Diritto e Fisco | Articoli

Posso far annullare le tabelle millesimali che mi danneggiano?

23 Agosto 2017
Posso far annullare le tabelle millesimali che mi danneggiano?

Dopo che l’assemblea le ha modificate, le tabelle millesimali mi fanno pagare l’ascensore sino al garage (che non ha ascensore, si ferma a piano terra). Posso chiedere l’annullamento?

Nel momento in cui l’autorità giudiziaria ha dichiarato la nullità (per qualsiasi causa) dell’assemblea condominiale che modificava le tabelle (nel senso sfavorevole al lettore), di fatto ha dichiarato nulle anche tutte le determinazioni che sono state assunte in quell’assemblea. Anche se non è stata dichiarata espressamente la nullità delle tabelle millesimali, l’assemblea nulla (quindi da considerarsi come se non fosse mai stata fatta) non aveva il potere di modificare, in un senso o nell’altro, le tabelle millesimali o di assumere qualsiasi altra decisione. In altre parole, se l’assemblea è stata dichiarata nulla, alcun provvedimento decisorio poteva essere legittimamente assunto in quella sede. Da questo deriva, di conseguenza, il mantenimento dello stato precedente l’assemblea nulla e, quindi, il permanere della validità delle vecchie tabelle. Premesso questo, è evidente che convocare una nuova riunione condominiale e assumere delibere sulla base delle tabelle millesimali (anch’esse nulle) approvate dall’assemblea già in precedenza dichiarata nulla, non può che determinare la “nullità” anche di questa riunione o meglio, la nullità delle deliberazioni assunte (le nuove tabelle millesimali) perché votate sulla base di tabelle di riparto che, giuridicamente, devono considerarsi non esistenti.

In conclusione, il lettore può rivolgersi al giudice ed impugnare le determinazioni dell’assemblea condominiale costituita e che ha deliberato in forza di tabelle millesimali “inesistenti”, proprio in quanto approvate da un’assemblea già dichiarata nulla e che, pertanto, nessuna determinazione legalmente valida e vincolante poteva (ed ha potuto) assumere.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Antonio Ciotola



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