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Retribuzione: come funzionano gli scatti d’anzianità?

14 Febbraio 2017
Retribuzione: come funzionano gli scatti d’anzianità?

A chi spettano gli scatti di anzianità e i relativi aumenti in busta paga? Ogni quanto vanno corrisposti? 

Gli avanzamenti di carriera non sono sempre facili in un periodo di forte difficoltà per il mondo del lavoro. Tuttavia i lavoratori hanno diritto a degli aumenti in busta paga obbligatori, in relazione all’anzianità di servizio. Vediamo però cosa sono e a chi spettano gli scatti di anzianità.

Gli scatti di anzianità nei Cnnl

Gli scatti di anzianità rappresentano una voce retributiva delle buste paga, collegata al protrarsi delle attività lavorative nel tempo presso un unico datore. Si tratta di una premialità corrisposta al lavoratore in relazione alla permanenza in servizio, prevista dai contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl), che trova la sua ragion d’essere nella maggiore esperienza che il lavoratore ha assunto nel tempo rispetto ai neo assunti: si presume che chi da più tempo ricopre una posizione conosce meglio le procedure, le dinamiche, le modalità del proprio lavoro.

Ogni quanto scattano e a partire da quando?

Fermo restando che ciò che fa fede è il contratto di categoria, generalmente gli scatti di anzianità sono biennali o triennali. Il calcolo della maturazione parte dal primo giorno del mese successivo all’assunzione (dopo il biennio di lavoro). Se, ad esempio, sono stato assunto il 10 gennaio di quest’anno, avrò diritto al primo scatto di anzianità a partire dalla busta paga del 10 febbraio 2019.

A seconda dei contratti negli stessi si computano o meno i periodi di assenza del lavoratore.

Quanti scatti può avere un singolo lavoratore? Alcuni esempi

A seconda del tipo di Ccnl varia anche il numero massimo di scatti di anzianità. Ricordando anche in questo caso di analizzare il singolo contratto collettivo cui fa riferimento la propria posizione lavorativa, poniamo alcuni esempi nei contratti di maggiore frequenza.

Nel terziario, ad esempio, sono previsti scatti di anzianità ogni 3 anni per un massimo di 10 anni.

Nel settore secondario occorre fare alcune distinzioni: se nel tessile e nell’abbigliamento, per esempio, sono scatti biennali per un massimo di 4 anni, nel settore metalmeccanico si arriva a un massimo di 5. Si arriva invece ad un massimo di 6 nel settore del turismo, sempre con cadenza biennale

A quanto ammonta lo scatto di anzianità?

Anche l’importo dello scatto di anzianità viene definito dal singolo contratto, ma in linea generale si può dire che varia in maniera proporzionale alla propria qualifica o inquadramento. Può essere determinato in misura fissa oppure in base a una percentuale calcolata su determinati elementi retributivi individuati dai contratti collettivi.

Gli scatti di anzianità si applicano anche agli apprendisti?

Generalmente i contratti di apprendistato, anche probabilmente per la presunta temporaneità della posizione, non sono soggetti a scatti di anzianità.



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