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Tarsu: scadenza dei termini di ingiunzione

16 settembre 2017


Tarsu: scadenza dei termini di ingiunzione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 settembre 2017



In data 11.12.2012 mi è stato notificato un accertamento in materia di Tari-Tarsu (2008, 2009, 2010, 2011). In data odierna (3.1.2017) mi è stata notificata l’ingiunzione di pagamento. I termini per l’ingiunzione sono scaduti il 31.12.2016 oppure scadono il 31.12.2017?”

Al fine di rispondere al quesito è bene ricordare che il termine di prescrizione previsto nel caso della Tarsu è di cinque anni.

Affinché, però, il suddetto termine possa maturare è necessario che tra il momento in cui il tributo diviene definitivo e quello in cui scade il termine quinquennale di prescrizione, l’ente pubblico non invii al contribuente ulteriori atti interruttivi della prescrizione.

In questa ipotesi, il termine di prescrizione comincerà a decorrere di nuovo a partire dalla data di ricezione dell’atto interruttivo.

Dall’analisi del documento inviato in allegato dal lettore, le somme dovute sarebbero da considerare prescritte nel caso in cui non fosse stato notificato alcun atto interruttivo prima dell’ingiunzione fiscale.

Tuttavia, la notificazione dell’avviso di accertamento recante data 11.12.2012 ha interrotto il decorso del termine di prescrizione il quale ha ricominciato a decorrere proprio dalla data in cui il lettore ha ricevuto l’atto.

Prendendo, quindi, come riferimento il giorno 11.12.2012 (ma il giorno di riferimento non è la data contenuta nell’atto, bensì il giorno in cui lo stesso ha ricevuto l’avviso di accertamento), il termine di prescrizione scadrà il giorno 11.12.2017.

Tanto premesso si ritiene, tuttavia, opportuno sottolineare la differenza tra il concetto di prescrizione e quello di decadenza.

Mentre la prescrizione è un mezzo con cui l’ordinamento giuridico opera l’estinzione dei diritti quando il titolare non li esercita entro il termine previsto dalla legge, la decadenza consiste nella perdita della possibilità di esercitare un diritto per il mancato esercizio dello stesso entro un termine perentorio.

In altre parole, nel caso di prescrizione il diritto cessa di esistere, mentre nel caso di decadenza il diritto continua ad esistere ma non può più essere esercitato dal legittimo titolare.

Nel caso delle somme dovute a titolo di Tarsu, la prescrizione opera in cinque anni mentre la decadenza in tre anni dal momento in cui il tributo è dovuto allo Stato.

Ciò vuol dire che, a parere della scrivente professionista, l’imposta relativa all’anno 2008 – pur non essendo prescritta – non può essere pretesa poiché è decorso il termine di decadenza in quanto l’avviso di accertamento è stato notificato nel 2012.

Peraltro è importante ricordare che, ai fini della validità della notifica dell’avviso di accertamento, lo stesso deve essere inviato mediante raccomandata delle Poste Italiane S.p.a.: qualora l’ente competente si sia avvalso delle cd. poste private, la notifica sarà nulla e di conseguenza anche l’ingiunzione di pagamento sarà affetta da nullità.

La prova dell’avvenuta notifica e della correttezza della stessa dev’essere fornita dall’ente competente potendo il contribuente limitarsi a contestarne l’inesistenza o l’illegittimità.

Per completezza nel rendere la presente consulenza, preciso che dal documento inviato (che presumo sia solo una parte dell’intera ingiunzione fiscale) non si evince né il dettaglio delle somme dovute né l’applicazione di eventuali interessi né l’eventuale allegazione dell’avviso di accertamento.

Infatti, dall’analisi del documento si rileva soltanto un generico riferimento all’avviso di accertamento senza ulteriori indicazioni.

La mancanza degli elementi appena elencati costituisce un ulteriore motivo di nullità (e quindi di impugnabilità) dell’ingiunzione di pagamento.

In ultimo, un’isolata sentenza in materia prevede un’ulteriore causa di illegittimità dell’ingiunzione nel caso in cui la stessa non rechi la sottoscrizione del responsabile del procedimento.

Secondo la sentenza citata, il Comune non può limitarsi a delegare un agente della riscossione a richiedere il pagamento della spazzatura lasciando che sia quest’ultimo a firmare l’ingiunzione inviata al contribuente.

Al contrario, l’ingiunzione deve contenere la sottoscrizione del funzionario responsabile dell’ente locale, il quale deve anche apporre il visto di esecutività sulla lista di carico.

Dal documento inviato dal lettore non è possibile verificare la presenza o meno della sottoscrizione che, qualora mancasse, potrebbe essere causa di nullità dell’atto impositivo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Giovanna Pangallo

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