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Prodotti cinesi: sono davvero tossici?

30 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 settembre 2017



Il made in China è sempre più diffuso. Ma è meglio non fidarsi: sostanze tossiche e nocive vendute per pochi euro non sono l’ideale per tutelare la nostra salute.  

Si trovano ormai dappertutto, per tutti i gusti e di tutte le qualità, a prezzi bassi e di qualunque tipo. Dalle pelletterie all’oggettistica, dai giocattoli ai cosmetici, dall’elettronica al tessile, il made in China ha letteralmente invaso il mercato. Peccato che, nella maggior parte dei casi, dietro si nasconda una realtà di sfruttamento e di sostanze pericolose per la salute. Cerchiamo di capire se i prodotti cinesi sono davvero tossici e se conviene evitare di usarli. Ne scopriremo delle belle.

Le importazioni cinesi sfidano regole e controlli e spopolano sul mercato

Prodotti cinesi: le regole europee

Le leggi europee sono molto rigide circa l’uso di sostanze chimiche sul territorio e nei beni di consumo. Tutti gli aspetti della questione sono stati disciplinati nel 2007 nella normativa “Reach”, mentre dei controlli sui prodotti potenzialmente pericolosi per i consumatori (ad eccezione di cibo, prodotti farmaceutici ed apparecchiature mediche) si occupa il Rapex (Rapid Alert System for non-food consumer products) che, attraverso un canale specializzato, detto Rapex-China, sorveglia esclusivamente i prodotti cinesi d’importazione.

Prodotti cinesi: regole e controlli italiani

Per quanto riguarda l’Italia, a occuparsi dei controlli sono le autorità doganali per i prodotti in entrata nel nostro Paese, i Nuclei AntiSofisticazioni dell’Arma dei Carabinieri (Nas) e le autorità sanitarie. Ma il vero problema è che ci sono realtà che riescono a sfuggire alla rete di vigilanza, come gli ambulanti.

Prodotti cinesi: quando non sono a norma?

Nella maggior parte dei casi, i prodotti cinesi non presentano le diciture in italiano in etichetta, obbligatorie per legge, o sono contraffatti.

  • Prodotti per l’igiene, la cura della persona e la casa

La cosmetica è il settore più a rischio: dentifrici, shampoo, saponi, creme, lozioni e tinture per i capelli non sono, spesso, quello che sembrano dalla bottiglietta o dal tubo, identici – magari – agli originali. In molti casi, le sostanze usate sono scadenti e presenti in diversa proporzione rispetto a quanto riportato in etichettatura. Per non parlare, poi, di quelle tossiche, veri e propri veleni per l’uomo. Un esempio? Le nitrosammine sono la morte del fegato e possono provocare il cancro. Sono diffuse soprattutto negli shampoo. Ma ad aver fatto scandalo sono i dentifrici cinesi, a base di dietilenglicole, un potente antigelo che conferisce al prodotto una consistenza gradevole, simile a quello della glicerina. Dato, però, che quest’ultima costa troppo, si è pensato bene di sostituirla con una sostanza tossica.

Per non parlare delle candeline cinesi, profumate e gradevoli ma a base di additivi al piombo, paraffine di scarsa qualità con rilevanti concentrazioni di zolfo, formaldeide e benzene, in grado di essere liberate dalla combustione.

Dalle pelletterie all’oggettistica, dai giocattoli ai cosmetici, dall’elettronica al tessile, il made in China ha letteralmente invaso il mercato

  • Medicinali

Soprattutto su internet, farmaci e integratori fanno gola. A prezzi bassissimi, soddisfano qualunque esigenza e se ne trovano per ogni problema. Peccato, però, che le varianti cinesi del Viagra, prodotti dimagranti di vario genere (vere e proprie sostanze dopanti) sono contraffatti e il rischio di truffa è dietro l’angolo: le etichette quasi mai sono veritiere o, spesso, il principio attivo è completamente assente, sostituito da zuccheri e eccipienti. E non occorre una grande intuizione per capire quello che rischia, ad esempio, un diabetico. In alcuni prodotti per la cura della pelle sono stati trovati addirittura  corticosteroidi, sostanze pericolosissime che dovrebbero essere presenti esclusivamente nei medicinali autorizzati dal ministero della Salute. Prodotti del genere sono realizzati clandestinamente o frutto di contrabbando. E non occorre comprarli personalmente. Centri estetici e saloni di bellezza a gestione cinese abbondano nelle città e, all’interno, non solo si trovano questi veleni ma anche apparecchiature elettriche o medicali non autorizzate dall’Unione Europea in quanto non conformi alle normative di sicurezza.

  • Giocattoli

Sapete cosa sono gli ftalati? Sono delle sostanze chimiche in grado di ammorbidire la plastica, rendendo morbidi e flessibili prodotti destinati ai bambini come i giocattoli. Si tratta di sostanze molto pericolose dal momento che studi scientifici hanno dimostrato la loro dannosità per fegato e reni, con problemi anche a carico dell’apparato riproduttivo. Stesso discorso per i cosiddetti ritardanti di fiamma presenti non solo nei giocattoli ma anche in nell’oggettistica in genere. La loro funzione è quella di evitare la combustione accidentale. Dei “salvavita” in teoria, in pratica provocano alterazioni al sistema nervoso, sulla crescita e sullo sviluppo. Il problema è che sostanze del genere vengono usate anche per la produzione dei biberon.

 

  • Elettrodomestici

Una sola regole per gli elettrodomestici cinesi: starne alla larga. Quasi mai conformi alle norme di sicurezza, si caratterizzano per difetti di progettazione e costruzione. Non sono pochi i casi di scaldaletto che hanno preso fuoco. Pericolosissime anche le minimoto, in grado di raggiungere i 50 kilometri orari ma senza alcuna garanzia di sicurezza. Non mancano i thermos contenenti amianto, adattatori di corrente, puntatori laser vietati dalla legge perché troppo forti (“Classe 3”), lampadine a rischio di scossa, stufette elettriche a rischio cortocircuito.

Allergie, dermatiti, intossicazioni: è quello che si rischia usando prodotti made in China

  • Abbigliamento e bigiotteria

L’abbigliamento cinese spopola. Tarocchi clamorosi a base di coloranti che, a contatto con la pelle, possono provocare allergie e dermatiti. Da evitare soprattutto i capi di colore nero dove la concentrazione è maggiore. I coloranti azoici sono vietati in Europa ma non si riesce a bloccare il fenomeno. Nella bigiotteria le concentrazioni di nickel sono altissime e le persone allergiche rischiano danni seri.

Prodotti cinesi: come difendersi?

La migliore arma contro i prodotti cinesi è il buonsenso. Se è vero che i prezzi fanno gola, è vero anche che se sono così bassi un motivo ci sarà. Mai fidarsi di etichette incomplete o redatte in altre lingue, anche perché la legge prevede che l’etichetta deve obbligatoriamente contenere informazioni in italiano e la composizione del prodotto. Inutile dire che vanno evitati farmaci e integratori cinesi e giocattoli che compromettono la salute dei nostri figli. Mai comprare sulle bancarelle per strada e controllare sempre  l’etichetta, cercando i marchi di qualità anche se, purtroppo, questi sono facilmente contraffatti: “Ce” (approvazione europea), “Iqm” (indicazione di qualità del prodotto) e il marchio specifico “Giocattoli Sicuri” (attribuito dall’Istituto italiano sicurezza giocattoli). Attenzione al carattere con cui si presenta la scritta “CE”: quella “originale” ha le lettere arrotondate e non va confusa con un’altra “CE” talvolta presente su prodotti di importazione cinese, e che sta per “China Export”. Se proprio si vuole acquistare prodotti cinesi sempre meglio farlo in farmacie, profumerie, negozi specializzati e supermercati, più sicuri e controllati e che, se anche più costosi, danno più garanzie di qualità.


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