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Decreto ingiuntivo che non si può pagare: che fare?

16 Settembre 2017


Decreto ingiuntivo che non si può pagare: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Settembre 2017



Ho ricevuto un decreto ingiuntivo che scade tra 20 giorni, ma non sono in grado di sanare il debito. Non possiedo beni immobili, sono solo cointestataria di un conto corrente in cui ricevo un assegno di mantenimento mensile. Ho letto sul vostro sito l’articolo: Che fare se si riceve un precetto in particolare “a) Pagare o contattare il creditore per trovare un accordo”.  Posso contattare l’avvocato di parte, per evitare il pignoramento del conto corrente e proporre un versamento immediato di 1000 euro e la rateizzazione mensile del rimanente fino ad estinzione del debito con gli interessi maturati dal creditore in questo lasso di tempo?

Qualora si riconosca il debito e vi siano dei beni in qualche modo aggredibili con l’esecuzione forzata (vale a dire i pignoramenti) la via preferibile per la risoluzione della questione sia quella di provare a raggiungere un accordo con il creditore.

La reale questione, però, non è se sia possibile o meno trovare un accordo soddisfacente per ripianare il debito (perché le parti sono libere, nella propria autonomia giuridica, di raggiungere gli accordi che ritengono più utili) quanto, piuttosto, quella di dare una specifica forma all’eventuale accordo ed uno specifico contenuto.

Sotto questo profilo, infatti, non solo, com’è ovvio, l’accordo (per meglio dire: la transazione) dovrebbe essere fatto in forma scritta, ma lo stesso dovrebbe contenere alcune specifiche condizioni.

Volendo fare un esempio, possiamo scrivere che la (eventuale) transazione raggiunta con il creditore deve prevedere sia la cadenza dei singoli versamenti periodici (nel suo caso mensili) da effettuare ma anche, e per quanto di suo interesse, soprattutto, l’impegno del creditore a non dare corso alla procedura esecutiva, fintatoche la lettrice adempie all’accordo raggiunto.

In caso contrario, si potrebbe venire a creare una situazione nella quale, il decreto ingiuntivo, non opposto e perciò divenuto esecutivo, può essere messo in esecuzione (il creditore in teoria potrebbe cioè procedere ai pignoramenti) nonostante l’accordo raggiunto. Si tratta di ipotesi eccezionali ma, di certo, non escludibili a priori.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Antonio Ciotola


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