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Lo sai che? Conguaglio luce salato: come contestarlo

Lo sai che? Pubblicato il 8 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 ottobre 2017

Conciliazione, raccomandata, causa in Tribunale: i passi da fare quando arriva una bolletta pazza della luce. Evitando che ci taglino la corrente.

Se il conguaglio della luce in bolletta è così salato da renderti «elettrico», prendila con calma e ragiona, chiedendoti se il calcolo è stato fatto come si deve e, in caso contrario, informandoti su come contestarlo. Ti diamo una mano e ti spieghiamo come viene calcolata la bolletta dell’energia elettrica e, in caso di conguaglio della luce salato, come contestarlo.

 

Come si calcola il costo della bolletta della luce

Il contratto di fornitura dell’energia elettrica (come quelli del gas o dell’acqua) prevede il cosiddetto «consumo stimato», cioè un calcolo sulla base dei consumi rilevati automaticamente dal fornitore prendendo come riferimento i consumi effettuati nei mesi precedenti.

Questo avviene quando non è stata fatta la lettura del contatore né da parte del fornitore di energia elettrica né dal consumatore, che può effettuare l’autolettura e comunicarla al gestore.

Il gestore deve comunicare ai propri clienti come calcola i consumi presunti. I clienti devono cioè essere messi in grado di capire con quali criteri vengono stimati i loro consumi.

Il consumo stimato, dunque, non rappresenta una certezza del consumo effettivo. Ecco che si arriva, così, al conguaglio della luce: il fornitore effettuerà almeno una lettura del contatore ogni anno (è obbligato per legge) e calcolerà la differenza tra quello che è stato fatturato e quello che, effettivamente, è stato consumato.

 

L’obbligo della lettura del contatore una volta all’anno

Come abbiamo appena anticipato, la società che fornisce l’energia elettrica deve effettuare la lettura del contatore almeno una volta all’anno per calcolare il conguaglio della luce. Lo farà inviando un proprio delegato al domicilio dell’utente.

Se la lettura non viene fatta almeno una volta all’anno e arriva un conguaglio della luce salato, come contestarlo? Si può chiedere al giudice di annullarla.

 

Come contestare il conguaglio luce salato

Se arriva una bolletta pazza con un conguaglio della luce salato e la si vuole contestare, la prima cosa da fare è inviare una diffida scritta con raccomandata a/r. Carta canta, come si suol dire: ecco perché è meglio scrivere che telefonare ad un call center.

Nella raccomandata bisogna indicare i dati dell’utenza (si trovano anche sulla bolletta), le ragioni del reclamo e l’importo che si intende contestare.

Il fornitore è tenuto a dare una risposta entro 40 giorni dalla data in cui ha ricevuto la raccomandata. Se il reclamo sarà accolto, verranno restituiti entro 90 giorni i soldi pagati in più tramite accredito sulla bolletta della luce, bonifico bancario o assegno circolare. Oltre il 90mo giorno, il fornitore sarà obbligato a pagare un’indennità da 20 a 60 euro a seconda dei giorni di ritardo:

  • 20 euro se il rimborso viene fatto tra il 90° e il 180° giorno;
  • 40 euro se avviene entro il 270°giorno;
  • 60 euro se invece si va oltre i 270 giorni.

Se, invece, il fornitore di energia nemmeno risponde al reclamo inviato per raccomandata, c’è la possibilità di fare una segnalazione all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (l’Aeeg), presso lo Sportello per il consumatore di energia, con sede a Roma.

Ecco i contatti dello sportello:

  • numero verde: 800.166.654;
  • numero a pagamento: 199.419.654;
  • fax numero verde: 800.166.654;
  • e-mail: reclami.sportello@acquirenteunico.it.

Attenzione, però: l’Autorità potrà sanzionare l’operatore scorretto ma non imporgli di restituire i soldi al consumatore.

Ci sono, tuttavia, altre due strade. La prima, quella della conciliazione (tramite, ad esempio, un’associazione di consumatori) per trovare un accordo tra le parti. Se l’accordo non fosse raggiunto, resta la via legale, cioè la denuncia in Tribunale. Le controversie fino a 2.500 euro finiscono sul tavolo del Giudice di pace, il quale potrà condannare il gestore al pagamento di tutte le spese sostenute dal consumatore e ad un risarcimento per il disagio materiale e psicologico subìto.

Per bollette inferiori a 1.100 euro il consumatore non deve farsi assistere necessariamente da un avvocato.

Il termine di prescrizione della bolletta della luce è di 5 anni.

Se contesto il conguaglio luce salato mi tagliano la corrente?

Nel caso in cui arrivi una bolletta con un conguaglio luce salato, conviene sempre evitare l’interruzione della fornitura di energia elettrica. A questo proposito, è necessario pagare entro la scadenza fissata nella bolletta della luce l’importo che si ritiene dovuto (non quello che viene chiesto ma quello che corrisponde ai calcoli fatti relativi al consumo) compreso di Iva e darne comunicazione all’operatore. Se il fornitore taglia la corrente perché pretende che venga versato l’intero importo richiesto, è possibile chiedere all’autorità giudiziaria un provvedimento cautelare di urgenza [1] per riavere l’erogazione di energia elettrica.

note

[1] Art. 700 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. Grazie del suggerimento ma sono tutte balle. Acea spa se chiedi la PEC ti dicono che loro non la possiedono (!) poi la trovi su internet scrivi e non ti rispondono. Fai una A/R contesti il tutto e non ti rispondono. Continuano a staccarti la corrente poi ti obbligano ad andare a via Ostiense (Roma) dopo mezza giornata di litigate te la riattaccano. Dopo due anni apri il negozio e ti ritrovi senza corrente (solo 0,5Kw su 4,5) rivai a via Ostiense contesti e te la riattaccano. passano un po di mesi e te la ristaccano vai a via Ostiense altra mezza giornata e testardi non la riattaccano. Procediamo per via Adusbef.. niente non riattaccano. Ancora a via Ostiense altra mezza giornata mega discussione … niente. Decidiamo anzi decido di scrivere una “letteraccia” in A/R, il giorno dopo ci riattaccano la corrente. In pratica hanno fatto un contratto nominativo a persona fisica quando invece è Data Radio snc, abbiamo richiesto più volte copia del contratto che secondo loro abbiamo firmato quando invece lo stiamo aspettando dal 2011. Dopo un anno una bolletta iniziale di 1.500 euro circa compresi i conguagli. Poi dopo tre anni ci arriva un altro conguaglio di altri tre anni, altri 1500 euro che contestiamo per vizio del contratto e perchè non ci è più possibile a risalire ai consumi regressi e poi a conti fatti li abbiamo già pagati nella precedente rateizzazione. Tutto ciò per dirvi che dopo 6 anni esatti siamo ancora con l’angoscia che la mattina apriamo il negozio e non abbiamo la corrente, senza contare che le bollette elettriche non le possiamo scaricare dalle tasse perchè abbiamo paura che in caso di contestazione ci staccano la corrente come hanno sempre fatto. cordiali saluti. marco de leonibus

  2. Dimenticavo: Acea SPA non ha mai risposto alle nostre A/R e nonostante abbiamo protocollato le nostre contestazioni e sistemazione del contratto in essere a noi sconosciuto, ad oggi niente è cambiato. Loro hanno gli “interruttori remoti” possono staccare quando vogliono e abbiamo paura a contestare. Oggi la corrente l’abbiamo, domani non si sa. Grazie per l’attenzione

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