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Il procedimento disciplinare e le sanzioni nei confronti del lavoratore

29 novembre 2012


Il procedimento disciplinare e le sanzioni nei confronti del lavoratore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 novembre 2012



Quali sanzioni possono essere inflitte al lavoratore che commette un illecito disciplinare? 

Al dipendente inottemperante agli obblighi di lavoro possono essere inflitte le seguenti sanzioni:

rimprovero verbale;

multa di importo pari a non più di quattro ore;

sospensione dal servizio e dalla retribuzione per non più di dieci giorni;

licenziamento disciplinare.

Sono vietate altre sanzioni che comportino “mutamenti definitivi del rapporto di lavoro”. Per cui sono illegittime sanzioni come il declassamento o il blocco dell’avanzamento di carriera.

Trascorsi due anni dalla sanzione irrogata al lavoratore, di essa non se ne può tenere più conto (per es. al fine di giustificare un licenziamento) neanche se sussiste una recidiva (ossia il lavoratore ripete sempre la stessa inadempienza).

Prima di assegnare una sanzione disciplinare, il datore di lavoro deve innanzitutto contestare al lavorare l’inadempimento da questi commesso. Tale contestazione deve essere

a) scritta: tuttavia la forma scritta non è necessaria qualora la sanzione sia il rimprovero verbale (sarebbe infatti contraddittorio anticipare per iscritto un rimprovero che poi sarà soltanto orale);

b) specifica e non generica: essa cioè deve specificare quale sia stato il comportamento contestato al lavoratore, il luogo e il tempo in cui sarebbe avvenuto. In questo modo si dà al dipendente la possibilità di potersi discolpare con cognizione di causa;

c) tempestiva: deve essere cioè idonea a portare immediatamente a conoscenza del lavoratore i fatti contestatigli, senza lasciar passare un elevato lasso di tempo, tale da ingenerare nel lavoratore la legittima convinzione della rinuncia al potere disciplinare da parte del datore di lavoro.

Quando una sanzione può dirsi “tempestiva”? Non c’è un criterio preciso. La Cassazione [1]

ha specificato che il principio della tempestività deve essere rapportato alla natura della condotta sanzionabile tenuta dal lavoratore, ed ai tempi necessari all’accertamento del fatto;

Con la contestazione scritta, il lavoratore ha il diritto di essere sentito e di fornire (se vuole) giustificazioni orali o per iscritto, eventualmente facendosi assistere da un rappresentante del sindacato a cui aderisce..

La sanzione disciplinare non può essere disposta prima che siano decorsi 5 giorni dalla contestazione scritta.

La sanzione inflitta al lavoratore deve essere proporzionata, ossia commisurata all’effettivo grado di colpevolezza del dipendente.

di ANDREA BORSANI

note

[1] Cass. sent. n. 16050 del 21.12.2000.

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