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Lo sai che? Menù ristorante senza prezzi: è legale?

Lo sai che? Pubblicato il 27 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 agosto 2017

Se la pizzeria o il ristorante o il longue bar non indicano i prezzi per ogni singola pietanza o bevanda commettono illecito.

Sei tornato dalle vacanze e, preso dall’euforia e dal clima festaiolo in cui sei stato immerso per tutti questi giorni, hai speso di più di quanto credevi. Gran parte dei soldi se ne sono andati in cene, aperitivi e grigliate. Ma, a ripensarci, in più di una occasione hai trovato il menù del ristorante senza prezzi. Il che ha facilitato la presentazione di conti salati o, comunque, al di sopra delle tue aspettative. Come è possibile che lo stesso piatto – magari una grigliata mista o una frittura di pesce – in un ristorante l’hai pagato 20 euro e in un altro 40? C’è un tetto entro il quale i prezzi delle pietanze devono rientrare oppure il titolare del locale può determinarli a proprio piacimento? Puoi rifiutarti di pagare se il conto del ristorante è eccessivo? Cerchiamo di capirlo qui di seguito.

Se il menù del ristorante è senza prezzi: che fare?

Diciamoci la verità: entrare in un locale, sedersi e poi doversi alzare solo perché il menù del ristorante è senza prezzi è davvero antipatico e imbarazzante, specie nei confronti dei commensali (magari si tratta della ragazza che hai corteggiato per molto tempo e che ha finalmente acconsentito ad uscire con te). Sono poche le persone che, una volta accomodatisi al tavolo, hanno il coraggio di uscire fuori perché insoddisfatti dalla “carta”. Eppure bisognerebbe avere la spregiudicatezza di far valere i propri diritti, proprio per evitare abusi sia nei propri confronti che di quelli degli altri clienti. Un dovere sociale, insomma, prima ancora che un interesse personale, anche per favorire il turismo nella nostra nazione, spesso gestito in modo improvvisato e con poco rispetto per gli stranieri. Già: il menù del ristorante che non riporta i prezzi accanto ai piatti è un menù illegale. Quali sono i rimedi che ha il consumatore se manca il prezzo di ogni singola pietanza? Si può evitare di pagare?

I diritti del consumatore al ristorante

La legge [1] stabilisce espressamente che ogni menù di ristorante deve indicare il prezzo di ogni singola pietanza. Il prezzo si deve riferire al piatto nella sua unitarietà, comprensivo quindi di eventuali contorni che vengano serviti insieme ad esso su iniziativa del ristoratore e non su richiesta del cliente. Inoltre, se il prezzo del piatto viene calcolato non ad unità ma a peso di prodotto servito (ad es. filetto: 15 euro al kg.) è necessario che ciò sia specificato.

Se il menù non indica i prezzi, questi possono essere riportati in un cartello facilmente visibile a tutta la clientela; di norma è collocato all’ingresso del locale. In caso di mancato ottemperamento a tale obbligo, il ristoratore è soggetto a una multa che può arrivare fino a 308 euro. Il cliente può quindi segnalare il titolare dell’impresa alla polizia affinché provveda ad elevare il verbale e, nei casi più gravi, a revocare la licenza.

Il menù deve altresì indicare se ci sono cibi congelati, surgelati e se sono presenti ingredienti allergenici [2]. In caso contrario, scatta la «frode in commercio», che costituisce un reato sanzionato dal codice penale [3].

Nel menù o in un’altra carta facilmente visibile devono essere indicati anche tutti gli ingredienti utilizzati per la preparazione del piatto.

Eventuali maggiorazioni sul prezzo dovute a ricorrenze (ad esempio Capodanno, ferragosto, ecc.) devono essere riportate sul menù altrimenti non sono opponibili al cliente.

Il ristoratore deve sempre rilasciare lo scontrino o la fattura, a richiesta del cliente, senza poter contestare a quest’ultimo l’inerenza della spesa all’attività commerciale o professionale svolta.

Il coperto non è vietato se indicato nel menù. I Comuni o le Regioni, però, possono adottare norme che dispongono diversamente, come avviene nel Lazio (dove però i ristoratori hanno superato l’ostacolo facendo pagare il cestino del pane, ma in tal caso il cliente può chiedere che non venga portato al tavolo).

Il cliente può alzarsi senza pagare?

Il cliente può liberamente alzarsi dal tavolo senza pagare fino a quando non ha eseguito l’ordinazione e la comanda non è stata indirizzata alla cucina.

Dubbi sussistono per quanto invece attiene alla mancata indicazione del prezzo. Secondo alcuni il contratto – che si stipula oralmente tra il ristoratore e il cliente nel momento in cui quest’ultimo fa le ordinazioni – è privo del suo oggetto principale, il prezzo, e come tale è nullo. Inoltre sarebbe contrario alla legge che, come detto, stabilisce che il menù debba indicare il prezzo. Secondo altri, invece, le norme stabiliscono solo una sanzione di carattere amministrativo al ristoratore, fermo restando che, nel momento in cui il cliente si siede e mangia, non fa che accettare, implicitamente, la prestazione anche se non ne conosce il corrispettivo.

note

[1] D.lgs. n. 84/2000 che attua la direttiva europea n. 98/6/CE.

[2] Ecco l’elenco ufficiale degli allergeni, secondo il Regolamento comunitario ​1169/2011/UE: Cereali contenenti glutine (grano, segale, orzo, avena, farro, kamut); Crostacei; Uova; Pesce; Arachidi; Soia; Latte e lattosio; Frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci di vario tipo, pistacchi); Sedano; Senape; Semi di sesamo; Anidride solforosa e solfiti in determinate concentrazioni​; Lupini;​​ Molluschi.​​

[3] Art. 515 cod. pen.


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