuttavia, l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) chiarisce che c’è il diritto ad una prescrizione a carico del Servizio Sanitario Nazionale a certe condizioni.

Trattamento di 4 settimane (occasionalmente 6 settimane)

  • ulcera duodenale o gastrica positive per ulcera duodenale o gastrica positive per Helicobacter pylori (H. pylori);
  • per la prima o le prime due settimane in associazione con farmaci eradicanti l’infezione;
  • ulcera duodenale o gastrica H. pylori-negativa (primo episodio);
  • malattia da reflusso gastroesofageo con o senza esofagite (primo episodio).

Trattamento prolungato

Dopo un anno, la possibilità di prolungare il trattamento viene valutata in caso di:

  • sindrome di Zollinger-Ellison;
  • ulcera duodenale o gastrica H. pylori-negativa recidivante;
  • malattia da reflusso gastroesofageo con o senza esofagite (recidivante).

note

[1] C. Conti, sent. n. 83291/1994, n. 790/1995.

Autore immagine: 123rf.com


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