Diritto e Fisco | Articoli

Che significa dura sed lex

21 agosto 2017


Che significa dura sed lex

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 agosto 2017



La massima «dura sed lex» sta a significare che la legge, anche quando appare ingiusta e difficile da rispettare, va comunque osservata da tutti.

Agli avvocati che amano citare brocardi latini si sente spesso dire «dura sed lex»: una frase attribuita a Socrate, ma che è divenuta più nota in epoca romana. Cosa significa dura sed lex? Anche se le parole già lasciano intuire il senso – e così anche l’espressione di rammarico di chi la pronuncia – la massima sta a significare «Anche se è dura, è la legge». Ma siccome i latini amavano, con poche parole, accordare alla frase un senso molto più ampio, dietro questo motto si sottintende il senso «Anche se è dura da accettare, è la legge e, come tale, va rispettata».

Dura sed lex è quindi un modo per affermare la supremazia della legge rispetto sia alle ragioni del singolo cittadino, sia al concetto di giustizia sostanziale, da cui la prima a volte si discosta nell’interesse della certezza dei rapporti giuridici e dell’interesse collettivo. Qualche esempio servirà a comprendere meglio la questione.

Immaginiamo che un uomo subisca, non per sua colta, un incidente stradale. Non ottenendo alcun risarcimento dall’assicurazione, incarica il proprio avvocato di avviare la causa. Ma quest’ultimo si muove in ritardo, ben oltre i due anni di prescrizione previsti dal codice civile. Così il giudice, nonostante riconosca che l’incidente sia effettivamente avvenuto, rigetta la sua richiesta di risarcimento e, anzi, lo condanna alle spese processuali. Non c’è alcun modo per far tornare indietro le lancette dell’orologio: una volta decorsi i termini per l’azione giudiziale, il danneggiato – pur dalla parte della ragione – non potrà ottenere alcun indennizzo. Ecco, questo è uno dei casi in cui il cittadino potrebbe affermare «dura sed lex»: è difficile da digerire, ma è la legge e va rispettata.

Il concetto di dura sed lex si può riferire a una serie di differenti situazioni. Si pensi al caso in cui la legge sacrifica un interesse privato per perseguire un interesse pubblico. Si pensi al caso di un versamento sul conto corrente che il cittadino non riesce a giustificare, subendo così un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. In tale ipotesi, lo scopo perseguito dalla norma – quello cioè di contrastare l’evasione fiscale – consente di comprimere delle libertà personali del correntista, come quella di disporre del proprio denaro liberamente senza avere una pezza giustificativa. Stesso discorso per il divieto di trasferire soldi in contanti sopra la soglia consentita dalla legge. Anche qui si assiste alla limitazione di un diritto del privato a tutela di quello pubblico.

Un’altra accezione del concetto dura sed lex si riferisce alle situazioni in cui la legge, per un interesse pubblico, impone al privato degli oneri particolarmente elevati. Si pensi all’esercente un’attività di commercio di alimenti, cui si chiede una serie di adempimenti e certificazioni particolarmente onerose, a tutela della salute pubblica. Oppure al proprietario di un’immobile di lusso, cui si chiede di pagare tasse elevate. O ancora al professionista, cui sono imposti una serie di obblighi tributari che difficilmente potrebbero essere ricordati e svolti se non con l’aiuto di un commercialista. Dura sed lex!, anche in questo caso.

Secondo il filoso Fabio Germanà, alla massima dura sed lex bisognerebbe accordare un ulteriore significato. Secondo tale interpretazione, non ha senso chiedersi se la legge è giusta o ingiusta (atteso che anche il concetto di giustizia è relativo e ciò che può piacere all’uno non è detto che piaccia all’altro). La legge è solo neutra e si sottrae a qualsiasi giudizio. Facciamo un altro esempio. La norma che impone di piantare alberi a non meno di 3 metri dal confine può apparire giusta per il proprietario del balcone antistante, che perde aria e panorama a causa della pianta; può invece sembrare ingiusta al proprietario dell’albero, imponendogli l’abbattimento. La legge che stabilisce l’usucapione di un terreno dopo il possesso per 20 anni può apparire giusta a chi ha coltivato l’immobile indisturbatamente, con il sudore della propria fronte, ed ingiusta al titolare dell’appezzamento di terra.

La legge, insomma, va sempre rispettata: non può essere disattesa neanche quando appare stupida o ingiusta. Si pensi a una strada di città completamente deserta perché è ferragosto: un automobilista passa a semaforo rosso per poter raggiungere al più presto la famiglia al mare. Benché la manovra non abbia comportato alcun pericolo, un poliziotto costretto a fare il turno estivo lo ferma e lo multa. Chi ha ragione? Ovviamente il poliziotto. Dura sed lex!


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI