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Lo sai che? Cassonetti rifiuti troppo vicini: che fare

Lo sai che? Pubblicato il 28 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 agosto 2017

I raccoglitori dei rifiuti non possono creare intralcio alla circolazione o arrecare fastidio alle persone. Vediamo i rimedi.

Il posizionamento dei cassonetti dei rifiuti è causa di frequenti controversie; questo perché spesso i raccoglitori non sono collocati ove dovrebbero. Pochi conoscono la disciplina approntata dalla legge per i raccoglitori dell’immondizia. Analizziamola, cercando anche di capire cosa fare quando i cassonetti dei rifiuti sono troppo vicini.

La normativa statale

Il codice della strada prevede che i cassonetti dei rifiuti debbano essere collocati in modo da non arrecare pericolo o intralcio alla circolazione [1]. Il regolamento di esecuzione e attuazione del codice della strada integra il precetto stabilendo che i cassonetti per la raccolta, anche differenziata, dei rifiuti solidi urbani di qualsiasi tipo devono essere posizionati in genere fuori della carreggiata, in modo da non arrecare ostacolo o pericolo alla circolazione [2]. Su ciascuno degli spigoli verticali del cassonetto devono essere apposti pannelli di pellicola rifrangente a strisce bianche e rosse, così da rendere distinguibile il raccoglitore anche in condizioni di scarsa visibilità. Quando, per la particolare conformazione del cassonetto, tale segnaletica non può essere applicata, essa può essere sostituita con quattro pannelli ridotti che consentano di realizzare una valida superficie di segnalazione. In questa ipotesi, i cassonetti devono essere ubicati in aree riservate destinate a parcheggio fuori della carreggiata o entro la stessa. I raccoglitori che non siano dotati di alcuna segnaletica devono essere ubicati in apposita sede. Ove il cassonetto venga collocato ai margini della carreggiata, l’area di ubicazione dello stesso deve essere delimitata con segnaletica orizzontale consistente in una striscia gialla continua dello spessore di dodici centimetri. I raccoglitori, inoltre, non possono essere posizionati entro una distanza di cinque metri dagli incroci, né possono occupare le corsie veicolari e i marciapiedi, a meno che non siano stati ricavati appositi spazi che garantiscano una larghezza minima non inferiore a un metro.

La normativa, come visto, è piuttosto dettagliata nell’indicare i criteri di posizionamento dei cassonetti dell’immondizia. La collocazione privilegiata è, chiaramente, fuori della carreggiata o in aree appositamente destinate se il cassonetto sia sprovvisto di segnaletica rifrangente. Se la legge ne determina in linea di massima il posizionamento, sono poi i singoli regolamenti comunali ad individuare, in modo specifico, il collocamento sul suolo urbano.

La normativa locale

Non sono poche le controversie che sorgono a causa del posizionamento di detti raccoglitori: uno dei maggiori problemi è la presenza di cassonetti dei rifiuti troppo vicini alle abitazioni. Per risolvere la questione è necessario far riferimento alla normativa di dettaglio del proprio Comune di residenza. Normalmente, gli enti si ispirano ad alcuni principi comuni: ad esempio, i cassonetti per la raccolta dei rifiuti devono essere posizionati in modo tale da non costituire fastidio e non creare ingombro né alla circolazione né alle abitazioni; i contenitori devono essere dislocati in appositi spazi opportunamente allestiti, al fine di garantire: igienicità, agevolezza delle operazioni di asporto, salvaguardia delle esigenze di circolazione e di traffico, armonico inserimento con le altre opere di arredo urbano. I contenitori devono essere collocati, di regola, in area pubblica, secondo un piano di posizionamento corredato di mappa, approvato dal sindaco o dall’assessorato di competenza. La localizzazione dei raccoglitori è eseguita in base a criteri di ottimizzazione dell’organizzazione del servizio, e in relazione alla distribuzione dell’utenza e alla stima delle quantità prodotte.

Di conseguenza, ogni volta che sorgono problemi inerenti a cassonetti dei rifiuti troppo vicini bisognerà rivolgersi al proprio Comune. La poca distanza che intercorre tra i raccoglitori e le abitazioni può causare problemi ben più gravi del semplice cattivo odore: si pensi ai casi in cui l’immondizia, accidentalmente o dolosamente, prenda fuoco favorendo il propagarsi delle fiamme anche alle vicine abitazioni. I giudici di merito, in una pronuncia del 2015, hanno riconosciuto la responsabilità della società titolare del servizio di nettezza urbana per omessa custodia dei danni provocati a causa dell’incendio dei cassonetti dei rifiuti posizionati troppo vicino ad abitazioni e negozi [3].

Cassonetti nei condomini

Più delicata è la situazione inerente al posizionamento dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti nei condomini. Ebbene, la collocazione e la distanza devono essere stabiliti dall’assemblea, che delibera con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti all’assemblea che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio espresso in millesimi [4]. La decisione dovrà essere assunta in conformità alle caratteristiche dell’edificio ed evitando di creare intralcio o disturbo ai residenti. In subordine, spetta all’amministratore disciplinare l’uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell’interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a ciascuno dei condomini [5]. Il condomino che ritiene siano state lese le disposizioni sopra citate, può adire l’autorità giudiziaria per la tutela delle proprie ragioni impugnando la delibera assembleare entro trenta giorni dalla data della riunione, se il condomino vi ha partecipato; in caso contrario, il termine decorre dal ricevimento della raccomandata contenente il verbale dell’assemblea inviata dall’amministratore di condominio.

Secondo una sentenza del Tar Piemonte, il condominio è obbligato a collocare all’interno dei propri spazi condominiali i bidoni comunali e ad esporli, alle ore stabilite, per favorire la raccolta dei rifiuti [6]. La stessa sentenza, inoltre, ha stabilito la prevalenza del regolamento comunale su ogni patto condominiale contrario: la volontà dei condomini, quindi, non può prevalere su quella dell’ente locale.

note

[1] Art. 25 D. Lgs. n. 285/1992 (Codice della strada).
[2] Art. 88 d.P.R. n. 495/1992 del 16.12.1992.
[3] Corte d’Appello di Lecce, sent. n. 419/2015 del 16.06.2015.
[4] Art. 1136 cod. civ.
[5] Art. 1130 cod. civ.
[6] Tar Piemonte, sent. n. 1169/2015 del 10.07.2015.


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