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Lo sai che? Quale assegno è più sicuro

Lo sai che? Pubblicato il 24 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 agosto 2017

Il circolare è il più sicuro tra gli assegni per una serie di caratteristiche, e soprattutto perché sostituisce, ad ogni effetto, il denaro contante.

Conoscere la differenza tra i due tipi di assegno esistenti, quello bancario e quello circolare, è importantissimo, perché si tratta di due documenti che attribuiscono il diritto a una somma di denaro in larga parte diversi tra loro.

In questo articolo vedremo quale assegno è il più sicuro, vale a dire quale assegno garantisce al suo prenditore di ricevere il pagamento, e analizzeremo tutte le differenze tra l’assegno bancario e quello circolare.

L’assegno bancario

L’assegno bancario  ha la funzione di consentire l’utilizzazione di somme disponibili su un conto corrente bancario per effettuare pagamenti a terzi, impedendo l’utilizzo materiale del denaro.

L’assegno viene redatto dal correntista su appositi moduli prestampati (il carnet di assegni) fornitigli dalla banca con la quale intrattiene il rapporto di conto corrente. Tali moduli devono recare la denominazione di assegno bancario, nonché l’ordine incondizionato alla banca indicata di pagare una somma determinata, espressa in lettere e in cifre, con l’ulteriore indicazione del luogo di pagamento, della data e del luogo di emissione dell’assegno stesso, e con la sottoscrizione di chi lo rilascia.

L’assegno bancario può circolare attraverso la cosiddetta girata, che è una dichiarazione scritta normalmente sul retro del titolo, con la quale si ordina alla banca di pagare a un soggetto diverso (si pensi al prenditore dell’assegno che vuole pagare direttamente, con lo stesso, un altro suo creditore).

Se pari o superiore all’importo di 1.000 euro, l’assegno reca la dicitura non trasferibile, e offre maggiore sicurezza, perché può essere pagato solo all’immediato prenditore, o accreditato sul suo conto (e a dire il vero, oggi le banche offrono carnet che recano già tale clausola).

L’assegno bancario è sempre pagabile a vista presso lo sportello della banca indicata nel titolo (entro otto giorni se la banca del creditore e quella del debitore si trovano nello stesso comune, se così non fosse entro quindici giorni dall’emissione), e può essere postdatato (ma l’eventuale postdatazione può creare alcuni problemi sul piano fiscale).  Qualora la banca si rifiuti di pagare al beneficiario dell’assegno incorrerà in responsabilità solo verso il correntista, in quanto è obbligata unicamente nei confronti di quest’ultimo.  Non mancano, tuttavia, strumenti legali o convenzionali che consentono, sia pur parzialmente, di tutelare l’aspettativa del portatore del pagamento dell’assegno.

Uno di questi è il visto, scritto sull’assegno e firmato dalla banca, che accerta l’esistenza dei fondi e ne impedisce il ritiro da parte del correntista prima della scadenza del termine di presentazione (ma ha scarsa diffusione, in quanto comporta il pagamento di un’imposta di bollo suppletiva). Più diffuso è invece il benefondi, che consiste nella conferma dell’esistenza dei fondi che una banca fa alla banca cui l’assegno è girato per l’incasso.

Qualora sul conto di chi rilascia l’assegno non vi siano somme sufficienti a pagarlo (se, quindi, l’assegno è scoperto), chi se ne accorge portandolo all’incasso può passare l’assegno stesso ad un notaio o ad un segretario comunale, che dichiarerà ufficialmente che il titolo non è stato pagato per mancanza di fondi (con quello che si chiama protesto). Il creditore potrà poi avviare la procedura esecutiva, ed effettuare un pignoramento nei confronti del debitore, previa notifica di un atto di precetto.

L’assegno circolare

L’assegno circolare è un mezzo di pagamento come l’assegno bancario, ma si differenzia da quest’ultimo perché è molto più sicuro: la sua emissione avviene infatti dietro versamento, da parte del richiedente, dell’importo corrispondente. In sostanza, è come se questo assegno sostituisse il denaro contante, perché chi lo riceve in pagamento può fare pieno affidamento sulla solvibilità della banca emittente (oltre a disporre di un titolo che può agevolmente negoziare, o riscuotere presso la banca che lo ha emesso).

Non c’è quindi il rischio che l’assegno circolare possa essere protestato

Possono procedere all’emissione di un assegno circolare solo le banche autorizzate dalla Banca d’Italia, e solo per somme disponibili al momento dell’emissione (a seguito di versamento in contanti, o con contestuale addebito sul conto corrente del richiedente).

L’assegno può essere pagato presso tutti i recapiti (come filiali o agenzie) della banca emittente, entro trenta giorni dall’emissione, e oltre a recare la denominazione di assegno circolare, la clausola di non trasferibilità, la promessa incondizionata di pagare a vista una data somma, la data e il luogo, nonché la sottoscrizione della banca emittente, e deve indicare il nome del prenditore.


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