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Che fare se una persona non paga i debiti di gioco?

22 agosto 2017


Che fare se una persona non paga i debiti di gioco?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 agosto 2017



Le obbligazioni naturali, quelle cioè in adempimento di un dovere morale o sociale, non consentono di agire per ottenere il pagamento; ma una volta eseguita la prestazione non se ne può chiedere la restituzione.

Di regola, se il debitore non adempie l’obbligazione, il creditore può rivolgersi al giudice e chiedere che questo gli ordini di pagare con una sentenza o un decreto ingiuntivo. In caso di mancata esecuzione spontanea, il creditore può agire con la cosiddetta «esecuzione forzata» della prestazione, meglio nota come pignoramento. Ci sono però situazioni in cui il debitore non ha l’obbligo giuridico di pagare. Una di queste situazioni è quella relativa ai debiti di gioco, sia che si tratti di gioco d’azzardo (vietato per legge) che per altre tipologie di gioco. Che fare, dunque, se una persona non paga i debiti di gioco? C’è un modo per costringerlo? Cerchiamo di scoprirlo qui di seguito.

Prima però di spiegare che fare se una persona non paga i debiti di gioco dobbiamo rispolverare alcune elementari nozioni di diritto civile. Le obbligazioni – ossia i debiti – si possono distinguere in due categorie:

  • obbligazioni naturali: sono chiamati così quegli obblighi (come il pagamento di un debito prescritto o di un debito di gioco) che vanno adempiuti per un dovere di correttezza, ma non per imposizione della legge. In questi casi al creditore non è consentito agire in giudizio contro il debitore, ma se costui spontaneamente adempie, non può poi ripensarci e chiedere la ripetizione (ossia la restituzione) di quanto ha pagato;
  • obbligazioni civili: sono, per esclusione, tutte le altre. Esse consentono al creditore di agire in giudizio per far valere il proprio diritto sul debitore inadempiente. È la stragrande maggioranza dei casi: il mancato pagamento di una fattura, di una bolletta, di una rata del mutuo, di un contratto, di un risarcimento per un atto illecito o i danni procurati al vicino da infiltrazioni di acqua, ecc.

Come abbiamo già spiegato in I debiti di gioco possono passare in eredità ai figli? i debiti di gioco sono il tipico esempio di obbligazione naturale. Chi è creditore di un’altra persona per aver vinto una partita a carte non ha armi per ottenere il pagamento. In altre parole, il credito nascente da gioco o scommessa non consente al vincitore di agire in giudizio anche se si tratta di gioco o scommessa non proibiti [2]. Il vincitore può invece agire in giudizio per il pagamento di somme derivanti da lotterie legalmente autorizzate [3].

Non è possibile agire nei confronti di chi ha debiti di gioco neanche se quest’ultimo si è impegnato a rispettare i patti firmando un contratto scritto prima di iniziare la partita.

Se, tuttavia, chi ha debiti di gioco adempie spontaneamente alla propria obbligazione non può poi ottenere la restituzione di quanto versato. La legge non gli consente, in altri termini, di tornare indietro e ripensarci. Perché però si realizzi questo effetto (cosiddetta «irripetibilità dell’adempimento»), il pagamento deve essere:

  • effettuato da soggetto capace di intendere e volere: se a pagare il debito di gioco è invece una persona minorenne, un ubriaco, un drogato o un soggetto con deficit di capacità cognitive, allora è sempre dovuta la restituzione del pagamento;
  • effettuato spontaneamente: se il debitore ha pagato il debito di gioco perché costretto – fisicamente o con minacce, anche di tipo psicologico – dal creditore, il pagamento deve essere restituito.

Per rispondere quindi alla domanda che fare se una persona non paga i debiti di gioco?, bisogna dire che:

  • non c’è modo per costringere il debitore a pagare;
  • bisogna solo sperare che questi adempia spontaneamente; in tal caso, infatti, non potrà più “ripetere” ciò che ha pagato.

note

[1] Art. 2034 cod. civ.

[2] Art. 1933 cod. civ.

[3] Art. 1935 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com

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