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Lo sai che? Immobili contigui: Imu sul secondo?

Lo sai che? Pubblicato il 16 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 settembre 2017

Sono comproprietario di una villetta di 2 unità abitative separate al catasto. Il Comune dice che bisogna pagare l’Imu sul secondo appartamento, non potendo essere considerato abitazione principale pur essendo due immobili contigui. È vero?

Nel quesito posto, il lettore chiede di conoscere se, essendo comproprietario con suo suocero di due distinte unità immobiliari (diversamente accatastate e facenti parte di un’unica villetta), ma abitate da distinti nuclei familiari su piani diversi, il Comune ha diritto a chiedere il pagamento dell’Imu su una delle due unità immobiliari, non potendo, entrambe, considerarsi abitazione principale.

Dall’esposizione sembra che entrambe siano accatastate come unità abitative di categoria catastale A, per cui il Comune può richiedere l’Imu su almeno una delle due unità abitative. Ciò in quanto l’abitazione principale deve essere costituita da una sola unità immobiliare iscritta o iscrivibile in catasto a prescindere dalla circostanza che sia utilizzata come abitazione principale più di una unità immobiliare distintamente iscritta in catasto. In tal caso, le singole unità immobiliari vanno assoggettate separatamente ad imposizione, ciascuna per la propria rendita. Pertanto, il contribuente può scegliere quale delle unità immobiliari destinare ad abitazione principale, con applicazione delle agevolazioni delle riduzioni Imu per questa previste; le altre, invece, vanno considerate come abitazioni diverse da quella principale con l’applicazione dell’aliquota deliberata dal Comune per tali tipologie di fabbricati. Il contribuente non può, quindi, applicare le agevolazioni per più di una unità immobiliare, a meno che non abbia preventivamente proceduto al loro accatastamento unitario [1].

Una possibile soluzione alla richiesta del Comune, da valutare tenendo conto anche di altri aspetti e costi “transattivi”, in mancanza di altre informazioni, potrebbe essere caratterizzata dall’accatastamento unitario delle unità immobiliari oppure dal ricorso ad una permuta con il suocero, così da dividere la proprietà degli immobili per ciascun nucleo familiare.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Paolo Florio

note

[1] Circ. n. 3/F del ministero delle Finanze.


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