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Attentato Barcellona: se alla tragedia si aggiunge la bufala

21 Agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Agosto 2017



Una foto della Rambla senza ambulanti accompagnata da un commento che suggeriva: forse non c’erano perché sapevano? Una fake news. Si rischia la diffamazione.

Il clima è diventato, già da tempo, insopportabile. L’equazione «immigrato = terrorista» scatena ogni giorno decine di commenti sui social network da parte di chi non sopporta né immigratiterroristi o da chi, semplicemente, è alla ricerca di «like». Un modo assai triste di cercare di affermarsi nella vita, di essere qualcuno vivendo nel nulla.

L’ultima grande «bufala», quella che riguarda l’attentato a Barcellona del 17 agosto in cui hanno perso la vita 15 poveri cristi, fa rabbrividire dal disgusto. Qualcuno aveva insinuato su Facebook che i manteros, cioè i venditori ambulanti africani che spesso si vedono sulle Ramblas, fossero a conoscenza dell’imminente attacco terrorista, poiché, casualmente, quel giorno non avevano steso sul pavimento i loro teloni con la merce da vendere ai turisti a buon prezzo. La solita mente perversa e opportunista ha pure corredato la sua squallida provocazione con una foto della passeggiata più tipica di Barcellona scrivendo: «Queste sono le immagini di un giorno qualsiasi alla Rambla. Ieri non c’erano. Erano in sciopero o sapevano qualcosa?»

Tutto falso.

Lo scatto proposto dalla fantomatica pagina Facebook «España libre información» (sul social non la si trova più) risale all’estate scorsa, al luglio del 2016. Al giorno, cioè, in cui gli ambulanti non scesero sulla Rambla con il loro carico di occhiali e borse contraffatte per protestare contro l’arresto di quattro loro colleghi, nell’ambito di un’operazione mirata al contrasto della vendita abusiva. Come confermato dal quotidiano catalano che l’aveva pubblicata ai tempi, ElDiario.es.

Pare incredibile, ma c’è ancora gente capace di spulciare gli archivi dei giornali pur di trovare una foto, quella foto, e scatenare dubbi, complottismi, commenti gratuiti e odio grossolano. Il tutto, in mezzo a una strage di portata internazionale. Che ha coinvolto pure dei bambini. Che ha distrutto intere famiglie.

In altre parole, ci si trova, ancora una volta, con una fake news di fronte alla quale il lettore sprovveduto ci casca. E ci commenta sopra. E’ legale tutto questo?

Cosa rischia chi diffonde una fake news

Già diffondere consapevolmente una notizia falsa è contro qualsiasi norma. Ma farlo per offendere la reputazione degli altri si chiama diffamazione. Ed in questo caso, la falsa notizia (con tanto di falsa foto) dei manteros che, presumibilmente, erano consapevoli dell’imminente attentato e, per quello, avevano disertato Las Ramblas di Barcellona, non poteva non avere l’intenzione di minare la reputazione degli immigrati. Di fare di ogni erba un fascio, insomma.

In Italia non esiste una legge che punisca specificamente le fake news. Ma, appunto, ci sono dei reati collegati a questa subdola pratica, come quello della diffamazione. Reato punito dal Codice penale con la reclusione da 6 mesi a 3 anni o con la multa non inferiore a 516 euro [1].

Chi ha pubblicato quella falsa notizia – e questa è la fattispecie del reato – ha ottenuto quello che voleva: seminare odio nei confronti degli immigrati. Tant’è che c’è stata una valanga di commenti negativi nei confronti degli ambulanti da parte di chi ci è cascato (un nome altisonante su tutti, quello di Rita Pavone su Twitter, che ha sollevato un polverone e poi chiarito, tutto spiegando di avere solo tradotto quello che riportava un giornale spagnolo).

Che cosa si rischia qualcosa per riportare – o condiviso, per usare un termine caro a Facebook – questa notizia falsa? Se non ci si limita a condividerla, ma la si commenta usando gli stessi toni di chi l’ha pubblicata, si potrebbe essere accusati di diffamazione. A meno che si riesca a dimostrare di avere commentato quella notizia pensando che fosse vera.

note

[1] Art. 595 cod. pen.


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1 Commento

  1. sono propenso a credervi, ma una perplessita’ mi sorge, se e’ vero che il furgone ha percorso piu’ di 500 metri prima di essere bloccato, possibile che non abbia travolto nel suo percorso anche qualche postazione ( con i teloni stesi a terra ) di qualche venditore??? non mi sembra, dalle varie immagini che girano sui social, di vederne e vi assicuro che da esperienza personale ne ho visti parecchi presenti lungo la via in altre occasioni…
    cordialmente

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