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Matrimonio e ricongiunzione con cittadino extracomunitario

30 Settembre 2017
Matrimonio e ricongiunzione con cittadino extracomunitario

Sono un cittadino rumeno residente in Italia, con regolare carta di identità e impiego con contratto a tempo indeterminato. Io e la mia fidanzata, anche lei non italiana, vogliamo sposarci e in questi giorni stiamo raccogliendo i documenti per presentarli al Comune del suo Paese, dove avverrà il matrimonio civile.
Dopo il matrimonio posso fare una ricongiunzione famigliare con mia moglie anche se non è una cittadina comunitaria? Può avere anche lei la residenza italiana?

Il coniuge di un cittadino comunitario può fare ingresso in Italia al seguito del familiare o tramite ricongiungimento e risiedervi regolarmente. Il procedimento è diverso e molto più semplice e veloce di quello richiesto per il ricongiungimento familiare di cittadini non comunitari.

Successivamente alla celebrazione del matrimonio nel Paese di provenienza della compagna del lettore, la stessa dovrà chiedere all’autorità consolare italiana nel suo Stato il rilascio di un visto d’ingresso, specificando e dimostrando la propria qualità di coniuge di cittadino comunitario residente in Italia. In particolare dovrà essere presentata la documentazione che dimostra la qualità di coniuge, producendo il certificato di matrimonio rilasciato dalla competente autorità dello Stato di provenienza, tradotto in italiano e legalizzato. Al momento della presentazione della richiesta di visto sarà necessario altresì presentare la documentazione relativa all’assicurazione sanitaria e la prova dei redditi di cui dispone il familiare, ovvero, in alternativa, la prova del possesso da parte della cittadina extracomunitaria di redditi o mezzi economici sufficienti per il soggiorno in Italia.

A partire dal mese di agosto 2013 ai familiari di cittadini comunitari che intendono stabilirsi in Italia viene rilasciato comunque un visto turistico con ingressi multipli, della durata di 90 giorni.

Giunta in Italia la coniuge del cittadino comunitario dovrà chiedere l’iscrizione anagrafica nel Comune dove intende risiedere, quindi dovrà recarsi presso la Questura competente per chiedere il rilascio della carta di soggiorno per familiare di cittadino comunitario esibendo la seguente documentazione:

passaporto in corso di validità;

certificato di matrimonio rilasciato dall’autorità competente dello Stato di provenienza della coniuge, tradotto in italiano e legalizzato;

– documentazione che provi il possesso di redditi sufficienti per il sostentamento di tutto il nucleo familiare: nel caso di coniugi senza figli o altri familiari a carico, l’importo del reddito annuo complessivo (compreso quello del coniuge) deve essere almeno pari all’importo annuo dell’assegno sociale (€ 5824,91 per il 2017) aumentato della metà;

– documentazione relativa all’assicurazione sanitaria;

attestato di avvenuta richiesta di iscrizione anagrafica al Comune;

fototessera.

La carta avrà validità di 5 anni. Trascorsi 5 anni di regolare residenza in Italia, il familiare acquisirà il diritto di soggiorno permanente.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Andrea Iurato



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