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Lo sai che? Assegnazione provvisoria: cos’è e come funziona

Lo sai che? Pubblicato il 29 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 agosto 2017

L’assegnazione provvisoria permette al personale della scuola di lavorare per un anno presso un altro istituto scolastico: scopriamone il funzionamento.

Assegnazione provvisoria: cos’è?

Quando si parla di assegnazione provvisoria – ed anche di utilizzazione provvisoria, come avremo modo di vedere – ci si riferisce alla possibilità data ai lavoratori del comparto scolastico di poter usufruire di una mobilità interna, per il periodo di un anno. Lo spostamento, sottoposto a specifici requisiti di partecipazione, non incide sulla sede di titolarità, cioè sull’istituto in cui il lavoratore esercita la propria professione: la scuola di provenienza pertanto non cambierà, anche se per un anno ci si potrebbe trasferire in un altro istituto. La scuola a cui si può essere destinati, diversa quindi da quella in cui si è titolari (ad esempio di una cattedra) o alla quale si è stati assegnati in ambito territoriale, può essere nella stessa provincia o in un altra.

Bisogna anzitutto indentificare cosa si intende per assegnazione provvisoria, e distinguerla dalle utilizzazioni provvisorie, facendo una necessaria premessa. A prescindere dalle differenze fra le due tipologie di trasferimento temporaneo, non si sta parlando di una mobilità che può essere in teoria concessa a tutti, semplicemente seguendo una apposita procedura di richiesta: la possibilità di godere dell’assegnazione o della utilizzazione provvisoria non è infatti libera ed accessibile a chiunque, dovendo al contrario sussistere determinati requisiti per poter presentare la domanda, sia per l’assegnazione provvisoria che per le utilizzazioni provvisorie.

L’assegnazione provvisoria ha il preciso scopo di permettere ad un lavoratore, impiegato a vario tipo fra il personale scolastico (docenti, educatori, personale Ata, cioè ausiliario, tecnico ed amministrativo) di poter prestare servizio in una scuola che sia più vicina alla residenza di un proprio familiare (che può essere il coniuge o il convivente, oppure un figlio o un genitore) oppure in scuole di un determinato comune, nelle ipotesi in cui sussistano esigenze di cura – ovviamente in quest’ultimo comune – legate a gravi motivi di salute. La durata è annuale.

Tale possibilità viene riservata, in presenza di requisiti specifici predeterminati, a coloro che non abbiano presentato domanda di trasferimento, oppure a chi ha l’abbia presentata senza però avere ottenuto la provincia dei familiari o del comune di cura, oppure per intervenuti motivi. Non sono consentite assegnazioni provvisorie all’interno dello stesso comune di titolarità, né assegnazioni provvisorie nei confronti di personale di prima nomina [1].

L’utilizzazione annuale, invece, consente al personale in esubero – ovvero al personale trasferito d’ufficio (perché ha perso il posto) – nello stesso anno o nei nove precedenti, di prestare servizio per un anno in una scuola più comoda. Il lavoratore può presentare richiesta anche per particolari categorie di posti, come ad esempio quelli di lingua inglese nella primaria, o per il personale di sostegno.

Cosa prevede l’ipotesi del contratto annuale: requisiti

I requisiti riguardanti chi può chiedere l’assegnazione provvisoria sono stati specificati nel contratto annuale sulle utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale scolastico del 2017, per l’anno scolastico 2017/2018.

L’accordo si è posto come finalità la tutela del diritto allo studio delle ragazze e dei ragazzi, e soprattutto l’obiettivo della continuità didattica: è infatti prevista la data finale inderogabile del 31 agosto 2017 per l’attribuzione delle assegnazioni (e delle utilizzazioni), in modo da essere perfettamente in tempo per l’inizio dell’anno scolastico 2017/2018. Viene inoltre riconosciuta la giusta rilevanza agli studenti diversamente abili, in quanto i posti di sostegno non potranno essere dati in assegnazione provvisoria a personale non specializzato.

Chi può presentare domanda e a quali condizioni?

È possibile richiedere l’assegnazione provvisoria soltanto per una delle seguenti motivazioni:

  • ricongiungimento ai figli o agli affidati di minore età con provvedimento giudiziario;
  • ricongiungimento al coniuge o alla parte dell’unione civile o al convivente, purché la stabilità della convivenza risulti da certificazione anagrafica;
  • gravi esigenze di salute del richiedente comprovate da idonea certificazione sanitaria;
  • ricongiungimento al genitore convivente qualora non ricorrano le condizioni di cui alla prima o alla seconda ipotesi (quindi ricongiungimento ai figli o agli affidati di minore età con provvedimento giudiziario oppure ricongiungimento al coniuge o alla parte dell’unione civile o al convivente, purché la stabilità della convivenza risulti da certificazione anagrafica);
  • ottenimento del trasferimento nella stessa provincia di titolarità ma per un comune diverso da quello in cui si ha la precedenza.

Nelle ipotesi di ricongiungimento al coniuge, o al compagno nel caso di parte di unione civile, o ancora al convivente destinato a nuova sede per motivi di lavoro (o che svolga attività lavorativa in un’altra provincia) il requisito della residenza prescinde dall’iscrizione anagrafica.

Come e dove si presenta domanda di assegnazione provvisoria

La presentazione delle domande variava a seconda della categoria del richiedente e poteva effettuarsi per alcuni online e per altri in versione cartacea [2], con una scadenza che variava dal 20 luglio (ad esempio, per i docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria) ai primi di agosto (scuola secondaria di I e di II grado, licei musicali, insegnanti di religione cattolica) o al 21 agosto 2017 (personale Ata).

Le domande di assegnazione provvisoria andavano inoltrate alla scuola di servizio del personale scolastico, indirizzandole all’ufficio scolastico provinciale competente di titolarità [3], utilizzando le procedure citate e la modulistica a disposizione sul sito del Miur, entro le scadenze elencate.

note

[1] Si considera personale di prima nomina il personale scolastico assunto a tempo indeterminato per lo stesso primo settembre dell’anno in cui si effettuano le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie.

[2] I docenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria dovevano presentare le domande in modalità web attraverso le aree di stanze online sul sito del Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, mentre le domande del personale educativo, degli insegnanti di religione cattolica, dei licei musicali e del personale ATA andavano presentate in modalità cartacea, attraverso la modulistica a disposizione sul sito del Miur, spazio mobilità, scuola 2017/2018.

[3] Le domande di assegnazione provvisoria in altra provincia dovevano essere indirizzate direttamente all’ufficio scolastico provinciale della provincia richiesta.

Autore immagine: Pixabay.


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