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È legale organizzare un rave party?

23 agosto 2017


È legale organizzare un rave party?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 agosto 2017



Per organizzare un rave party non servono licenze o autorizzazioni sempre che vengano svolte attività lecite.

Se ti dico la parola rave party, a cosa pensi? Il pensiero di molte persone corre immediatamente all’uso libero e incontrollato di droga. Ma il rave party non è questo, o meglio non nasce per questo. I free party, comunemente chiamati anche rave party o solo rave, sono manifestazioni musicali autogestite che durano non meno di una notte e possono protrarsi anche per più giorni. Vengono organizzati in spazi di solito isolati o abbandonati come terreni comunali di periferia, campi, cave, foreste, capannoni o aree industriali dismesse, ecc. Nati sul finire degli anni ’80, da un punto di vista musicale, i rave party sono caratterizzati da ritmi cadenzati, ossessivi e incalzanti (tekno, goa, acid house, jungle, drum & bass o psy-trance), oltre che da forti giochi di luce. Detto ciò, è legale organizzare un rave party? Di tanto si è occupata la Cassazione con una recente sentenza [1].

Rave party: servono autorizzazioni?

Benché vietati in molti Paesi, in Italia è legale organizzare un rave party, né è necessario chiedere prima autorizzazioni al Comune o al Questore. Ma ciò a due condizioni: che non si svolgano, all’interno del raduno, attività illegali (non solo lo spaccio di droga, ma anche il disturbo della quiete pubblica) e che non avvengano a fini di lucro. È quindi possibile predisporre tutto il necessario per un rave party senza dover ottenere licenze e concessioni amministrative. Questo perché la nostra Costituzione prevede la libertà di riunione come uno dei diritti inviolabili della persona. In particolare, l’articolo 17 della Costituzione stabilisce che i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi e che per le (loro) riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Il diritto di riunione è tutelato nei confronti della generalità dei cittadini, che, riunendosi, possono dedicarsi a quelle attività lecite», concludono i giudici, «anche se per scopo di comune divertimento o passatempo e quindi a quei trattenimenti cui si riferiscono le norme sopra citate».

Rave party e attività illecite

Ma quali sono le attività illegali che si possono compiere durante un rave party? Vediamo qualche esempio.

Rave party e droga

Come abbiamo appena detto, il pensiero corre subito alla droga. Come noto, il reato scatta solo in caso di spaccio. Quando l’uso è personale ne derivano solo sanzioni amministrative. Sulla differenza di quantitativo di droga per ricadere nell’una o nell’altra ipotesi la giurisprudenza ha fornito spesso differenti e altalenanti pareri. In generale, chi viene trovato con un quantitativo minimo di droga, compatibile con un consumo personale, non subisce il procedimento penale. Il rinvenimento di un misurino di precisione, necessario per distribuire le varie dosi, può giustificare l’accusa di spaccio.

Altri criteri per sostenere la destinazione della sostanza a uso non esclusivamente personale sono:

  • la quantità della sostanza;
  • le modalità di presentazione della stessa (ad esempio, la divisione in varie dosi);
  • le circostanze dell’azione;
  • la presenza di un bilancino per pesare le dosi e distribuirle tra eventuali clienti.

Se non c’è una finalità imprenditoriale è lecito organizzare dei rave party nei luoghi pubblici. Accoglie il ricorso la Corte di Cassazione, nella sentenza 36228/2017, di un giovane condannato dal Tribunale di Pisa per aver organizzato un rave party nel 2016, insieme ad altre 8 persone, senza autorizzazione del questore.

Rave party e accesso abusivo nel fondo altrui

Se il rave party viene organizzato in un terreno privato, recintato da cancelli, muri, fossi, siepi vive, ecc. si configura il reato di «accesso abusivo nel fondo altrui» [2]. Stesso discorso se, invece di uno spazio aperto, si tratta di un capannone o, peggio, di una casa. Se hai letto l’articolo Occupare una casa altrui: quando non è reato, saprai infatti che la proprietà privata non va mai in prescrizione e il fatto che l’immobile sia abbandonato non giustifica l’accesso o l’occupazione da parte di altri.

Rave party rumorosi

Uno dei reati più contestati agli organizzatori di rave party è quello di disturbo della quiete pubblica. Il fatto che il raduno si svolga fuori città non toglie che alcuni dei proprietari limitrofi possano essere ugualmente disturbati. Questi potrebbero sporgere facilmente una denuncia e poche sarebbero le difese che potrebbero sostenere i colpevoli.

Danni alla proprietà e abbandono di rifiuti

L’accesso di centinaia di persone per più giorni può comportare la produzione e l’abbandono di rifiuti: comportamento che, nel caso di zone naturali, potrebbe essere contestato come reato.

Raccolta non autorizzata di rifiuti

È singolare il caso avvenuto nel 2014 quando, al termine di un rave party, gli organizzatori – rispettosi dell’ambiente – avevano raccolto tutti i rifiuti in sacchi di spazzatura. Poi i sacchi sono stati collocati su dei furgoni per essere asportati. Ai proprietari dei veicoli è stato contestato il reato ambientale di «Attività di gestione dei rifiuti non autorizzata».

note

[1] Cass. sent. n. 36228/17.

[2] Art. 637 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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