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Agenzia Entrate: come e dove presentare successione

24 Agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Agosto 2017



La denuncia di successione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate del luogo di ultima residenza del defunto, nelle modalità appresso spiegate.

La morte di una persona comporta il passaggio dei suoi eredi nelle sue sostanze nelle sue passività, obbligandoli a porre in essere una serie di adempimenti, primi fra tutti quelli di natura fiscale. Uno degli adempimenti più importanti è la presentazione della dichiarazione (o denuncia) di successione all’Agenzia delle Entrate, per la stesura della quale si consiglia sempre di rivolgersi ad esperti in materia di fisco, come avvocati, ragionieri o commercialisti.

In questo articolo vedremo nel dettaglio come e dove presentare la denuncia di successione, chi può farlo e cosa comporta.

La denuncia di successione e le sue tempistiche

Innanzitutto, va chiarito che la dichiarazione di successione è un adempimento obbligatorio di carattere fiscale, da farsi all’Agenzia delle Entrate entro dodici mesi dalla data di apertura della successione (che coincide con la morte del soggetto).

La finalità di questa dichiarazione è quella di comunicare all’Agenzia suddetta che gli eredi sono subentrati nel patrimonio del defunto, e che di conseguenza bisogna determinare le imposte dovute con questo passaggio. Giova ricordare che il termine sopra indicato può avere una diversa decorrenza: quando i soggetti che vi sono tenuti cambiano dopo l’apertura della successione (ad esempio per la successiva scoperta di un testamento con nuovi eredi), infatti, i dodici mesi iniziano a decorrere dalla data in cui si verifica l’evento che determina la variazione. Anche quando l’erede accetta l’eredità con beneficio d’inventario (il che comporta la separazione tra il patrimonio dell’erede e quello del defunto) il termine dei dodici mesi inizia a decorrere dalla scadenza del termine stabilito per la formazione dell’inventario (o dalla sua chiusura); se però l’erede è minorenne, il termine decorre dal raggiungimento della maggiore età [1].

Come si fa la denuncia di successione?

La denuncia di successione si compila mediante un modello prestampato scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate (basta cliccare su Cosa devi fare e poi accedere alla sezione Dichiarazioni).

Alla dichiarazione, normalmente, si allegano:

  • dichiarazione sostitutiva del certificato di morte in esenzione da bollo; in caso di assenza o morte presunta, copia autentica della sentenza che le dichiarano;
  • dichiarazione sostitutiva dello stato di famiglia, in esenzione da bollo, del defunto, degli eredi, e dei legatari, in rapporto di parentela o affinità con il defunto, oppure i documenti di prova della parentela naturale;
  • copia dell’eventuale testamento o altro atto di ultima volontà che regola la successione con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che la stessa costituisce copia dell’originale;
  • copia dell’eventuale accordo per l’integrazione, in caso di lesione, dei diritti di legittima con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che la stessa costituisce copia dell’originale;
  • copia ultimo bilancio o inventario dell’azienda in successione (anche tramite successione di quote o azioni) con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che la stessa costituisce copia dell’originale;
  • copia pubblicazioni o prospetti redatti a norma di legge o regolamento da cui risulti il valore dei titoli o delle quote di partecipazione a fondi comuni di investimento cadute in successione;
  • copia dell’eventuale verbale di inventario dell’eredità (eventualmente fatto redigere per evitare la presunzione di appartenenza all’asse ereditario di denaro, gioielli e mobilia) con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che la stessa costituisce copia dell’originale;
  • certificato dei pubblici registri recante l’indicazione degli elementi di individuazione di navi e aeromobili;
  • copia di documenti di prova delle passività, degli oneri nonché delle riduzioni e detrazioni con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che la stessa costituisce copia dell’originale; questi documenti devono essere integrati su richiesta dell’ufficio;
  • eventuali certificati di sussistenza di credito;
  • prospetto di autoliquidazione delle imposte ipocatastali, di bollo e delle tasse ipotecarie e quietanza di versamento; eventuale modello richiesta agevolazione “prima casa”;
  • ogni eventuale altra documentazione relativa a bilanci od inventari, crediti inesigibili, registrazione di navi od aerei posseduti, fallimenti, spese mediche, imposte pagate all’estero.

Dove si presenta la dichiarazione di successione

L’Agenzia delle Entrate alla quale presentare la dichiarazione (di persona, telematicamente o tramite raccomandata a/r) è quella provinciale cui fa capo il luogo di ultima residenza del defunto. Se il defunto risiedeva all’estero, ma in precedenza aveva risieduto in Italia, la dichiarazione di successione deve essere presentata all’ufficio dell’Agenzia nella cui circoscrizione era stata fissata l’ultima residenza italiana. Se quest’ultima non è conosciuta, la dichiarazione va presentata presso la Direzione Provinciale II di Roma.

Chi può presentare la denuncia di successione?

Sono soggetti obbligati a presentare la dichiarazione di successione:

  • gli eredi (ossia coloro che hanno già accettato l’eredità loro devoluta per legge o per testamento), i chiamati all’eredità (che sono i successori identificati per legge [2] o per testamento che non hanno ancora accettato l’eredità) e i legatari (ovverosia coloro ai quali, con testamento, è stato attributo un singolo bene dal defunto, e che per legge non partecipano al resto dell’eredità, né rispondono dei debiti ereditari [3]);
  • i rappresentanti legali degli eredi o dei legatari (i genitori per il minore, il tutore per l’interdetto o per il minore sotto tutela);
  • gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta (che sono fenomeni assimilabili, a fini successori, alla morte della persona [4]);
  • i curatori delle eredità giacenti (che sono soggetti nominati dal tribunale anche d’ufficio per amministrare un’eredità in ordine alla quale sono stati individuati i chiamati, ma che non è stata ancora accettata [5]);
  • gli esecutori testamentari (che sono soggetti nominati dal defunto nel suo testamento, incaricati di curare la corretta esecuzione dello stesso [6]);
  • i trustee (il trust è un istituto di derivazione anglosassone, di fatto poco diffuso in Italia perché potrebbe celare intenti fraudolenti; il trustee, in particolare, è un soggetto temporaneamente immesso nella proprietà dei beni di un soggetto, con lo scopo di amministrarli per conto di un terzo beneficiario).

Se più persone sono obbligate a presentare la dichiarazione, è sufficiente presentarne una sola

Non c’è obbligo di dichiarazione se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto (figli e nipoti) e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a centomila euro, e non comprende beni immobili (come case e terreni) o altri diritti reali immobiliari (per esempio, un diritto di usufrutto su una villa che ecceda la vita del beneficiario), ma solo beni mobili (come quadri e gioielli). Queste condizioni, in ogni caso, possono venire a mancare per effetto di beni ereditari sopravvenuti.

Non è tenuto a presentare la dichiarazione di successione neppure chi ha rinunciato all’eredità (tuttavia, copia autentica della dichiarazione di rinuncia deve essere comunque trasmessa all’Agenzia delle Entrate competente mediante lettera raccomandata).

Quali conseguenze ha la presentazione della successione

Grazie alla denuncia di successione, l’Agenzia delle Entrate competente determina d’ufficio l’imposta di successione (che è l’imposta dovuta dai beneficiari di un acquisto a causa di morte, qualora nel compendio ereditario siano rinvenibili beni immobili come case o terreni, beni mobili come quadri e gioielli, o denaro). Chi presenta la dichiarazione deve comunque, prima di tutto, autoliquidare (eventualmente per il tramite del proprio commercialista o di altro professionista) e versare con il modello F23, in caso di immobili, le imposte ipocatastali, quella di bollo e le tasse ipotecarie. Ma l’importanza della presentazione di questa dichiarazione è riscontrabile anche con riferimento ad altri adempimenti: finché gli eredi non hanno presentato la dichiarazione, ad esempio, la banca è legittimata a non versare loro le somme depositate dal defunto sul proprio conto corrente, il quale pertanto resta bloccato.

La denuncia di successione, in ogni caso, non comporta accettazione tacita dell’eredità

note

[1] Art. 484 e ss. cod. civ.

[2] Art. 565 e ss. cod. civ.

[3] Art. 649 cod. civ.

[4] Artt. 49 e ss. e 58 e ss. cod. civ.

[5] Art. 528 e ss. cod. civ.

[6] Art. 700 e ss. cod. civ.

[7] Artt. 476-477 cod. civ.


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2 Commenti

  1. Buon pomeriggio.
    Vorrei sapere se le dichiarazioni sostitutive da allegare all’Agenzia delle Entrate per la successione (come la dichiaraz, sostitutiva dell’atto notorio, quella del certificato di morte, stato di famiglia, ecc), anche se esenti da bollo hanno bisogno della firma autenticata da un impiegato comunale, oppure quando si inviano è sufficiente allegare copia del documento di identità o inviare tutto tramite pec?

    Ho cercato a lungo su internet a riguardo, ma non sono riuscita a chiarire i miei dubbi.
    Ringrazio in anticipo per la risposta.

  2. Buon giorno,
    Mia madre, proprietaria di un immobile a Rimini, avendo avuto la residenza a Rimini fino a qualche anno fa, poi trasferita a Bergamo con residenza, dove è deceduta otto mesi fa nell’abitazione di mia sorella in provincia di Bergamo. Chiedo se posso richiedere la successione per via telematica all’agenzia delle entrate a Rimini

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