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Pagine Facebook che violano marchi altrui: cancellazione possibile?

21 Giugno 2013
Pagine Facebook che violano marchi altrui: cancellazione possibile?

Come posso ottenere la cancellazione di una pagina Facebook che viola i miei diritti di marchio?

La facilità tecnica con cui Facebook consente di registrare una “pagina” è spesso anticamera a violazioni di copyright e diritti di marchio altrui. Non poche volte, infatti, ci si trova innanzi a situazioni in cui l’utente crei una pagina che riproduca il nome di un marchio registrato da altri.

Come tutelarsi in questi casi?

L’intermediario non è responsabile

È bene però precisare che il prestatore di servizi non può mai essere ritenuto responsabile delle violazioni di marchi commessi da terzi, siano pure propri utenti.

Con la celebre sentenza Louis Vuitton [1], la Corte di Giustizia UE ha, infatti, stabilito che il prestatore di un servizio di posizionamento a pagamento non può essere ritenuto responsabile della violazione di un marchio se un inserzionista seleziona sul motore di ricerca una parola chiave riproducente quel marchio altrui. In altre parole, i prestatori di servizi come Google, Yahoo, Facebook, ecc. non sono responsabili per le condotte poste in essere dagli utenti della rete e, di conseguenza, non sono obbligati a vigilare sulle violazioni ai diritti di marchio commesse dagli inserzionisti. Al contrario, starà invece al titolare sorvegliare e reprimere le violazioni, rivolgendosi alle autorità competenti.

La sentenza ha determinato un radicale mutamento nelle politiche dei prestatori di servizio. Mentre, infatti, un tempo era possibile “segnalare” a Google una violazione di marchio ed, eventualmente, ottenere una rimozione dell’annuncio contestato, ora ogni “segnalazione” si conclude con un invito, da parte dell’azienda di Mountain View, a cercare di risolvere la questione direttamente contattando il titolare dell’annuncio.

Le conseguenze sono prevedibili, perché mentre prima almeno le violazioni più evidenti potevano essere represse grazie all’intervento diretto dei prestatori di servizio, oggi è invece necessario rivolgersi ai rimedi tradizionali come le cause in tribunale.

La politica di Facebook

Fortunatamente, alcuni prestatori di servizi, tra cui Facebook, continuano a offrire uno strumento di tutela interno per le aziende che ritengano di essere state lese nei propri diritti di marchio e/o copyright.

Infatti, le condizioni di contratto di Facebook [2] stabiliscono che “Facebook rispetta i diritti di terzi e si aspetta che l’utente faccia lo stesso. È vietato pubblicare o eseguire azioni su Facebook che costituiscano violazione dei diritti di terzi o delle leggi vigenti in alcun modo. Ci riserviamo il diritto di rimuovere tutti i contenuti o le informazioni che gli utenti pubblicano su Facebook, nei casi in cui si ritenga che violino la presente Dichiarazione o le nostre normative. Facebook fornirà gli strumenti necessari alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale dell’utente. Per ulteriori informazioni, visitare la pagina ‘Come segnalare una violazione della proprietà intellettuale’.”.

 

Pertanto, la violazione di un marchio altrui su Facebook costituisce da un lato una violazione della legge italiana (codice di proprietà industriale) e, dall’altro, una violazione delle condizioni contrattuali del popolare social network.

Pertanto, chi ritenga di essere stato leso nei propri diritti, potrà segnalare la pagina relativa alla violazione utilizzando l’apposito formulario online nel quale dovrà inserire i dettagli dell’abuso subìto e sui diritti del proprio marchio (numero di registrazione, prodotti/servizi rivendicati, territori in cui il marchio ha effetto).

Di solito gli operatori di Facebook sono molto solerti nel rimuovere i contenuti in violazione di diritti di marchio. Anzi, a volte lo fanno sin troppo velocemente. Essendo la rimozione fondata su una valutazione sommaria della controversia, può accadere che vengano rimossi contenuti o pagine anche quando la vicenda richiederebbe una “istruttoria” più approfondita.

Le condizioni d’uso di Facebook prevedono anche che “se abbiamo eliminato dei contenuti, perché considerati in violazione del copyright di terzi, e l’utente che li ha pubblicati ritiene che ci sia stato un errore, questi ha la possibilità di presentare ricorso”. In realtà, sino ad oggi non è stato ancora messo online il formulario per presentare tale ricorso e, quindi, una eventuale contestazione sull’operato di eccessivamente zelante di Facebook potrebbe essere posta solo dinanzi a un tribunale.


note

[1] Corte di Giustizia UE, sent. del 23.03.2010.

[2] Art. 5.


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