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Si può violare una legge che nessuno rispetta?

24 agosto 2017


Si può violare una legge che nessuno rispetta?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 agosto 2017



Cosa sono l’abrogazione e la desuetudine. Se nessuno rispetta una norma, un articolo del codice o una legge, questa non si considera abrogata e le eventuali sanzioni sono ugualmente valide.

Che succede se nessuno rispetta la legge? Qualcuno potrebbe pensare che questa non sia più in vigore, dovendosi considerare abrogata. Così non poche volte, sotto la scusa del tradizionale «Lo fanno tutti», spesso si commettono illeciti come parcheggiare l’auto in divieto, sbattere i tappeti dal balcone facendo cadere la polvere di sotto, non dichiarare il contratto di affitto, gettare mozziconi di sigaretta dal terrazzo, scaricare un film o album musicali da internet, fingersi disoccupati per ottenere la Naspi quando invece si è assunti “in nero”. In tutti questi casi, il fatto che le autorità abbiano in passato chiuso un occhio più di una volta può far sembrare meno gravi condotte che, comunque, restano fuori legge. Ma che ne è della legge tutte le volte in cui questa non viene mai rispettata per molto tempo? Se, approfittando della latitanza o della tolleranza degli organi di controllo, una legge non viene più osservata da nessuno può considerarsi eliminata?

La risposta è negativa. Una norma scritta non può mai essere abrogata per mancato rispetto. Gli unici modi per eliminare una norma dall’ordinamento sono l’abrogazione (tacita, espressa o per referendum) o l’annullamento ad opera della Corte costituzionale. Ma vediamo più da vicino se una legge che nessuno rispetta è ancora in vigore.

 

La desuetudine

Il fenomeno dell’abrogazione di una legge per mancato rispetto da parte di tutta la collettività si chiama desuetudine. In Italia, la desuetudine non è contemplata dall’ordinamento come metodo per eliminare le norme e non renderle più vincolanti. Sicché una legge che nessuno rispetta è ancora in vigore. Ne consegue che, se la polizia non ha mai comminato una multa per una determinata condotta, che tutti i cittadini hanno da sempre posto in essere, quella eventualmente inflitta a un solo soggetto sarà ugualmente valida.

Come si cancella una legge

Come dicevamo gli unici modi per cancellare definitivamente una legge sono l’abrogazione e l’annullamento.

Abrogazione della legge

Di norma la legge non ha mai una “data di scadenza”; essa ha validità a tempo indeterminato, fino a quando non ne interviene un’altra che – in modo esplicito o implicito – la cancella. Questa cancellazione va sotto il nome di abrogazione. Solo di raro le norme nascono con una durata prefissata (è ad esempio il caso di qualche bonus fiscale che viene previsto limitatamente per uno o più anni).

L’abrogazione è dunque l’eliminazione di una legge attraverso l’approvazione di una norma successiva e, quindi, più attuale. Se non vi fosse questo meccanismo, si avrebbe in teoria un contrasto tra due norme, quella anteriore e quella successiva, regolando esse, in modo diverso, lo stesso oggetto. Per eliminare tali conflitti normativi si stabilisce dunque che la norma più recente prevale su quella più vecchia e quest’ultima perde automaticamente efficacia (cosiddetto «criterio cronologico»).

L’abrogazione può essere di tre tipi:

Abrogazione tacita

Si ha quando una norma più recente disciplina in modo diverso una materia già regolata da una precedente norma, senza però dire che la precedente è abrogata. È il semplice contrasto tra le due, sulla medesima materia, che fa ritenere la più antica come abrogata.

Abrogazione espressa

Si verifica quando una norma esplicitamente dichiara che devono considerarsi eliminato una o più norme precedenti. Attenzione però: l’abrogazione opera solo tra norme dello stesso “rango”; ad esempio una legge successiva non può cancellare la precedente costituzione.

Abrogazione per referendum

Si ha quando i cittadini vengono chiamati a decidere se vogliono o meno eliminare una certa legge o una parte di essa.

 

Annullamento della legge

Tutte le volte in cui una legge è contraria alla nostra Costituzione può essere impugnata davanti alla Corte Costituzionale, la quale la cancella dall’ordinamento dichiarandola in tutto o in parte «costituzionalmente illegittima». Infatti nessuna legge può porsi in contrasto con le norme della Costituzione.

Se una persona perde una causa per effetto di una legge che, successivamente alla sentenza, viene annullata:

  • qualora la sentenza non sia ancora divenuta definitiva, il giudice dovrà tenere conto della eliminazione della norma;
  • se la sentenza è divenuta ormai definitiva il processo non potrà essere riaperto.

Unica eccezione è prevista per il caso in cui la legge annullata abbia determinato una condanna penale. In tali casi ne cessano l’esecuzione e tutti gli effetti. La ragione di tale eccezione è facilmente intuibile: sarebbe ingiusto che qualcuno continui a scontare una pena per fatti che non costituiscono più reato.

note

Autore immagine: Pixabay.com

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