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Lo sai che? Fumare in auto: cosa rischio

Lo sai che? Pubblicato il 28 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 agosto 2017

Il fumo può provocare gravi danni alla salute, e pertanto è proibito nei locali chiusi, ma anche per l’autovettura privata sono previsti divieti: quali sono?

Fumo e tutela della salute: fumo passivo e fumo di terza mano

Fumare nuoce gravemente alla salute ed ormai i danni che il fumo può provocare sono noti a tutti, non solo ai fumatori stessi ma anche a coloro che si trovino ad inalare fumo passivo forzatamente, a causa della presenza di un fumatore. Il diritto alla salute costituisce nel nostro ordinamento un diritto fondamentale ed interesse della collettività tutelato dalla costituzione [1], ed in quanto tale è dunque compito dello stato garantirne un’efficace protezione da qualsiasi attività che possa lederlo, soprattutto in relazione a particolari categorie più cagionevoli ed esposte a maggiori rischi, quali donne in gravidanza, bambini e neonati.

Il fumo passivo rappresenta uno dei principali fattori inquinanti degli ambienti chiusi: è stato stimato sia responsabile di oltre seicentomila morti l’anno, tanto che dal 2000 è stata istituita la giornata nazionale per i diritti dei non fumatori, che cade ogni anno il 10 gennaio.

Il fumo è nocivo sia nella forma attiva che nelle sue versioni di fumo passivo e di fumo cosiddetto di terza mano.

Per fumo passivo – o di seconda mano – si intende l’inalazione involontaria di fumo di tabacco, disperso nell’ambiente, mentre il fumo di terza mano deriva dalla contaminazione da fumo di sigaretta che rimane nell’ambiente dopo che la sigaretta è stata spenta, in quanto le particelle di fumo si sono attaccate ai capelli e ai vestiti del fumatore prima, e a tutti i tessuti dell’ambiente nel quale il fumatore transita poi. Il fumo di terza mano rimane quindi a lungo negli ambienti, contaminandoli di tossine altamente tossiche, anche dopo che la persona che ha fumato se n’è andata ed in concreto non c’è più alcuna nuovola di fumo nel locale attraversato dal fumatore.

Divieti di fumo e fumo in auto: la disciplina di legge

Proprio per salvaguardare dunque la salute dei non fumatori, il legislatore era intervenuto nel 2003 [2] sancendo il divieto di fumare nei locali chiusi, a meno che non siano privati (non aperti ad utenti o al pubblico) o riservati – con apposita segnalazione – ai fumatori. Il divieto include anche le aree all’aperto di pertinenza delle istituzioni del sistema educativo di istruzione e di formazione, nonché le pertinenze esterne delle strutture universitarie ospedaliere, dei presidi ospedalieri e IRCCS pediatrici, e le pertinenze esterne dei reparti di ginecologia, ostetricia, neonatologia e pediatria delle strutture universitarie ospedaliere e dei presidi ospedalieri e degli IRCCS.

Nonostante i divieti nei luoghi individuati a suo tempo dalla legge, tuttavia, il legislatore si è sempre mostrato attento a monitorare la situazione, arrivando infine ad intervenire su quella stessa normativa per ampliare le ipotesi di divieto di fumo fino ad includere il fumare in auto. Da quando quindi non si può fumare in auto? Soprattutto, è vietato a tutti fumare in auto, in qualsiasi condizione?

Fumare in auto: cosa rischio

Nel 2016, recependo una direttiva comunitaria [3] è stato emanato un decreto legislativo che è entrato in vigore il 2 febbraio 2016 [4]. Questa disciplina è stata introdotta con la specifica funzione di aumentare la tutela dei non fumatori, aumentando le ipotesi di divieto di fumo in altri luoghi oltre a quelli già previsti ed estendendole alle autovetture.

Bisogna fare però particolare attenzione quando si fa riferimento al divieto di fumo in auto. Non si sta infatti parlando di un divieto generale e generalizzato, per il quale qualunque fumatore non può fumare all’interno della propria autovettura. La legge del 2016 che ha modificato il divieto di fumo, ampliando le ipotesi di divieti ai casi di circolazione di autoveicoli, infatti, ha come specifica finalità quella di tutelare la salute di particolari categorie di passeggeri, trasportati o accompagnati a vario titolo dal fumatore, costretti a ritrovarsi all’interno di un abitacolo relativamente ristretto e con una minima circolazione d’aria (si pensi alle stagioni fredde, in cui i finestrini sono di necessità alzati ed il riscaldamento acceso), con l’inevitabile inalazione di fumo passivo.

Il legislatore ha dunque stabilito [5] che il divieto di fumo andasse esteso anche al conducente di autoveicoli, in sosta o in movimento, e ai passeggeri a bordo degli stessi, in presenza di minori di anni diciotto e di donne in stato di gravidanza.

Il divieto non trova applicazione per i ciclomotori e per motoveicoli, anche se con carrozzeria chiusa [6], e vale sia per il conducente sia per i passeggeri: come detto, infatti, la disposizione di legge ha come obiettivo garantire il diritto alla salute, avendo alla base motivazioni di natura strettamente sanitaria e preventiva, col fine di ridurre i danni da fumo passivo. L’obiettivo è dunque tutelare donne in gravidanza, bambini e neonati dall’assorbimento forzato ed inevitabile di sostanze nocive, a cui si può essere esposti in un ambiente chiuso, come un’autovettura in movimento, dal quale potrebbero non avere la possibilità di allontanarsi per un determinato lasso di tempo.

Non ha alcuna rilevanza, per evitare eventuali sanzioni, che il minore o la donna siano parenti di chi sta fumando – conducente o passeggero – o comunque che non siano contrari al fumo.

Fumare in auto: le sanzioni in caso di violazione di legge

Quale multa è quindi prevista per chi fuma in auto? Cosa si rischia?

Le sanzioni previste per legge [7] prevedono la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 27,50 a euro 275,00.

Nei casi in cui la violazione del divieto venga commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino a dodici anni, la sanzione viene raddoppiata, potendo pertanto superare i 500 euro.

note

[1] Art. 32 Cost.

[2] Legge n. 3/2003 del 16.01.2003, Protezione della salute dei non fumatori e misure per combattere il fumo passivo nei luoghi di lavoro e all’interno dei locali pubblici chiusi.

[3] Direttiva 2014/40/UE sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati.

[4] D. Lgs. n. 6/20016 del 12.01.2016.

[5] Al capo II, misure a tutela dei minori, introduce il comma 1-ter all’articolo 51 della legge n. 3/2003 e successive modificazioni.

[6] Sussiste infatti un’esclusività dei veicoli richiamati dal legislatore nel divieto in oggetto, riguardante solo gli autoveicoli così come definiti nell’art. 54 del codice della strada, essendo stati esclusi tutti gli altri.

[7] Art. 7, comma 1, della legge n. 584/1975 dell’ 11.11.1975 e successive modificazioni.

Autore immagine: Pixabay.


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2 Commenti

  1. Nei casi in cui la violazione del divieto venga commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino a dodici anni, la sanzione viene raddoppiata, potendo pertanto superare i 500 euro.

    Questo vuol dire che c’è una multa anche nel caso di trasporto di minorenni (basta essere diciassettenne).

  2. La Stampa”
    il 2 febbraio scorso il Ministero della Salute Italiano ha recepito una serie di disposizioni del commissario della salute Ue e le ha legiferate in Italia. Tale disposizione è recentemente passata anche negli altri paesi europei. Tra queste il divieto a ciascuno di fumare in macchina in presenza di individui di età minore ai 18 anni. La macchina come la casa è un luogo privato Di conseguenza nonarreca sorpresa l’eventualita’ che vogliano entrare nelle nostre abitazioni a porre divieti. Silvio Pammelati

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