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Atti giudiziari: chi li consegna?

6 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 ottobre 2017



A consegnare la famosa busta verde è l’ufficiale giudiziario o il postino. Vediamo come può avvenire la notifica.

Busta verde è sinonimo di atto giudiziario (una citazione, un ricorso, un invito a rendere testimonianza) e, in genere, non fa mai piacere riceverne una. Chi consegna gli atti giudiziari? A bussare alla porta, di solito, è direttamente l’ufficiale giudiziario (in ipotesi di consegna a mani) oppure il postino (se la consegna è a mezzo posta).

Diversi modi di notifica a seconda delle circostanze concrete

Come si ricevono gli atti giudiziari?

  • Consegna a mani proprie

È la forma classica di consegna: direttamente nelle mani del destinatario. L’ufficiale giudiziario la compie presso la sua abitazione o, se ciò non è possibile, in qualsiasi luogo (come l’ufficio dove lavora) in cui riesce a trovare il destinatario stesso. Se quest’ultimo si rifiuta di ricevere l’atto, l’ufficiale giudiziario lo segnala nella relazione di notifica (un documento in cui segna tutte le sue attività) e la notifica si intende comunque compiuta a tutti gli effetti.

  • Consegna ad altra persona

Nel caso in cui la consegna a mani proprie non sia possibile (perché il destinatario è irreperibile), l’atto può essere consegnato nelle mani di una persona diversa: si tratta di una persona di famiglia o addetta alla casa (come la domestica) o all’ufficio (come la segretaria) a patto che abbia almeno 14 anni e non sia palesemente incapace. Se nessuna di queste persone si trova, potrà ricevere l’atto il portiere e, se anche il portiere manca, un vicino di casa.

  • Irreperibilità del destinatario

Se il destinatario è irreperibile e le persone indicate al punto precedente non sono capaci di ricevere l’atto (si pensi a un infermo di mente) o si rifiutano, l’ufficiale giudiziario procede nel seguente modo:

  1. deposita copia dell’atto da notificare nel Comune in cui la notifica deve essere eseguita;
  2. affigge un avviso dell’avvenuto deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda del destinatario;
  3. spedisce una raccomandata a/r, comunicando al destinatario di aver effettuato la notifica nel modo esposto e questa si considera avvenuta nel momento in cui si riceve la raccomandata.
  • Consegna al domicilitario

Se il destinatario ha eletto domicilio presso una persona o un ufficio, la consegna fatta in questo luogo equivale a quella in mani proprie. Ad esempio, immaginiamo che una persona abbia dichiarato di voler ricevere gli atti presso il suo avvocato.

  • Notifica per pubblici proclami

Si ricorre a questo tipo di notifica quando farla nei modi ordinari è molto difficile perché i destinatari sono tanti ed è complicato identificarli tutti. Copia dell’atto è depositata nel Comune del luogo in cui ha sede l’ufficio giudiziario davanti al quale si promuove o si svolge il processo e un estratto di esso è inserito nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nel foglio degli annunci legali delle province dove risiedono i destinatari o si presume che risieda la maggior parte di essi. La notificazione si considera avvenuta quando l’ufficiale giudiziario deposita una copia dell’atto, con la relazione e i documenti giustificativi dell’attività svolta, nella cancelleria del giudice davanti al quale si procede.

  • Notifica a mezzo posta

Se la notifica deve essere eseguita nell’ambito del Comune in cui ha sede l’ufficio notifiche, l’ufficiale giudiziario può avvalersi del servizio postale (a meno che il giudice o la parte rispettivamente disponga o richieda che la notifica sia effettuata personalmente), inviando una raccomandata a/r. Se, però, la notifica deve essere eseguita fuori dal Comune, l’ufficiale giudiziario è obbligato ad avvalersi del servizio postale (a meno che la parte richieda che la notifica sia effettuata di persona). In tal caso, l’atto giudiziario sarà consegnato dal postino. La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante (ad esempio per l’avvocato), al momento della consegna del plico all’ufficiale giudiziario e, per il destinatario, dal momento in cui lo stesso ha la legale conoscenza dell’atto.

In caso di avviso di giacenza è meglio ritirare l’atto quanto prima

Atti giudiziari: che fare se non c’è nessuno in casa?

Se all’atto della consegna a casa non c’è nessuno, l’ufficiale giudiziario o il postino lasciano nella cassetta delle lettere un avviso di giacenza, al quale segue una lettera raccomandata che informa il destinatario che si è tentato di consegnare un atto giudiziario. Se sulla cartolina di avviso sono riportati il codice 76, il codice 77, il codice 78 o il codice 79 l’alternativa all’atto giudiziario è solo la multa.

Conviene ritirare l’atto il prima possibile dato che la notifica si considera perfezionata per il destinatario (e l’atto si considera di conseguenza conosciuto) una volta che siano trascorsi dieci giorni dall’invio della raccomandata contenente l’avviso del tentativo di consegna e della giacenza. Trascorsi 180 giorni l’atto viene restituito al mittente e non può più essere ritirato.

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