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Prestito al figlio per l’acquisto della casa: quali rischi col fisco?

9 Settembre 2017
Prestito al figlio per l’acquisto della casa: quali rischi col fisco?

Io e mia moglie vogliamo effettuare un prestito infruttifero con bonifico e scrittura privata a data certa alla nostra unica figlia, coniugata in regime di comunione dei beni con prole, per l’acquisto della loro prima casa.  A nostra volta noi acquisteremo una prima casa che pagheremo utilizzando anche il contante proveniente dalla vendita della nostra. A titolo di informazione, il prestito che faremo a nostra figlia rappresenta circa un terzo del nostro patrimonio (mobili e immobili).  Vorremmo un vostro parere sulla correttezza dell’operazione nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e da un punto di vista giuridico.

Il Decreto Legislativo n. 385/1993 punisce chiunque svolga in maniera abusiva un’attività finanziaria, sottolineando che, qualora venga esercitata un’attività del genere, è necessario che sia svolta nei confronti del pubblico. Il prestito tra privati, pertanto, è consentito dalla legge quando si tratta di erogazioni di denaro occasionali, non rivolte nei confronti di un numero non determinato di persone.

Nonostante, nel caso che ci occupa, parliamo di prestito tra familiari, è sempre preferibile formalizzare il rapporto giuridico attraverso un’apposita scrittura privata, nelle modalità indicate correttamente dal lettore, ossia una scrittura privata con data certa. Inoltre, è fondamentale indicare nella causale del bonifico la natura del prestito.

Il redditometro è lo strumento attraverso il quale il fisco italiano accerta il reddito complessivo del contribuente, basandosi sulla capacità di spesa dello stesso.

Ad esempio, in caso di prestito tra familiari, qualora l’erogazione di denaro superasse del 20% il reddito del contribuente l’Agenzia delle Entrate potrebbe chiedere la provenienza delle somme, sospettando una movimentazione in nero, che porterebbe ad un accertamento fiscale, ad un ricalcolo delle somme dovute a titolo di Irpef e, di conseguenza, delle sanzioni.

Per questa ragione è necessario cautelarsi con la precisa indicazione della causale sul bonifico, erogante la somma alla figlia del lettore, e sottoscrivendo la predetta scrittura privata, da conservare in duplice copia, cose che, da quanto leggo, sono state correttamente eseguite.

Tali cautele consentirebbero, in caso di eventuale richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate, di indicare l’esatta provenienza del denaro dato a mutuo, il tipo di rapporto giuridico che esiste tra le parti, le modalità di rimborso ed ogni altra informazione utile ai fini fiscali.

Dunque, rispondendo alla domanda del lettore, posso confermare che si è attenuto perfettamente ai comportamenti prescritti in materia, sia con riferimento agli aspetti giuridici che a quelli fiscali.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta



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