Ape rosa social, arriva un nuovo anticipo pensionistico

24 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 agosto 2017



Ape social con sconto di 3 anni di contributi per favorire l’uscita anticipata delle donne.

Ape sociale agevolata per le donne, con uno sconto pari a 2 o 3 anni di contributi, per valorizzare il lavoro di cura della famiglia svolto dalle donne. È questa una delle ultime proposte in campo previdenziale, volta a consentire alle lavoratrici l’uscita anticipata dall’impiego nonostante la discontinuità della carriera: non sono poche, difatti, le donne che, per sostituirsi ad un welfare assente, hanno assistito i propri familiari penalizzando la continuità lavorativa.

La proposta, che attualmente è stata portata all’attenzione del premier Paolo Gentiloni e del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, era stata rifiutata non molto tempo fa in quanto si pensava che le risorse economiche necessarie al nuovo anticipo pensionistico non fossero sufficienti: considerato, però, il numero di domande di Ape sociale presentate, inferiore a quello stimato, i margini per realizzare l’Ape social rosa ci sarebbero. La misura, tra l’altro, ha incontrato i favori delle parti sociali, ed in particolare del nuovo comitato Opzione donna social; più tiepida l’accoglienza del comitato per la proroga dell’Opzione donna al 2018, i cui membri preferirebbero un ampliamento della possibilità di richiedere l’opzione contributiva, ottenendo la pensione di anzianità a 57 o 58 anni.

Ma come funzionerebbe, nel dettaglio, l’Ape rosa social e chi sarebbero le beneficiarie?

Come funzionerà l’Ape rosa?

L’Ape rosa, o Ape rosa sociale, come l’Ape sociale sarà una prestazione a carico dello Stato, riconosciuta a chi possiede almeno 63 anni di età: gli anni di contributi necessari per accedere alla prestazione non saranno più, però, 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza, ma 27 o 33 anni (28 o 34 nel caso in cui lo sconto contributivo si limiti a 2 anni).

Il trattamento, in parallelo a quanto già stabilito per l’Ape sociale, spetterà fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia e sarà destinato ad alcune categorie di lavoratrici tutelate: disoccupate, invalide, caregivers (donne che assistono un familiare portatore di handicap grave) e addette a lavori faticosi e rischiosi.

L’Ape rosa sociale, nel dettaglio, come la cosiddetta Ape volontaria, sarà un anticipo pensionistico, cioè una prestazione erogata come un anticipo della pensione, che “accompagnerà” l’interessata dalla data di uscita dal lavoro (o, comunque, dalla data in cui si presenta la domanda per ottenere il trattamento), sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione . A differenza dell’Ape volontaria, o di mercato, però, la prestazione non costituirà un prestito bancario: l’Ape rosa social, difatti, come l’Ape social sarà erogata direttamente dallo Stato. Per questo motivo, non comporterà trattenute sulla futura pensione, in quanto l’interessata non dovrà restituire alcunché.

Chi saranno le beneficiarie dell’Ape rosa?

Le beneficiarie dell’Ape rosa saranno le stesse beneficiarie dell’Ape sociale. In particolare, si tratterebbe delle lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria Inps (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla Gestione separata, che avranno cessato l’attività lavorativa, purché non risultino titolari di pensione diretta.

Per quanto riguarda il requisito contributivo, le beneficiarie dell’Ape rosa sociale dovranno possedere almeno 27 anni di contributi se appartenenti a una delle seguenti categorie:

  • lavoratrici che risulteranno disoccupate a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché le appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape rosa, dovranno aver terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione;
  • lavoratrici che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104;
  • lavoratrici che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Saranno invece necessari 33 anni di contributi per un’ulteriore categoria beneficiaria dell’Ape rosa sociale, le addette ai lavori faticosi e pesanti: si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa. L’attività rischiosa o pesante, nel dettaglio, dovrà far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

A quanto ammonterà l’Ape rosa?

L’assegno mensile che spetterà alle beneficiarie dell’Ape sociale verrà determinato secondo il normale criterio di calcolo della pensione:

  • calcolo retributivo (basato cioè sulla media delle ultime retribuzioni) sino al 2011, poi contributivo (basato sui contributi accantonati), per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • calcolo retributivo (basato cioè sulla media delle ultime retribuzioni) sino al 1995, poi contributivo (basato sui contributi accantonati), per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995: in questo caso parliamo di calcolo misto.

L’importo dell’Ape rosa social non potrà comunque superare i 1.500 euro lordi mensili, come già avviene per l’Ape social.

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11 Commenti

  1. l’ape rosa social risolverà i problemi di alcune donne, lasciando escluse la maggio parte delle donne che non sono state licenziate, che hanno un lavoro faticoso o che hanno svolto o svolgono lavori di cura non certificati e che di anni di contributi ne hanno più di 35. una precisazione: le donne dei due movimenti pro proroga opzione donna non accolgono tiepidamente la proposta, ma sono perlopiù contrarie essendo proposta molto limitante e ad un’età che si discosta molto dai 57 anni di OD. Perchè non prorogare OD con i risparmi certificati nel contatore e lasciare la possibilità di scelta tra le due soluzioni?

  2. Sarei intetessata x l aperosa …vorrei informazioni al riguardo grazie.Ho 50 anni e 30 di contrbiti.Scarlatella Anna Maria..05/11/1966 grazieanna maria scarlatella @ 44.it.

  3. Buongiorno, ho 54 anni e 34 anni e 2 mesi di lavoro….nel settore pubblico sanita come impiegata amministrativa. Utilizzo la legge 104 per i permessi di cura per mia suocera, malata di Alzheimer. Io stessa ho un problema di salute che certo non viene rilevato con il 74 percento di invalidità…..in cosa posso sperare?

  4. Buongiorno, ho 54 anni e 34 anni e 2 mesi di lavoro….nel settore pubblico sanita come impiegata amministrativa. Utilizzo la legge 104 per i permessi di cura per mia suocera, malata di Alzheimer. Io stessa ho un problema di salute che certo non viene rilevato con il 74 percento di invalidità…..in cosa posso sperare?

  5. Buongiorno ho 57 anni sono del 04/11/1960 – e 38 anni di contributi e 2 figli cosa posso usufruire ? devo lavorare ancora quanto ? lavoro nel privato commercio
    Grazie

  6. ho 39 di contributi infermiere turnante.ho iniziato lavoro 17 anni ho 58 anni e ho 3 figli .sonno statale.quando vado in pensione grazie

  7. buongiorno, sono una insegnante di scuola primaria, ho 57 anni di et’, 35 verso i 36 di contributi, sono stata invalida al 100 per cento negli anni 2009/2010 e successivamente dal 2010 al 2015 al 75 per cento. Desidero sapere se potrò o quando andare in pensione.<grazie e buona giornata. Michela.

  8. Ho 34 anni di contributi e 58 di età, posso ritirarmi dal lavoro per poi aspettare la pensione al momento dovuto?

  9. Ho 59 anni e 35 anni e 7/8 mesi di contributi, sono un’insegnante di scuola primaria e non ho più la forza fisica di continuare a lavorare con i bambini di oggi. A casa ho anche 2 genitori anziani che cerco di accudire come meglio posso. Cosa è possibile fare? Quando potrei andare in pensione? Se ci fosse la possibilità di andare con l’opzione donna, non ci penserei 2 volte. Ringrazio e saluto.

  10. Ho 62 anni e 35 anni di contributi , sono lavoratrice pubblica ,madre con due figlie, quando potro’ andare in pensione ?

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