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Lo sai che? Se manca l’acqua devo pagare la bolletta per intero?

Lo sai che? Pubblicato il 22 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 agosto 2017

La fornitura e l’allacciamento alla rete idrica prevedono delle quote fisse da pagare anche senza consumi. Ma certe bollette si possono contestare.

Un’estate calda e troppo asciutta si traduce di solito in un calo delle risorse idriche e, di conseguenza, in una restrizione della fornitura dell’acqua. Ma quando arriva la bolletta, mi tocca pagare le tasse fisse su una fornitura che non ho avuto. E’ giusto? Se manca l’acqua devo pagare la bolletta per intero o posso contestarla? I presupposti per picchiare il pugno sul tavolo del fornitore (sul tavolo e basta, però) ci sarebbero. Vediamo.

Bolletta dell’acqua: che cosa paghiamo

I numeri che vediamo in bolletta devono corrispondere all’acqua erogata, cioè a quella che abbiamo a disposizione anche senza aprire il rubinetto ed a quella che effettivamente consumiamo. Nel primo caso, quello in cui, ad esempio, siamo in vacanza e non c’è stato consumo, sarà giusto pagare le spese fisse per la fornitura al Servizio Idrico Integrato: il servizio è stato garantito anche se non è stato aperto un solo rubinetto.

Nello specifico, la quota fissa comprende:

  • la fornitura dell’acqua potabile;
  • il servizio di fognatura (cioè lo scarico delle acque scure);
  • il servizio di depurazione dell’acqua potabile.

Servizi che tocca pagare anche se non si consuma una sola goccia d’acqua.

Nel secondo caso, invece, il calcolo viene effettuato su ogni volta che abbiamo aperto quel rubinetto e su quanto tempo l’abbiamo tenuto aperto. In altre parole, sull’effettivo consumo che risulta dal contatore, in base alle tariffe differenziate (utenza residenziale, non residenziale, commerciale, ecc.). Al quale va aggiunta l’Iva agevolata al 10% ed una quota fissa esente da Iva.

Ora. Se aprendo il rubinetto non viene giù niente, significa che non ho nemmeno il servizio garantito. Ecco, allora, che sorge spontanea la domanda: se manca l’acqua, devo pagare la bolletta per intero?

Il «trucco» del consumo presunto

Se c’è una cosa che l’utente fa fatica a capire è quella del consumo presunto dell’acqua (come della luce o del gas). In pratica, il fornitore «presume» che in quel mese, ed in base a quello che vedono sulla media delle bollette, l’utente consumerà un tot di acqua. In sede di conguaglio, verranno scalati i soldi pagati in più o aggiunti quelli pagati in meno.

La cosa più logica sarebbe controllare ogni volta il contatore e far pagare il reale consumo dell’acqua. Ma non succede così.

Ecco perché, se manca l’acqua, devo pagare la bolletta per intero: perché il fornitore, se non ha effettuato la lettura del contatore, non tiene conto della restrizione del servizio dovuta ad un’estate senza pioggia o del taglio della fornitura per dei lavori in corso sulla strada sotto casa. Tiene conto di una media presunta di consumo. Che questo sia legittimo o meno, è un’altra storia.

Ci andrà bene solo se decidono di fare la lettura proprio quando saremo rimasti a secco. Ma pagheremo, comunque, la quota fissa.

C’è da ricordare che, da regolamento, i Servizi Idrici Integrati sono tenuti a fare almeno due letture all’anno. Gli acconti, dunque, sono ammessi solo in quei casi eccezionali in cui non è possibile conoscere i reali metri cubi di acqua consumati.

Come e quando contestare la bolletta dell’acqua

Se manca l’acqua e devo pagare la bolletta per intero ma voglio contestare quello che mi viene richiesto, dovrò prima verificare alcune cose. Ad esempio, che ci sia stata un’assenza di letture da parte del fornitore, in violazione della carta del servizio. In questo caso, posso contestare la bolletta chiedendo all’Ente erogatore di basarsi sui reali consumi.

Se, invece, vivo in un condominio e manca l’acqua perché qualcuno è moroso (non fidanzato, ma che non paga proprio) e hanno staccato il contatore, posso contestare la bolletta in base alla riforma del condominio del 2012, che vieta di fare di ogni erba un fascio e di interrompere la fornitura all’intero palazzo.

Che fare? Conviene sempre effettuare l’immediato reclamo all’Ente: in caso di risposta negativa entro 30 giorni, sarà allora opportuno valutare un ricorso d’urgenza [2] (che anticipa gli effetti della decisione di merito), per evitare lo slaccio per mancato pagamento, nell’attesa del giudizio vero e proprio.

Attenzione, poi, alla richiesta di rateizzazione: da un lato, evita la chiusura del contatore, ma dall’altro equivale alla rinuncia al ricorso.

C’è da fare, infine una riflessione sulla legittimità del distacco dell’acqua in generale, anche quando c’è un’estate particolarmente asciutta e a prescindere dal fatto che se manca l’acqua devo pagare la bolletta per intero. Nessuno mette in dubbio il fatto che il gestore offre un servizio, ed è giusto che un corrispettivo sia pagato. Ma è anche vero che l’acqua è un diritto umano irrinunciabile. L’ha sancito l’Onu, il 28 luglio 2010, con una storica risoluzione con cui ha dichiarato l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari come diritto umano fondamentale. Che piova o no da giugno a settembre.

note

[1] TAR Lazio, sent. n. 664/2012; G.d.p. di Vt sent. n. 895/13 del 25/9/13.

[2] Art. 700 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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