HOME Articoli

Lo sai che? Ritiro patente perché illeggibile

Lo sai che? Pubblicato il 27 agosto 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 27 agosto 2017

Gli organi di polizia sono legittimati a ritirare la patente deteriorata e quindi illeggibile?

La tua patente non è ancora scaduta, ma le sue condizioni sono ridotte ai minimi termini. A furia di prenderla e riporla nel portafogli, tutti i numeri presenti sulla tessera sono sbiaditi e difficilmente leggibili. Facile cadere in equivoco e un 8 potrebbe sembrare un 3 o una G una C. Un poliziotto ti ha fermato e ti ha consigliato di rinnovarla perché altrimenti, al prossimo controllo, te la potrebbero ritirare. Ha detto la verità? Sul codice della strada non sta scritto da nessuna parte. È davvero possibile allora il ritiro della patente perché illeggibile? Peraltro rinnovare la patente richiede tempo e soldi e se non lo prevede la legge e non vi è una immediata necessità, perché mai doverlo fare? Se ti trovi in una situazione del genere, qui di seguito ti forniremo tutti i chiarimenti necessari in caso di patente deteriorata e illeggibile.

Se sei una persona paziente e hai letto tutto il codice della strada, ti sarai sicuramente accorto che non esiste nessuna norma che prevede il ritiro della patente perché illeggibile. Parimenti, non esiste nessuna legge che impone un obbligo di rinnovo della patente deteriorata. Dove sta la verità? Eccola spiegata.

Una circolare del 1999 emanata dal Ministero degli Interni (qui di seguito allegata [1]) ha attribuito la legittimazione alla polizia di ritirare la patente illeggibile. È vero che questo potere non è specificato in nessuna legge, ma – a detta del ministero – si può comunque desumere da un principio generale del nostro ordinamento in forza del quale l’organo accertatore, chiamato a verificare la validità della patente di guida dell’automobilista, può procedere al ritiro tutte le volte in cui detta patente è deteriorata e quindi non può più assolvere alla sua tipica funzione che è quella di identificare il relativo titolare.

Tale interpretazione è stata condivisa dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza e dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione secondo cui una patente deteriorata «non è più nello stato materiale di assolvere non solo alla funzione di certificazione della titolarità dell’abilitazione, ma neanche alla funzione di identificazione personale del conducente».

La polizia che procede al ritiro della patente illeggibile deve trasmetterla direttamente al competente Ufficio della motorizzazione per l’adozione dei conseguenti adempimenti.

Dalla lettura della circolare si evince però una cosa molto importante. Il ministero dice che «gli organi di polizia sono comunque legittimati a ritirare la patente illeggibile», con ciò facendo riferimento a un «potere» e non a un vero e proprio «dovere». Quindi la possibilità di ritiro della patente deteriorata è rimesso alla discrezionalità dell’agente, che dovrà valutare quando si è in presenza di una patente completamente illeggibile da una invece semplicemente in «cattive condizioni».

La seconda riflessione riguarda la forma con cui il ministero ha voluto fornire tale interpretazione: una circolare e non già un decreto. La circolare è solo un atto interno, che vincola la polizia solo da un punto di vista disciplinare e non impone alcun dovere al cittadino come invece sarebbe stato con una norma di legge.

Sintetizzando, in assenza di una norma che preveda espressamente la possibilità del ritiro della patente illeggibile, dinanzi a un eventuale ricorso dell’automobilista, sarà il giudice a decidere e a interpretare il diritto. Ma anche in questo caso il cittadino potrebbe soccombere. Infatti, la funzione dei documenti di riconoscimento – come appunto la patente – è quello di identificare il suo titolare; per cui, se tale funzione viene meno, il documento stesso non è più valido. Insomma, anche un’eventuale impugnazione al giudice potrebbe essere difficilmente accolta.


MINISTERO DELL’INTERNO

DIREZIONE GENERALE PER L’AMMINISTRAZIONE GENERALE E PER GLI AFFARI DEL PERSONALE

Ufficio studi per l’Amministrazione Generale e per gli Affari Legislativi

CIRCOLARE N. 98

Prot. M/2413-15 Roma, 4 ottobre 1999

OGGETTO: Patenti illeggibili da duplicare.

Sono state segnalate, da parte di alcune Prefetture, incertezze e difficoltà in ordine al procedimento da seguire per la duplicazione delle patenti riscontrate illeggibili dagli organi di polizia che svolgono i servizi di controllo su strada.

In particolare, è stato segnalato che detto documento spesso viene trasmesso alla Prefettura, la quale, non essendo più titolare della competenza al rilascio del duplicato, o lo invia all’Ufficio della M.C.T.C. o lo restituisce all’interessato con l’invito a presentare al suddetto Ufficio la relativa istanza.

Pertanto, si ravvisa l’opportunità di promuovere un indirizzo applicativo uniforme, muovendo dalla considerazione che gli organi di polizia sono comunque legittimati a ritirare la patente illeggibile.

Tale legittimazione può desumersi implicitamente dal riconoscimento di un principio generale in forza del quale l’organo che esercita la vigilanza sul possesso di un titolo abilitativo soggetto all’obbligo di esibirlo al pubblico ufficiale, può procedere al ritiro del relativo documento anche fuori di una specifica previsione normativa, ove lo stesso, per effetto di deterioramento, non sia più in condizioni di assolvere alla funzione di certificazione della titolarità dell’autorizzazione.

Tale orientamento è stato condiviso dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione. Ciò in quanto – è stato precisato dal suddetto Dicastero – una patente deteriorata “non è più nello stato materiale di assolvere non solo alla funzione di certificazione della titolarità dell’abilitazione, ma neanche alla funzione di identificazione personale del conducente”. Analogo orientamento è stato espresso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Naturalmente, anche per ragioni di speditezza e di economicità delle susseguenti fasi procedimentali connesse al rilascio del duplicato della patente, gli operatori che ritirano il documento deteriorato dovranno trasmetterlo direttamente al competente Ufficio della M.C.T.C. per l’adozione dei conseguenti adempimenti.

Tanto si rappresenta per utile orientamento di codeste Prefetture.

IL DIRETTORE GENERALE

(Catalani)

note

[1] Min. Interno circolare n. 98/1999.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. La circolare è molto datata e, comunque, non fa legge. La legittimazione del ritiro del documento ove lo stesso, per effetto di deterioramento, non sia più in condizioni di assolvere alla funzione di certificazione della titolarità dell’autorizzazione appare anacronistco poiché se il conducente è munito di valido documento le FF.PP. possono benissimo, in tempo reale, consultare la banca dati della M.C.T.C. così come, da un paio di anni, si fa per la copertura r.c.a. dopo la dematerializzazione del contrassegno assicurativo.
    E poi mi chiedo: Perché, qualora vi sia una legittimazione al ritiro del documento di guida, non vi sia stato mai, all’uopo, nessun intervento normativo nonostante il problema ha radici datate nel tempo?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI