HOME Articoli

Lo sai che? Prestazioni occasionali: devo pagare anche Inps e Inail?

Lo sai che? Pubblicato il 16 settembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 16 settembre 2017

L’Ispettorato del lavoro ha trovato 3 lavoratori regolarmente pagati per prestazioni occasionali. Ora tutto è in mano a Equitalia per la riscossione. Se ho pagato le ritenute d’acconto e se devo pagare anche Inps ed Inail, non c’é una doppia imposizione?

Per rispondere al quesito posto è necessario esaminare la normativa vigente in materia di lavoro e gli obblighi gravanti sul datore di lavoro.

Al momento della costituzione di un rapporto di lavoro, il datore di lavoro deve inviare copia del contratto di lavoro al Centro per l’impiego competente per territorio e ciò al fine di scongiurare il pericolo del lavoro nero. Secondo la normativa vigente il datore di lavoro deve comunicare l’avvio del rapporto di lavoro ai seguenti soggetti:

  • i Centri per l’impiego di competenza rispetto alla sede di lavoro;
  • i Servizi regionali;
  • le singole Direzioni provinciali del lavoro, le Direzioni regionali del lavoro e il ministero del Lavoro nel suo complesso;
  • gli Enti previdenziali e gli Uffici territoriali di governo.

La comunicazione ora segnalata ha natura obbligatoria e viene effettuata telematicamente: il che presenta il vantaggio di non dover effettuare una comunicazione per ciascun ente indicato nell’elenco, ma la possibilità di compilare un unico modello in formato elettronico che verrà poi inviato contemporaneamente a tutti i destinatari. Il sistema informatico che consente di procedere alle comunicazioni telematiche richiede, tuttavia, la previa iscrizione da parte dell’utente. I soggetti sottoposti all’obbligo di comunicazione sono:

  • i datori di lavoro privati, esclusi i datori di lavoro domestici e gli armatori;
  • le agenzie di somministrazione;
  • gli enti pubblici economici;
  • le pubbliche amministrazioni.

I soggetti su indicati possono procedere alla comunicazione obbligatoria personalmente o tramite un soggetto abilitato. Sono soggetti abilitati:

  • consulenti del lavoro;
  • avvocati e procuratori legali;
  • dottori commercialisti;
  • ragionieri;
  • periti commerciali;
  • associazioni di categoria;
  • associazioni di categoria dei datori di lavoro agricoli;
  • soggetti autorizzati all’attività di intermediazione;
  • promotori di tirocini consorzi e gruppi di imprese;
  • servizi competenti che inseriscono d’ufficio la comunicazione;
  • periti agrari e agrotecnici.

I contratti per i quali è previsto l’obbligo della comunicazione obbligatoria sono:

  1. i rapporti di lavoro subordinato;
  2. il socio lavoratore di cooperativa, sia in caso di rapporto subordinato sia di collaborazione coordinata e continuativa;
  3. le collaborazioni coordinate e continuative nelle pubbliche amministrazioni;
  4. il contratto a progetto;
  5. le collaborazioni occasionali (mini co.co.);
  6. la prestazione sportiva svolta in forma di collaborazione coordinata continuativa;
  7. l’associazione in partecipazione con apporto, anche non esclusivo, di lavoro (con esclusione dei lavoratori già iscritti ad albi professionali);
  8. le prestazioni rientranti nel settore dello spettacolo;
  9. il contratto di agenzia e di rappresentanza commerciale (esclusi gli agenti e i rappresentanti di commercio costituiti in società o che si avvalgono di una autonoma struttura imprenditoriale);
  10. i tirocini di formazione ed orientamento;
  11. i lavori socialmente utili;
  12. le borse lavoro;
  13. le borse post-dottorato di ricerca.

Tanto premesso quanto alla disciplina generale sugli obblighi di comunicazione gravanti sul datore di lavoro, è ora possibile rispondere al quesito. A tal fine è necessario fare chiarezza in materia di prestazione occasionale tra collaboratore occasionale e lavoro autonomo occasionale.

Il collaboratore occasionale è colui che esegue prestazioni occasionali di durata complessiva non superiore a 30 giorni nel corso dell’anno solare ovvero, nell’ambito dei servizi di cura ed assistenza alla persona, rapporti di durata non superiore a 240 ore, con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo anno solare sia superiore a 5 mila euro. Le prestazioni occasionali di questo tipo (nonostante non integrino rapporto di lavoro subordinato) sotto il profilo giuridico, e quindi anche previdenziale, sono considerate delle collaborazioni coordinate e continuative, di cui conservano i requisiti tipici. Per tale ragione esse si iscrivono alla cosiddetta Gestione separata indipendentemente dalla durata e dall’importo retribuito. Diversamente, i lavoratori autonomi occasionali (per lo più liberi professionisti) sono coloro che prestano lavoro occasionale a committenti diversi e conseguono un reddito imponibile non superiore a 5.000 euro nell’anno solare. Questi ultimi saranno obbligati ad iscriversi alla Gestione separata soltanto nel caso di superamento del limite di reddito appena indicato e saranno tenuti a rispondere degli obblighi fiscali solo per la misura eccedente il tetto massimo richiamato.

In conclusione, si può qualificare i rapporti di lavoro avviati dal lettore come collaborazioni occasionali come tali soggetti agli obblighi contributivi verso l’inps.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Giovanna Pangallo


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI