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Se cambio la serratura a mio marito è reato?

6 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 ottobre 2017



Cambiare la serratura della casa coniugale all’odiato marito non è consentito: i motivi. 

È risaputo che i rapporti matrimoniali possono diventare alquanto tumultuosi. Abbiamo visto in alcune pubblicazioni precedenti (ad esempio, se la moglie ritira la denuncia non è reato) che certi comportamenti adottati in famiglia, quando viene meno l’affetto coniugale, possono determinare una responsabilità anche di carattere penale. Nell’immaginario comune saltano alla mente le ingiurie (attualmente depenalizzate e costituenti soltanto un illecito civile), le percosse (ad esempio gli strattoni), le minacce, le lesioni e i maltrattamenti in generale.

Ma una condotta penalmente rilevante può anche essere costituita da un comportamento particolare: magari la moglie ha scoperto che il marito la tradisce ed approfittando della sua temporanea assenza (ad esempio, per motivi di lavoro, il marito si allontana da casa per alcuni giorni) cambia la serratura alla casa coniugale. “Così ti freghi” penserà la moglie soddisfatta, ma in realtà ella ha violato legge. Quale norma è stata infranta e quali sono le conseguenze di un gesto tanto impulsivo quanto non privo di conseguenze? Scopriamolo insieme con questo articolo.

Che cos’è la violenza privata?

Commette il reato di violenza privata colui o colei che…con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa…Il colpevole…. è punito con la reclusione fino a quattro anni[1]. Il bene protetto dalla norma appena citata è quello della libertà psichica della vittima. Questa viene condizionata negativamente da un comportamento contrario del soggetto responsabile (sostanzialmente un’azione), che ne impedisce la libera determinazione.

Si tratta di un reato procedibile d’ufficio, cioè indipendentemente dalla denuncia della persona offesa, ovviamente, però, fondamentale per la conoscibilità dei fatti penalmente rilevanti e per consentire alle autorità competenti di perseguirli.

Se cambio la serratura a mio marito è reato?

La risposta a questa lecita domanda non può che dipendere dall’interpretazione che la giurisprudenza dà alla norma precedentemente citata. Ebbene, secondo la Suprema Corte di Cassazione, è applicabile la fattispecie in esame (cioè il reato di violenza privata) anche nell’ipotesi del cambio della serratura ai danni di un soggetto convivente che, pertanto, con tale condotta viene di fatto escluso dalla possibilità di accedere al luogo di residenza, altrimenti e sino a quel momento accessibile. In particolare la Suprema Corte [2] afferma che la violenza caratterizzante il reato in esame può realizzarsi mediante ….qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e di azione, potendo consistere anche in una violenza “impropria”, che si attua attraverso l’uso di mezzi anomali diretti ad esercitare pressioni sulla volontà altrui, impedendone la libera determinazione…(tra questi mezzi anomali, appunto, anche il cambio di serratura, nel caso specifico esaminato dalla Corte, realizzato dal coniuge a scapito dell’altro).

Nell’ottica appena descritta il cosiddetto cambio di serratura è stato ritenuto rilevante ai fini penalistici, anche a proposito di un vano caldaia e conseguentemente alla mancata consegna delle chiavi al condomino che ne aveva titolo di accesso [3]. Evidentemente, quindi, il comportamento in contestazione va a turbare uno stato di possesso sulla cosa (anche se non è un’abitazione), debitamente tutelato dalla legge e nel caso del cambio di serratura, indebitamente ostacolato.

Ritornando al caso del coniuge “sfrattato”, affinché il cambio di serratura sia lecito, è necessario che il Tribunale abbia autorizzato la separazione, affidando la casa coniugale all’altro coniuge. Solo dopo tale momento, la moglie potrà sostituire le chiavi senza incorrere in alcuna responsabilità.

note

[1] Art. 610 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 25626/2016.

[3] Cass. sent. n. 11907/2010.


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