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Senza la firma del responsabile, la cartella Equitalia è nulla

31 ottobre 2012


Senza la firma del responsabile, la cartella Equitalia è nulla

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 ottobre 2012



Tutte le cartelle esattoriali, emesse dopo il 2000, che siano senza la firma del responsabile del procedimento (anche dette “cartelle mute”) sono nulle.

Sono nulle tutte le cartelle Equitalia prive della firma del responsabile del procedimento di riscossione.

L’orientamento è ormai sposato sia dalla Cassazione [1] che da diverse Commissioni Tributarie e dalla stessa Corte Costituzionale [3]. Al coro si è aggiunto, da ultimo, il Giudice di Pace di Lecce [4], secondo il quale l’obbligo della firma del responsabile è imposto dallo Statuto del Contribuente [5] entrato appunto in vigore dall’anno 2000. Ed è quindi da tale data che le cartelle che non presentino tale elemento formale sono tutte impugnabili.

L’indicazione del responsabile è infatti indispensabile per assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa, la piena informazione del cittadino (per una eventuale azione nei confronti del Responsabile del procedimento) e, conseguentemente, il diritto alla difesa.

note

[1] Cass. sent. n. 10805 del 05.05.2010. La Suprema Corte, tuttavia, fa risalire la data dalla quale opera la nullità al 2008. In particolare la Cassazione motiva il proprio orientamento sulla scorta della violazione dell’art. 36, comma 4-ter, del d.l. 248/2007, come convertito dalla legge 31/2008 che, oltre a prevedere, in ordine alla cartella di pagamento, a pena di nullità, l’indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notificazione della stessa cartella, fissa la decorrenza di tale disciplina dal 1° giugno 2008.

[2] Comm. Trib. Regionale Veneto, sez. VIII sent. n. 56 del 08.11.2006; Comm. Trib. Prov. Padova, sez. I, sent. n. 253 del 22.11.2006; Comm. Trib. Prov. Padova, sez. II, sent. n. 25 del 22.03.2002. Queste ultime, a differenza della Cassazione, facendo riferimento a un diverso dato normativo (violazione dell’art. 7 della legge 212/2000 – Statuto del contribuente), fanno risalire la data dalla quale opera la nullità al 2000. L’art. 7 infatti stabilisce: “1. Gli atti dell’amministrazione finanziaria sono motivati secondo quanto prescritto dall’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente la motivazione dei provvedimenti amministrativi, indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione. Se nella motivazione si fa riferimento ad un altro atto, questo deve essere allegato all’atto che lo richiama.

2. Gli atti dell’amministrazione finanziaria e dei concessionari della riscossione devono tassativamente indicare: a) l’ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all’atto notificato o comunicato e il responsabile del procedimento; b) l’organo o l’autorità amministrativa presso i quali è possibile promuovere un riesame anche nel merito dell’atto in sede di autotutela; c) le modalità, il termine, l’organo giurisdizionale o l’autorità amministrativa cui e’ possibile ricorrere in caso di atti impugnabili.

3. Sul titolo esecutivo va riportato il riferimento all’eventuale precedente atto di accertamento ovvero, in mancanza, la motivazione della pretesa tributaria.

4. La natura tributaria dell’atto non preclude il ricorso agli organi di giustizia amministrativa, quando ne ricorrano i presupposti”.

[3] Corte Cost. ord. n. 377 del 09.11.2007.

[4] G.d.P. Lecce, sent. n. 3339/2012.

[5] Art. 7, Statuto del Contribuente. Cfr. nota n. 2.

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2 Commenti

  1. La questione è stata definitivamente superata nel 2009, quando il legislatore con l’art. 15 comma 7 del D.L. 78/09 espressamente ha disposto: “La firma autografa prevista sugli atti di liquidazione, accertamento e riscossione dalle norme che disciplinano le entrate tributarie erariali amministrate dalle Agenzie fiscali e dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato può essere sostituita dall’indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile dell’adozione dell’atto in tutti i casi in cui gli atti medesimi siano prodotti da sistemi informativi automatizzati.”
    Non c’è alcun dubbio, pertanto, che per gli atti emanati successivamente all’entrata in vigore del D.L. appena citato, la sottoscrizione è sostituita dall’indicazione del responsabile del procedimento.

  2. il titolo dice senza la firma del responsabile la cartella è nulla poi si legge il contenuto e si scopre che basta indicare il nome per essere valida secondo me sono due cose diverse un conto è la firma anche se digitale con striscia, diverso è la sola indicazione del nome a stampa. vi è qualche sentenza di cassazione che specifica se è necessaria la firma anche se digitale. qual’è.

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