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Lo sai che? Recuperare i contributi già versati per l’Enpam

Lo sai che? Pubblicato il 16 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 settembre 2017

Ho svolto attività come dipendente a tempo indeterminato presso l’ACI per cinque anni.
Mi sono successivamente licenziato dopo l’abilitazione alla professione di Medico-Chirurgo. Posso recuperare le contribuzioni relative al periodo di dipendenza presso l’ACI? Se sì, con quali modalità?

Se il lettore, come medico, sta versando contributi all’Enpam ha sicuramente la possibilità di “recuperare” le contribuzioni che in passato ha versato come lavoratore dipendente presso l’ACI.

Esiste, infatti, la possibilità di operare:

1) la cosiddetta totalizzazione che consente, in modo totalmente gratuito, di recuperare spezzoni di contributi accreditati in più gestioni previdenziali, al fine di raggiungere il requisito minimo per il diritto alla pensione. Occorre precisare che dal 1° gennaio 2012 si possono totalizzare tutti i periodi contributivi, anche quelli inferiori a tre anni, e che la totalizzazione è possibile anche se, in uno dei fondi in cui si sono versati i contributi, si sono raggiunti i requisiti minimi per il diritto alla pensione. La domanda va presentata all’ente a cui si è iscritti al momento di presentazione della domanda (su moduli reperibili, nel caso sia l’Enpam, sul sito istituzionale dell’Enpam medesimo), ma la pensione, calcolata con metodo contributivo come sommatoria dei singoli spezzoni a loro volta calcolati secondo i metodi propri di ciascun ente, viene erogata con unico assegno mensile dall’Inps;

2) oppure è possibile operare la cosiddetta ricongiunzione con la quale si riuniscono periodi contributivi maturati presso enti diversi e li si trasferiscono in un’unica gestione (l’ultima alla quale si risulta iscritti) per ottenere una sola pensione. Diversamente dalla totalizzazione, che come detto è gratuita, la ricongiunzione è onerosa sia nel caso di trasferimenti di contributi verso l’Inps (dall’Inpdap o dall’Enpam, per esempio) sia nel caso contrario di spostamenti di contributi dall’Inps verso altri enti di previdenza obbligatoria. I periodi ricongiunti danno diritto alla pensione in base alle regole previste dall’ente o istituto in cui questi differenti periodi contributivi vengono trasferiti e valorizzati ai fini pensionistici (come se fossero stati sempre versati in quella gestione). Nel momento in cui si sceglie la ricongiunzione, si devono riunire tutti i periodi di contribuzione (obbligatoria, volontaria, figurativa, riscattata) che il lavoratore ha maturato in diverse gestioni previdenziali fino al momento della richiesta; i contributi da ricongiungere, però, non devono essere stati già utilizzati per pagare una pensione. Anche la ricongiunzione deve essere domandata all’ente a cui si è iscritti al momento in cui si presenta la domanda (anche in questo caso, se si tratta dell’Enpam, il modulo di domanda è disponibile sul sito istituzionale dell’Enpam stesso);

3) infine, grazie alla legge di stabilità per il 2017 (legge n. 232/2016), è stato introdotto il cosiddetto cumulo gratuito grazie al quale, appunto gratuitamente, si potrà chiedere l’assegno pensionistico facendo domanda all’ultimo ente dove si stanno versando contributi (nel caso anche l’Enpam) che girerà i suoi dati alle altre gestioni pensionistiche. Queste ultime, secondo le informazioni fornite dall’Osservatorio Anziani Enpam reperibili sul web, calcoleranno ciascuna la quota del lettore sulla base dei contributi versati e l’Inps – ricevuta la domanda – verserà fisicamente l’assegno. Poi le casse privatizzate rimborseranno l’Inps ciascuna per la porzione ad essa spettante. In presenza dei requisiti di età e contribuzione, la pensione avrebbe decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello del raggiungimento dei requisiti e verrebbe liquidata con un unico assegno, somma dei vari spezzoni determinati da ciascuna cassa coinvolta nel cumulo col calcolo in pro quota, cioè in base ai rispettivi periodi maturati e secondo le rispettive normative di calcolo. Come la totalizzazione, il cumulo è consentito anche se, in uno dei fondi in cui si sono versati i contributi, si siano raggiunti i requisiti minimi per il diritto alla pensione. Circa le modalità di richiesta di cumulo gratuito, il sito Enpam non è ad oggi stato aggiornato con specifica modulistica al riguardo.

Chiaramente ciascuna delle descritte modalità di “recupero” ai fini pensionistici dei contributi precedentemente versati dal lettore  in gestione diversa rispetto a quella alla quale è attualmente iscritto, presenta vantaggi e svantaggi che potrà ponderare attraverso un preventivo calcolo possibile attraverso simulazioni da richiedersi all’Ente previdenziale di appartenenza.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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