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Autenticità gioielli: come provarla?

9 Ottobre 2017 | Autore:
Autenticità gioielli: come provarla?

I preziosi in oro o in argento devono portare simbolo e titolo incisi. Le pietre, di solito, riproducono un arcobaleno. Come distinguere un bijoux da un falso.

Avete presente l’atleta che vince la gara o il torneo della sua vita e si fa la foto mordendo la medaglia d’oro, come per dimostrare che si tratta di oro vero? Non fatevi ingannare dal folklore: la foto viene carina, certo, ma per distinguere un gioiello d’oro (medaglie comprese) da una patacca ci vuole ben altro. Così come per sapere se il bracciale di argento sia autentico e non un pezzo di stagno rimediato alla meglio o se una pietra preziosa è tale oppure si tratta di una buona imitazione.

Come provare l’autenticità dei gioielli: il titolo

Un po’ di cultura del lusso non guasta. Per conoscere e, dunque, provare l’autenticità dei gioielli in oro bisogna considerare due cose: la caratura ed il marchio inciso sul gioiello.

Il titolo riportato sul gioiello corrisponde ai millesimi di grammo di oro impiegati nella fabbricazione e deve trovarsi all’interno di un simbolo.

Le carature esistenti (quelle vere) sono:

  • 8 carati: 333 millesimi di grammo;
  • 12 carati: 500 millesimi di grammo;
  • 14 carati: 585 millesimi di grammo;
  • 18 carati: 750 millesimi di grammo;
  • 22 carati: 916 millesimi di grammo;
  • 24 carati: 999 millesimi di grammo.

Se la scritta con il titolo del gioiello (333, 500, 750, ecc.) non è posizionata all’interno del simbolo, il gioiello è falso.

Ci dovrebbero essere anche dei numeri accanto al titolo: si tratta dell’identificativo assegnato al fabbricante dalla Regione o dalla provincia di competenza.

Ecco uno schema di quali simboli si devono trovare sui gioielli autentici:

Come provare l’autenticità dei gioielli: il colore

Troppo semplice dire «è di colore oro» o «è di colore argento». Ci sono anche l’oro e l’argento sbiaditi, che, proprio per questo, possono nascondere altri metalli sotto quell’alone che sa si antico ma che, più probabilmente, sa di truffa.

Un gioiello in oro o in argento deve luccicare, deve avere un colore intenso. Se non è così, basta una dare una passatina con la carta abrasiva o con la lima. Se, fatto questo, il gioiello resta opaco, è una patacca.

A proposito di presenza di altri metalli: forse converrebbe al fidanzato che vuole regalare un gioiello d’oro o d’argento alla sua ragazza di portarsi in tasca una calamita. Così, in un momento di distrazione della commessa, la può avvicinare al bracciale, all’anello o alla collana scelta. Se si attacca, vuol dire che c’è del ferro o dell’acciaio all’interno (a parte la chiusura che, sicuramente, sarà in acciaio). Se così fosse, al fidanzato converrebbe cambiare gioielleria.

Come provare l’autenticità dei gioielli: il controluce

Qui parliamo di pietre preziose, non di oro o di argento. Ma gioielli sono, perbacco. E come provare la loro autenticità? Se non si riesce a contattare un gemmologo o un gioielliere di fiducia, se non si riesce ad ottenere un test di laboratorio, si può porre al controluce la pietra ed osservare l’arco di colori che disegna. Se la pietra è autentica, l’arcobaleno prodotto dalla luce del Sole rifletterà su una superficie vicina. La gamma di colori deve essere completa e la si vede anche avvicinando la gemma leggermente inclinata all’occhio. Se non vedete l’arcobaleno, la pietra è molto probabilmente un pezzo di vetro.

Non buttatela via, per carità: ci sono alcune pietre autentiche di densità tale che non consentono di avere quell’effetto arcobaleno. Il parere di un esperto di fiducia sarà determinante.


note

Autore immagine: 123rf.com


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